Top ten usato: le 10 SUV migliori

Protagoniste del mercato, le Sport Utility si confermano oggetto del desiderio degli Italiani. Vista la crisi, attingere all’usato è una valida soluzione per risparmiare. Ecco 10 modelli ancora attuali sia tecnicamente sia esteticamente.

21 gennaio 2014 - 14:01

Un fenomeno che non teme contrazioni. Erano e restano delle best seller. Le SUV – e con esse le “cugine” crossover – pagano solo parzialmente la crisi. Il settore delle Sport Utility di medie dimensioni è infatti uno dei pochi a esser cresciuto nel 2014 e si candida a protagonista del 2015.

Vorrei, ma non posso. O meglio vorrei, ma posso solamente se… l’acquisto usata! Non di solo nuovo si vive. Quanti non dispongono del budget necessario per una SUV di prima immatricolazione, oppure non intendono svenarsi per un capriccio, o meglio mirano alla massima resa con la minima spesa, trovano nell’universo della “seconda mano” una fonte inesauribile alla quale attingere con soddisfazione. Quali modelli scegliere? Che offerte valutare? Le occasioni da non perdere? Ecco una guida all’acquisto delle migliori dieci Sport Utility dello scorso decennio, ancora tremendamente attuali sia tecnicamente sia stilisticamente. Per trovare il classico ago nel pagliaio…

 

LE MIGLIORI 10 SUV USATE

Audi Q5 2.0 TDI quattro – anni 2008/2011

Elegante, rifinita con cura e dalle linee equilibrate. Rivale temibile per BMW X3 e Mercedes-Benz GLK, sfoggiava un carattere sportiveggiante, tuttora immutato. Alla trazione integrale permanente abbinava un 4 cilindri in linea 16V common rail di 1.968 cc collocato longitudinalmente e sovralimentato mediante turbocompressore a geometria variabile. Propulsore che poteva (e può, essendo ancora a listino in configurazione da 177 cv) contare su raffinatezze tecniche quali gli iniettori piezoelettrici con ugelli a 8 fori e la pressione massima d’esercizio di 1.800 bar così da erogare 170 cv e 350 Nm di coppia. Anche grazie al cambio manuale a 6 marce di serie, Q5 2.0 TDI quattro scattava da 0 a 100 km/h in 9,5 secondi, toccava i 204 km/h e percorreva mediamente 14,9 km/l. La capacità di carico di 540/1.560 litri è identica al modello attualmente in vendita – aggiornato nel 2012 –, così come l’abitabilità, ottima per guidatore e passeggero anteriore ma solo discreta per gli occupanti del divanetto. Da non perdere la trasmissione a doppia frizione S tronic. Oggi vale da 18.500 a 25.000 euro.

BMW X5 3.0sd (xDrive35d) – anni 2007/2010

La linea è attuale. La guida altrettanto: reattiva ed efficace nel misto, specie optando per il controllo dinamico Adaptive Drive – combinava la stabilizzazione antirollio con la regolazione adattiva degli ammortizzatori –, la seconda generazione della SUV tedesca disconosceva rollio e beccheggio. La meccanica era un esempio di raffinatezza. Per la versione “sd” – successivamente ribattezzata 35d – BMW aveva fatto riscorso alla doppia sovralimentazione del 6 cilindri in linea common rail di 3,0 litri. Il sistema Variable Twin Turbo prevedeva così due turbocompressori in serie, con il più piccolo attivo ai bassi regimi – in modo da ridurre il lag – e l’unità dalla maggiore portata chiamata in causa all’avvicinarsi della zona rossa. Erogava 286 cv e 580 Nm di coppia. Alla trazione integrale permanente si affiancava un cambio automatico ZF a 6 rapporti del tipo mediante convertitore di coppia. Scattava da 0 a 100 km/h in 7,0 secondi, raggiungeva i 235 km/h e percorreva mediamente 12,0 km/l. Le quotazioni oscillano tra 19.000 e 26.500 euro.

 

Ford Kuga 2.0 TDCi AWD – anni 2008/2011

8 cm più corta del modello attualmente a listino, ha rappresentato il debutto della Ford nel settore delle SUV di medie dimensioni. Rivale diretta di VW Tiguan e Nissan Qashqai, puntava sul piacere di guida, la linea accattivante e l’abitacolo ben rifinito. La capacità di carico non era eccezionale (410/1.405 litri contro gli attuali 456/1.653 litri) e la mobilità fuoristrada – nonostante la trazione integrale permanente con frizione centrale Haldex – era solo discreta, ma in compenso brillava per l’ottimo mix tra comfort e prestazioni. All’avantreno tipo McPherson e al retrotreno Multilink affiancava un quattro cilindri in linea 16V common rail di 2,0 litri sovralimentato mediante turbocompressore, accreditato di 136 cv e 320 Nm. Unità che, abbinata a un cambio manuale Getrag a 6 rapporti, garantiva uno scatto da 0 a 100 km/h in 10,7 secondi, una velocità massima di 180 km/h e una percorrenza media di 15,6 km/l. Oggi vale da 11.000 a 15.200 euro.

