Suzuki Swift: di nuovo a mezza via

La Swift si rinnova nelle linee e in abitacolo, confermandosi più grande di una city car e al tempo stesso più piccola di una compatta. Al 1.0 turbo benzina da 112 cv si accompagna un 1.2 a benzina da 90 cv disponibile anche in versione microibrida

5 gennaio 2017 - 15:01

È stata la prima Suzuki di successo non ascrivibile alla categoria delle SUV, complice una linea piacevole, la possibilità di optare per la livrea bicolore, una soluzione tutt’altro che scontata sino a pochi anni fa, e l’intuitività della guida. Ora, però, la Swift si rinnova radicalmente, puntando su finiture più curate che in passato e sull’adozione sia di una moderna dotazione multimediale sia della propulsione ibrida derivata da Baleno e Ignis.

La nuova generazione della Swift sarà in vendita in Giappone a partire da gennaio, ma il debutto ufficiale della vettura è rimandato a marzo, in occasione del Salone di Ginevra, quando si conosceranno le specifiche per il mercato europeo. Le principali modifiche rispetto al precedente modello riguardano la linea, decisamente più filante, e gli interni, caratterizzati dalla presenza del volante sportivo a tre razze e dell’ampio display touchscreen del sistema d’infotainment. Quanto alla meccanica, la vettura nipponica mutua i propulsori dalla Baleno. Più precisamente il tre cilindri 1.0 Boosterjet, turbo a iniezione diretta della benzina, da 112 cv e 170 Nm di coppia – in Giappone identificato con la sigla RS – e il quattro cilindri in linea 1.2 16V a benzina da 90 cv e 120 Nm a due iniettori per cilindro, disponibile anche nella configurazione microibrida denominata SHVS.

Alle classiche trasmissioni manuale a 5 rapporti e automatica, a 6 marce del tipo mediante convertitore di coppia oppure a variazione continua, si accompagnerà l’inedito Safety Package che include la frenata automatica d’emergenza, la gestione autonoma degli abbaglianti e il cruise control adattivo. Come in passato, la Swift sarà una vettura “a mezza via”, vale a dire lunga 3,84 cm così da risultare più grande di una comune city car e al tempo stesso più piccola di una classica compatta. Un “ibrido” di successo.

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