Volkswagen, le novità al Salone di Pechino

Spicca la New Lavida: una vettura medio-inferiore che incarna il sogno cinese di Volkswagen. Accompagnata da un bel manipolo di concept e volti noti (in Europa). Ben riuscito anche l’E-Bugster, speedster su base Beetle e propulsione elettrica

Auto China 2012, nella notra lingua, suona meglio come Salone di Pechino: basta il nome per connotare il mercato emergente per antonomasia, uno dei pochi in cui le Case possono ancora crescere come numeri e come indotto.La principale novità di Volkswagen si chiama New Lavida: gioca in casa, visto che il progetto è interamente cinese – sono lontani i tempi in cui, all’inizio degli anni Ottanta, le prime Santana erano le uniche auto in circolazione in una Cina che tutto era tranne che vicina – e nasce per “fare i numeri”. La prima generazione di questa tre volumi appartenente al segmento C (ricordiamo che sono gli europei a prediligere le auto col portellone: nel resto del mondo è l’esatto contrario) ha superato a gennaio 2012 le 700.000 unità vendute. Al quarto anno di vita viene ridisegnata in maniera rilevante: rispetto al modello che sostituisce le linee sono più tese, da Passat di nuova generazione anziché da Golf V, giusto per fissare le idee.A Pechino c’è la prima assoluta della CC 3.0 V6 dotata, come suggerisce la sigla, di un motore sei cilindri a V in grado di sviluppare 250 CV; seguono, in ordine rigorosamente sparso, due concept: il SUV con motore ibrido TDI di tipo plug-in Cross Coupé Concept (1,8 litri per 100 km il consumo combinato!) e l’E-Bugster, speedster su base VW Beetle con il tetto tagliato quel tanto che basta per giustificare il nome, e propulsione interamente elettrica.Altre novità minori, in quanto già viste alle nostre latitudini, sono la Tiguan con pacchetto R-Line e la Scirocco R, che perde 15 CV rispetto alla versione europea ma ne sviluppa pur sempre 255. Chiude degnamente il quadro la Phaeton Exclusive: l’ammiraglia all’insegna dell’understatement si rifà l’arredamento con la pelle di Poltrona Frau.