A ogni attacco segue un contrattacco. Tesla ha lasciato che le Case tedesche e francesi si sfogassero al recente Salone di Parigi, proponendo concept a zero emissioni che prefigurano inedite gamme di vetture “green” in arrivo nei prossimi anni, per poi calare l’asso: il 17 ottobre verrà svelato un nuovo modello. Accanto alla versione definitiva della berlina Model 3, i cui interni verranno finalmente mostrati, è probabile debutti l’elettrica Model Y.

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Model Y dovrebbe essere una crossover derivata da Model 3, quindi sensibilmente più compatta rispetto alla “sorella maggiore” Model X, caratterizzata da una lunghezza di oltre 5 metri e da un perso prossimo ai 24 quintali. Basata sul pianale in alluminio della 3, è probabile ne condivida il powertrain elettrico e possa contare su di un’autonomia di almeno 300 km a fronte di un prezzo meno elitario rispetto alla citata X, proposta in Italia a partire da 88.500 euro. Immancabili, secondo tradizione Tesla, il sistema di guida semiautonoma AutoPilot, basato sull’interazione tra telecamere, radar e sensori, e la compatibilità con i supercaricatori americani.

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Model 3, il cui prezzo in Italia dovrebbe realisticamente oscillare tra i 40.000 e i 45.000 euro, arriverà nelle concessionarie europee all’inizio del 2018, mentre sono tuttora sconosciuti i tempi di consegna di Model Y, quarto modello Tesla – non va infatti dimenticata la berlina Model S – che dovrebbe consentire a Elon Musk di chiudere il gioco di parole sui nomi (S-3-X-Y, vale a dire “sexy”) previsto nel business plan presentato nel lontano 2006. A meno che il CEO Tesla abbia volutamente sviato tutti e il 17 ottobre si limiti a presentare la versione top di gamma della Model 3, il concept del primo pick-up elettrico o, più semplicemente, la versione 2.0 del sistema AutoPilot.

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