Volkswagen Golf Sport GTE: la GTI che verrà?

La concept ibrida plug-in tedesca può contare su 400 cv, 4WD e il 1.6 turbo di Polo R WRC abbinato a due motori elettrici. Da 0 a 100 km/h in 4,3 secondi. Le linee, ardite, anticipano il design delle future GTI.

Wörthersee 2015: il più grande raduno tuning dedicato alle vetture del Gruppo VW. Il palcoscenico ideale per trasformare in realtà ogni tipo d’ubriachezza molesta. All’onirica Audi TT Clubsport Turbo da 600 cv, la Casa di Wolfsburg risponde con un’interpretazione altrettanto estrema dell’ibrida plug-in Golf GTE.VolkswagenGolfSportGTE-001Carrozzeria in fibra di carbonio. Gruppo propulsivo ibrido plug-in e… 400 cv! Sufficienti, complice la trasmissione a doppia frizione DSG a 6 rapporti, per scattare da 0 a 100 km/h in 4,3 secondi e toccare i 280 km/h. Sotto il cofano della show car tedesca pulsa il medesimo 4 cilindri 1.6 turbo a iniezione diretta di benzina appannaggio di Polo R WRC; vale a dire la vettura che domina il Mondiale rally. Un’unità portata per l’occasione a 300 cv e 400 Nm, nonché abbinata a due motori elettrici: il primo, da 115 cv e 330 Nm, collocato in corrispondenza dell’assale anteriore, il secondo, forte di 115 cv e 270 Nm, operante al retrotreno. Ne conseguono, come accennato, 400 cv e 670 Nm complessivi, oltre alla trazione integrale a gestione elettronica e a un’autonomia di 50 km a zero emissioni.VolkswagenGolfSportGTE-016Secondo la Casa percorrerebbe mediamente 50 km/l. In effetti, anche gli asini volano… Indipendentemente dai consumi dichiarati, degni di una Lambretta, ciò che stupisce maggiormente è la caratterizzazione estetica e dell’abitacolo. In entrambi i casi senza compromessi. I montanti posteriori, ad esempio, sono sdoppiati come per la concept Golf GTI W12 del 2007, le portiere del tipo ad apertura verticale e il frontale integralmente rivisto rispetto alle “sorelle” di serie. Tanto da lasciar intendere che Golf Sport GTE potrebbe anticipare le linee delle future GTI. Al retrotreno la carreggiata è ampliata e la vista dominata dall’estrattore inglobante centralmente i terminali di scarico. Non meno estrema la cura riservata agli interni: grazie alla consolle che evolve in un tunnel alto, ogni seduta si trasforma in una sorta di cockpit da monoposto.