Esiste una scuola di pensiero secondo la quale spesso a fare notizia siano soprattutto i numeri. Ebbene, la Volvo EX60 sembra l’auto fatta apposta per avvalorare questa tesi. Anzi nel suo caso si potrebbe addirittura parlare di un numero solo, 800. Già perché se la nuova EX60 si merita la definizione di game changer che le dà Volvo è perché ha una piattaforma a 800 Volt e un’autonomia che arriva fino a oltre 800 km. Detto che l’auto sta arrivando in questi giorni nelle concessionarie a prezzi che vanno da 65.350 a 81.400 euro, andiamo a conoscerla meglio.

DNA di famiglia
Come evidenziato anche lo scorso gennaio, in occasione della diffusione delle prime foto ufficiali, la Volvo EX60 segue la più recente filosofia stilistica del marchio, senza particolari colpi di testa. Ciò significa che il suo design è essenziale, con un’evidente parentela con le altre Volvo di ultima generazione, come la ES90 e la EX90. Molti dettagli, come la mascherina sigillata, testimoniano una grande attenzione all’efficienza aerodinamica. Il risultato è un Cx di 0,265.

Nel giro perlustrativo si notano anche la firma luminosa a “martello di Thor” e le fiancate levigate e massiccie. Particolari sono pure le porte, con vetri a filo senza cornici e originali miniglie mignon a pinna di squalo. Nella vista laterale si coglie pure la generosità del passo (297 cm) rispetto alla lunghezza complessiva (480 cm). La coda, infine, appare imponente, nonostante il taglio dinamico del montante C.

Il mondo in uno schermo
Anche a livello di abitacolo la Volvo EX60 segue le orme delle sorelle, facendo del minimalismo hi-tech scandinavo il suo credo. La plancia ha dunque un look molto pulito, con i tasti fisici ridotti all’osso e tutti i comandi principali che gravitano attorno allo schermo centrale. Questo misura 15 pollici abbondanti e incarna lo stato dell’arte delle tecnologia in ambito automotive. Grazie alla collaborazione con Google, la EX60 integra l’intelligenza artificiale Gemini.

L’assistente vocale consente interazioni naturali e permette di gestire funzionalità avanzate. Tra quelle citate da Volvo ci sono la possibilità di trovare l’indirizzo di un hotel prenotato via mail e la verifica che un articolo acquistato online possa entrare nel bagagliaio. Dal canto suo, la strumentazione da 11,4 pollici si trova lontano dal volante, che è di diametro molto ridotto. Piazzata quasi alla base del parabrezza, può essere consultata senza distogliere tanto lo sguardo dalla strada.

Cervello fino e materiali riciclati
Tornando all’infotainment, merita una menzione speciale il sistema HuginCore, che prende il nome dall’uccello mitologico norenno Hugin. Questo complesso ecosistema elettronico, grazie a partner quali Nvidia e Qualcomm, impiega processori e software con una capacità di calcolo di oltre 250 trilioni di operazioni al secondo. In parole povere la Volvo EX60 non si limita a processare informazioni, ma apprende costantemente. Per farlo condivide dati con le altre Volvo nel mondo e beneficia di aggiornamenti over-the-air. Lo scopo? Comprendere meglio l’ambiente circostante e supportare il pilota in ogni situazione di guida, anche in caso di emergenza. E visto – come dicevo – che sono i numeri a fare notizia, Volvo annuncia fiera di usare fino al 27% di materiali riciclati nella costruzione dell’auto.

Una tipa tosta
Soddisfatti gli utenti comuni, apro una parentesi tecnica per la gioia degli ingegneri. Lo “scheletro” della EX60 fa ampio ricorso al mega casting, ossia alla pressofusione per lo stampaggio di grandi elementi in alluminio. Al posto di decine e decine di elementi saldati, adesso c’è dunque un unico pezzo stampato di alluminio. Questo approccio semplifica la costruzione, aumenta la rigidezza e riduce costi e peso. Ancora più in basso c’è poi la nuova piattaforma SPA3, con tecnologia cell-to-body. Con le celle delle batterie integrate nel telaio si fanno ulteriori passi avanti in termini di comfort e rigidezza, oltre che di risparmio di peso (quantificabile in totale in circa due quintali).

