Suzuki Swift 2017: spazio alla sicurezza

7 marzo 2017 - 17:03

Un colpo al cerchio e una botte. Eh già, perché la nuova Suzuki Swift riesce ad abbinare due caratteristiche teoricamente agli antipodi: da un lato “dimagrisce” mediamente di 120 kg rispetto al passato, dall’altro vede crescere nettamente la capacità di carico qualora paragonata alla precedente generazione. Una “svizzerata” alla giapponese.


Peso da libellula
È stata la prima Suzuki di successo non ascrivibile alla categoria delle SUV, complice una linea piacevole, la possibilità di optare per la livrea bicolore, una soluzione tutt’altro che scontata sino a pochi anni fa, e l’intuitività della guida. Ora, però, la Swift si rinnova radicalmente, puntando su finiture più curate che in passato e sull’adozione sia di una moderna dotazione multimediale sia della propulsione ibrida derivata da Baleno e Ignis. Basata sulla piattaforma Heartect, sensibilmente più leggera rispetto a quanto appannaggio del vecchio modello, vede l’ago della bilancia attestarsi a 840 kg quale valore di partenza; un dato degno di una libellula, irraggiungibile persino per city car ben più piccole e spartane.

Interasse più lungo di 2 cm
Come accennato in apertura, la capienza del bagagliaio aumenta di 54 litri, toccando quota 265 litri con 5 persone a bordo. Un upgrade possibile grazie alla… riduzione delle dimensioni della vettura, più corta di 1 cm! Un’anomalia spiegabile con la crescita dell’interasse di 2 cm, a tutto vantaggio dell’abitabilità posteriore e della capacità di carico. Già in vendita in Giappone, rispetto al precedente modello può contare su di una linea più filante e interni caratterizzati da un inedito volante sportivo a tre razze e dall’ampio display touchscreen del sistema d’infotainment. Quanto alla guida assistita, un must per qualsiasi auto moderna, sono ora disponibili tecnologie di pregio quali la frenata automatica d’emergenza, il monitoraggio della distanza di sicurezza dal veicolo che precede, l’avviso di superamento involontario della linea di corsia, la gestione autonoma degli abbaglianti e il cruise control adattivo. Un vero e proprio balzo generazionale.


Cambio automatico CVT o con il convertitore
Quanto alla meccanica, la vettura nipponica mutua i propulsori dalla Baleno. Più precisamente il tre cilindri 1.0 Boosterjet, turbo a iniezione diretta della benzina, da 112 cv e 170 Nm di coppia e il quattro cilindri in linea 1.2 16V a benzina da 90 cv e 120 Nm a due iniettori per cilindro, disponibile anche nella configurazione microibrida SHVS. Trasmissioni manuale a 5 rapporti e automatica a 6 marce del tipo mediante convertitore di coppia oppure a variazione continua.

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