La nuova C-HR punta tutto sulla sportività delle linee e fa registrare il debutto di Toyota nel settore delle crossover compatte. Una prima assoluta per il maggiore costruttore al mondo, accompagnata dall’inusuale abbinamento della tecnologia ibrida a una vettura di questo segmento.

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Mutua il powertrain ibrido dalla nuova Prius: sotto il cofano pulsa un 4 cilindri in linea 1.8 16V a ciclo Atkinson alimentato a benzina, abbinato a un’unità elettrica, così da contare sulla potenza complessiva di 122 cv, trasmessa alle ruote anteriori dalla trasmissione a variazione continua. In alternativa la crossover nipponica è proposta con un più tradizionale 1.2 turbo a iniezione diretta di benzina da 115 cv, derivato dalla media Auris, disponibile anche con la trazione integrale e destinato a lavorare con un cambio manuale a 6 marce oppure con una trasmissione CVT.

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Progettata tenendo conto dei gusti degli automobilisti europei, può contare su di un baricentro relativamente basso, sospensioni posteriori multilink e una dotazione di sicurezza completa, arricchita dalla frenata automatica d’emergenza con riconoscimento dei pedoni, dalla “lettura” della segnaletica stradale, dall’avviso di superamento involontario della corsia, dal cruise control adattivo e dalla gestione autonoma dei fari abbaglianti. Arriverà sul mercato entro la fine del 2016 e sarà caratterizzata da dimensioni compatte, nell’ordine dei 4,3 metri di lunghezza, carrozzeria 5 porte (ben mimetizzate), profilo slanciato e muscoli in vista che contribuiranno a rafforzare l’obiettivo, abbastanza esplicito, di entrare in diretta concorrenza con la best seller del segmento Nissan Qashqai.

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