 

Kia Sportage 2.0 CRDi VGT 4WD – anni 2008/2011

La seconda generazione della SUV coreana portava in dote un tocco di modernità sconosciuto alla serie precedente. Abbandonate ridotte e velleità da 4×4 dura e pura, adottava una struttura a scocca portante puntando su comfort, completezza delle dotazioni, capacità di carico e affidabilità. Alla trazione integrale permanente con ripartizione variabile della coppia tra gli assali si accompagnava un 4 cilindri in linea 16V common rail sovralimentato mediante turbocompressore a geometria variabile (VGT), accreditato di 150 cv e 304 Nm. Unità che, in abbinamento alla trasmissione manuale a 6 rapporti di serie – il cambio automatico a 4 marce era optional –, garantiva uno scatto da 0 a 100 km/h in 12,0 secondi, una velocità massima di 177 km/h e una percorrenza media di 14,1 km/l. La garanzia di 7 anni o 150.000 km permette di entrare in possesso di un esemplare tuttora sotto l’ala protettrice della Casa madre. Quotazioni da 7.000 a 10.000 euro.

 

Land Rover Freelander2 2.2 TD4 – anni 2006-2012

Per anni è stata il punto di riferimento tra le SUV quanto a efficacia off road. Merito della trazione integrale permanente e del sistema Terrain Response che permetteva di adattare alle caratteristiche del terreno l’erogazione del propulsore, la gestione della trasmissione, del giunto centrale Haldex e dell’elettronica nonché la soglia d’intervento del controllo di stabilità e trazione, dell’ABS e del limitatore di velocità in discesa, optando per 4 diversi programmi: guida generica (asfalto e sterrato leggero), erba/ghiaia/neve (superfici a scarsa aderenza), fango/solchi e, infine, sabbia. Era mossa da un 4 cilindri 2.2 common rail 16V di derivazione Ford/Psa sovralimentato mediante turbocompressore Garrett a geometria variabile e dotato d’iniettori piezoelettrici. Un’unità in grado di erogare 160 cv e 400 Nm spingendo la SUV britannica – in abbinamento alla trasmissione manuale Getrag a 6 rapporti – da 0 a 100 km/h in 11,7 secondi, toccando i 181 km/h e percorrendo mediamente 13,3 km/l. Alle prestazioni fuoristrada abbinava un notevole comfort, una capacità di carico da riferimento, finiture curate e un’ottima abitabilità. Oggi vale da 10.000 a 24.000 euro.

 

Mercedes-Benz GLK 320 CDI (350 CDI) – anni 2008/2011

Ha costituito la testa di ponte Mercedes-Benz nel segmento delle SUV di medie dimensioni. Caratterizzata da una linea decisamente squadrata – rimasta pressoché inalterata –, portava in dote un piacere di guida sconosciuto a una Sport Utility della Stella, prossimo al punto di riferimento della categoria BMW X3. L’abitacolo, tanto razionale quanto austero, vantava materiali di buona qualità, mentre il layout della plancia sembrava disegnato con l’accetta. Alla trazione integrale permanente si accompagnavano la trasmissione automatica a 7 marce 7G-Tronic e lo step da 224 cv e 540 Nm di coppia del V6 di 2.987 cc (versione ribattezzata 350 CDI nel 2009 e portata a 231 cv nel 2010), dotato di 4 valvole per cilindro, turbo a geometria variabile e iniezione common rail. Da non perdere il (raro) pacchetto tecnico Offroad che prevedeva le protezioni sottoscocca e l’adattamento in funzione della marcia su sterrato dell’erogazione del td, della risposta dell’ABS e della soglia d’intervento dell’ESP in aggiunta al limitatore della velocità in discesa. Nello step da 224 cv toccava i 220 km/h, scattava da 0 a 100 km/h in 7,5 secondi e percorreva mediamente 11,9 km/l. Quotazioni da 16.000 a 26.000 euro.

