Come ormai tradizione, BMW sfrutta la passerella del Concorso d’Eleganza di Villa d’Este per svelare qualche concept mozzafiato. Quest’anno a contendersi la ribalta sono state la BMW Vision K18 e la Vision BMW Alpina. Se la prima è una moto bagger one-off che racconta il futuro dei viaggi a due ruote secondo la Casa bavarese, la seconda è invece uno studio di design che anticipa in parte forme e contenuti di un’ammiraglia sportiva prossima ventura. E tra l’altro la scelta dell’appellativo Alpina non sembra affatto casuale. L’atelier specializzato in elaborazioni e rivisitazioni delle sportive BMW è da poco entrato ufficialmente nell’orbita dell’Elica e potrebbe presto godere di una sua piccola autonomia. Staremo a vedere.

L’ispirazione del passato
Lasciando da parte le congetture, concentriamoci sulla Vision BMW Alpina. Lunga la bellezza di 5,2 metri, questa concept car trae ispirazione del passato e in particolare dalla Alpina B7 degli Anni 70, versione ipervitaminizzata della Serie 6 E24. A ricordare quella antenata sono in particolare il cofano chilometrico, lo shark nose frontale e la scritta Alpina al centro dello spoiler inferiore. Nel mezzo del muso, poi, spicca l’immancabile doppio rene, qui in versione ipertrofica e rifinito vezzosamente in color oro rosa e con i bordi illuminati.

Per il resto colpiscono l’andamento filante del tetto panoramico, la forma super sottile dei fari e la misura dei cerchi, quelli anteriori da 22″ e quelli posteriori addirittura da 23″. Il loro disegno a 20 razze è un elemento tipico Alpina, così come le linee decorative che corrono lungo le fiancate.

Un ambiente raffinato e digitalizzato
Osservando l’abitacolo si nota innanzi tutto la strumentazione del Panoramic iDrive, che si sviluppa alla base del parabrezza, come su alcune BMW oggi a listino. In primo piano ci sono invece due display, uno per l’infotainment e uno a uso e consumo del passeggero. Le loro grafiche cambiano a seconda della modalità di guida impostata, dalla turistica Comfort+ alla più sportiva Speed.

A fare da contorno ci sono pellami pieno fiore e cuciture blu e verdi, oltre a componenti in metallo lavorati in maniera certosina con tecniche mutuate dall’alta orologeria.

Da perfetta show car sono poi alcuni comandi in cristallo, lo stesso materiale utilizzato per la bottiglia e i due bicchieri di cristallo che possono trovare posto parte posteriore del mobiletto centrale. Per la cronaca il comunicato ufficiale parla di un motore V8 dalla tipica sonorità Alpina, cupa ai bassi e squillante agli alti. E in epoca di elettrificazione dilagante, la notizia più bella forse è proprio questa.