Torna subito in forma
Il sistema elettrico è a 800 volt. Per chi mastica poco la materia, rispetto a uno più comune a 400 i vantaggi tangibili riguardano efficienza e prestazioni, soprattutto in ricarica. Per la Volvo EX60 si parla di un’autonomia da prima della classe, fino 810 km. Quando questa si esaurisce, dalle colonnine si possono ricevere fino a 370 kW. Così allacciata, la batteria può riguadagnare fino a 340 km di raggio d’azione in soli dieci minuti. Davvero niente male.

Un’offerta articolata
La Volvo EX60 è disponibile in tre varianti di potenza, ognuna con una batteria specifica. La versione d’accesso è la P6 single motor, con batteria da 83kWh, motore posteriore da 374 CV e autonomia di 611 km. Quella intermedia P10 AWD – protagonista della prova – ha invece due motori (anteriore da 272 CV e posteriore da 408 CV), una potenza totale di 510 CV, una batteria da 95 kWh e autonomia di 660 km. Al top c’è infine la P12 AWD, con gli stessi motori della sorella ma con una potenza totale di 680 CV, batteria da 117 kWh e la citata autonomia di 810 km.

Una primizia assoluta
Prima di passare alle impressioni di guida, facciamo un veloce focus veloce anche sulle dotazioni. Sulla Volvo EX60 debuttano le cinture di sicurezza adattive. Sono difatti capaci di funzionare in maniera diversa a seconda della struttura fisica di chi occupa il sedile, della velocità a cui si verifica l’eventuale incidente e di molti altri parametri. Nell’elenco degli optional di pregio figurano il tetto panoramico elettrocromico, che si può opacizzare a piacere, e uno stereo Bowers & Wilkins con ben 28 altoparlanti. Tutte e tre le motorizzazioni possono essere abbinate agli allestimenti Plus e Ultra, come mostra lo specchietto sottostante con i relativi prezzi, allineati a quelli della XC60 plug-in.

Al volante della Volvo EX60
L’abitacolo della EX60 si presenta molto accogliente. Tra l’altro i rivestimenti chiari e i pannelli delle porte concavi fanno apparire l’ambiente ancor più spazioso. Note positive vengono dai vani portaoggetti ricavati nel bracciolo e nel mobiletto centrale. Sistemare la posizione di guida della EX60 non è semplicissimo. Per adattare il piccolo volante ci si deve avventurare tra i menù dello schermo centrale, lo stesso attraverso cui si regolano anche i flussi d’aria. Una volta impostato tutto, però, si sta da re, complice soprattutto un sedile ben sagomato, all’altezza della tradizione Volvo.

Stupisce invece in negativo l’assenza totale di maniglie cui sorreggersi, anche nella zona posteriore. Difficile però che chi siede sul divano si lamenti di questa Volvo: i centimetri abbondano davvero in tutte le direzioni. Il bagagliaio è promosso ma senza lode, con una capacità che va dai 523 ai 1.647 litri e un’altezza solo discreta. In ogni caso per riporre i cavi di ricarica c’è anche un pratico frunk.


Su strada con la Volvo EX60
Quando si inizia a macinare i chilometri, ci vuole poco a capire che la Volvo EX60 nasce soprattutto per vestire i panni della passista. Anche se l’accelerazione della P10 AWD è da auto sportiva, con la pratica 0-100 archiviata in 4,6 secondi, e le risposte all’acceleratore sono sempre vigorose, questa Volvo è soprattutto comoda e – passatemi la battuta – forse anche troppo. La macchina è infatti così silenziosa che, guidando “a orecchio” sulle strade extraurbane, si rischia di trovarsi rapidamente sopra i limiti. I cicalini che rimproverano condotte sopra le righe sono molto molesti, ma attenzione a disattivarli, perché c’è rischio di giocarsi la patente!

Se la Volvo EX60 si può definire rilassante non è però solo per una questione di centimetri o di decibel. Anche l’assetto dà il suo contributo. Nonostante i pneumatici ribassati, le sospensioni filtrano bene la maggior parte della sconnessioni e solo le buche più secche e i rallentatori turbano la quiete che altrimenti regna sovrana a bordo.

Maneggiare con cura
Quanto invece al comportamento tra le curve, il mio consiglio è di prendersela con calma ed evitare di aggredire il misto con il coltello tra i denti. Finché si guida in maniera pulita questa Volvo svolta precisa, mentre se ci si fa prendere la mano l’inerzia si fa sentire. Nonostante la dieta megacasting, la EX60 P10 pesa pur sempre 2,3 tonnellate abbondanti e una massa del genere porta l’auto ad allargare inevitabilmente le traiettorie quando si esagera.