Suzuki Swift EV-Hybrid

Anche Suzuki si getta nella mischia delle ibride con la Swift EV-Hybrid, versione “green” della compatta di Hamamatsu. Trazione solo elettrica, il motore termico fa solo da caricatore.

20 dicembre 2011 - 10:12

Ibrido che passione, ormai questo segmento per i costruttori sta diventando un po’ come quei bar alla moda dove “bisogna esserci”. In effetti però la tecnologia ibrida al momento può essere considerata la via più rapida per l’abbattimento delle emissioni di CO2, e anche la più semplice. Ormai tutte le Case (tranne forse la Fiat che non ha fatto vedere ancora niente a questo proposito) stanno sposando questa causa e anche Suzuki vuole essere della partita. Lo ha dimostrato al recente Tokyo Motor Show dove in mezzo a tanti concept più o meno verosimili e al Burgman Fuel Cell, c’era anche la Suzuki Swift EV-Hybrid ovvero l’applicazione della tecnologia ibrida su una vettura di attuale produzione e non su un improbabile progetto  futuribile.

Il concetto della trazione ibrida può essere affrontato in tanti modi, c’è chi lo interpreta come Toyota (precursore della tecnologia) con le due unità propulsive svincolate (e magari montate sui due assi) e il motore elettrico che dà una mano al motore termico quando serve e fa muovere la vettura alle minime velocità. Poi c’è chi la intende come Honda con motore elettrico e termico sempre collegati tra loro (ibrido parallelo) che lavorano continuamente. Infine c’è la terza versione quella utilizzata dalla Suzuki ovvero una vettura con trazione esclusivamente elettrica ma che sfrutta un motore endotermico per ricaricare le batterie.

In pratica quello utilizzato dalla Swift è lo stesso concetto utilizzato dalla Opel Ampera dove il motore a pistoni non svolge più il compito di assicurare la trazione ma deve solo ricaricare le batterie. Per cui niente presa di corrente, la Suzuki Swift EV-Hybrid (come la Ampera del resto) è alla fine un’auto a trazione elettrica in grado di viaggiare in autonomia. La batteria (che visto il sistema di ricarica è più compatta e leggera di quelle di un veicolo puramente elettrico) assicura un’autonomia di 20-30 km prima che parta il motore  per ricaricarla.

Di sicuro una tecnologia interessante, che Opel ha già dimostrato possibile per la grande serie (la Ampera e la Chevrolet Volt che sono tecnologicamente gemelle sono già in vendita), saremo a vedere se anche Suzuki intende portarla presto in gamma. C’è da credere di si, del resto con le norme sempre più stringenti e il tetto di CO2 emessa imposto per legge a ciascun costruttore avere una vettura ibrida o elettrica in gamma non sarà più uno sfizio ma una necessità.

 

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