 

Mini Countryman Cooper D ALL4 – anni 2010/2014

La prima Mini a cinque porte. La prima Mini oltre i quattro metri di lunghezza. La prima Mini (anche) a trazione integrale. La primi Mini “amichevole” con i (due) passeggeri posteriori. Countryman è stata, ed è, la svolta Mini in ambito crossover. La luce da terra contenuta (15 cm) non è sufficiente per garantire una mobilità fuoristrada paragonabile alle comuni SUV; in compenso, l’efficacia nel misto, la rapidità negli inserimenti, il divertimento al volante e il kart feeling tipico del marchio sono elementi sconosciuti alla stragrande maggioranza delle Sport Utility. È mossa da un quattro cilindri in linea td 16V common rail di 1.598 cc forte di basamento in lega leggera e turbocompressore a geometria variabile. Un’unità tuttora a listino, accreditata di 111 cv e 270 Nm di coppia, così da scattare – in abbinamento alla trasmissione manuale a 6 rapporti di serie – da 0 a 100 km/h in 11,6 secondi, toccando i 180 km/h e percorrendo mediamente 20,4 km/l. Quotazioni da 15.000 a 19.000 euro.

 

Nissan Qashqai 1.5 dCi 4×4 – anni 2007/2010

È la best seller della gamma Nissan. Presentata nel 2007 e aggiornata nel 2010, è stata recentemente rinnovata. La prima generazione brillava per comfort e abitabilità. Realizzata sulla medesima piattaforma di Renault Koleos, mutuava dalla Casa francese il 4 cilindri common rail 8V di 1.461 cc sovralimentato mediante turbocompressore KKK, originariamente destinato alla compatta Clio. Un’unità accreditata di 106 cv (110 cv dal 2008) e 240 Nm di coppia, in grado di spingere la crossover nipponica da 0 a 100 km/h in 12,4 secondi – un tempo tutt’altro che travolgente –, toccando i 177 km/h e percorrendo mediamente – in abbinamento alla trasmissione manuale a 6 rapporti – 19,2 km/l. Adottava il sistema di trazione All-Mode 4×4 con possibilità, agendo su di una manopola, di optare per le 2WD all’avantreno, le 4WD con distribuzione automatica della coppia tra gli assali in funzione delle condizioni d’aderenza e il programma “Lock” che ripartiva in modo fisso 50-50 i kgm tra avantreno e retrotreno. Oggi vale da 9.000 a 12.000 euro.
Porsche Cayenne Diesel – anni 2009/2010

È stata la prima Porsche dotata di un motore a gasolio. E ha contribuito sensibilmente alle vendite della SUV di Zuffenhausen. Parente stretta di Audi Q7 e VW Touareg, mutua da queste ultime il V6 turbodiesel di 2.967 cc con angolo tra le bancate di 90°, accreditato di 240 cv e 550 Nm. Un’unità meno raffinata rispetto ai td top di gamma made in BMW e Mercedes-Benz sebbene forte di iniettori piezoelettrici, turbocompressore a geometria variabile e pressione d’iniezione del sistema common rail di 1.800 bar. La trazione era integrale permanente, analogamente al modello attualmente a listino, mosso dal medesimo V6 3.0 td portato a 250 cv. Porsche Cayenne Diesel scattava così da 0 a 100 km/h in 8,3 secondi – complice la trasmissione automatica a sei marce Tiptronic S del tipo mediante convertitore di coppia –, toccava i 214 km/h e percorreva mediamente 10,8 km/l. Dato, quest’ultimo, sul quale incideva negativamente il peso di 2.240 kg. Nonostante il modello attuale sia sensibilmente più leggero (2.110 kg) e parco nei consumi (15,2 km/l), la “prima” Cayenne Diesel resta un ottimo affare alla luce delle doti dinamiche e del blasone della vettura. Quotazioni da 29.000 a 32.000 euro.

 

Volkswagen Tiguan 2.0 TDI – anni 2007/2011

Una delle SUV compatte più divertenti da guidare. Dotata di sospensioni non troppo cedevoli, di un avantreno rapido in inserimento e di uno sterzo comunicativo, si collocò immediatamente al vertice della categoria, forte oltretutto della proverbiale concretezza dei prodotti Volkswagen e dell’ampia disponibilità di spazio per cinque persone. Tecnicamente beneficiò dell’abbandono della tradizionale alimentazione a iniettore/pompa in favore della tecnologia common rail. Il 4 cilindri 2.0 td 16V della Casa tedesca era infatti caratterizzato da un moderno sistema a iniezione diretta con iniettori piezoelettrici a 8 fori e dalla sovralimentazione mediante turbocompressore a geometria variabile. Erogava così 140 (o 170) cv e 320 Nm di coppia. La trazione era integrale permanente. Grazie anche alla trasmissione manuale a 6 rapporti scattava – nello step da 140 cv – da 0 a 100 km/h in 10,5 secondi, toccava i 186 km/h e percorreva mediamente 13,9 km/l. Era disponibile in configurazione Sport&Style, maggiormente votata all’asfalto, oppure Track&Field, orientata all’off road grazie ai paraurti dagli angoli caratteristici più generosi. Oggi vale da 11.500 a 18.000 euro.

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