Buggy oppure hot rod? Al Salone di Tokyo, la Toyota scardina gli schemi e presenta una delle vetture meno convenzionali mai realizzate da una Casa nipponica. La concept Kikai nasce per enfatizzare e celebrare il lavoro di progettazione alla base di ogni veicolo.

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Più che di una vera e propria carrozzeria, bisognerebbe parlare di un esoscheletro stile Ariel Atom, in grado di lasciare in vista gran parte della telaistica e della meccanica. Il motore, nello specifico, è collocato al retrotreno, la trazione è posteriore, la lunghezza complessiva della vettura sfiora i 3,4 metri, l’interasse si attesta a 2,5 metri e l’abitacolo può ospitare tre persone, con il sedile di guida avanzato e collocato centralmente per favorire sia la ripartizione dei pesi sia la percezione degli ingombri.

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Un abitacolo unico, ma in stile classico: la strumentazione è analogica, mentre l’indicatore del livello carburante è del tipo “a vista”: si tratta infatti di un semplice oblò in corrispondenza del serbatoio. E il propulsore? Sebbene la Casa non abbia rilasciato dati ufficiali, le dimensioni dell’auto lasciano presagire che risponda alla normativa – tipicamente nipponica – sulle kei car; categoria di veicoli caratterizzata da una lunghezza massima di 3,4 metri, da un peso decisamente ridotto e da propulsori di cilindrata e potenza non superiori, rispettivamente, a 660 cc e 64 cv.