Volvo, quando la sicurezza è condivisa

Con il progetto E.V.A. il marchio mette a disposizione il suo ricco archivio dati relativo agli incidenti stradali, per migliorare la sicurezza di tutti e su tutte le auto

27 marzo 2019 - 16:39

Il concetto della condivisione delle ricerche, dei dati è tra i valori principali di Volvo. Una filosofia aziendale che ha guidato le scelte del marchio dal 1959, quando mise a disposizione di altri costruttori automobilistici una storica innovazione: la cintura di sicurezza con tre punti di ancoraggio, che divenne obbligatoria nel 1988 e contribuì a salvare oltre un milione di vite umane. Un concetto ribadito dal presidente di Volvo Car Italia, Michele Crisci, nel corso di una tavola rotonda tenutasi al Volvo Studio, che mirava a stilare un bilancio sull’attività del brand e a proporre le iniziative future. Nell’immediato c’è invece il lancio italiano della campagna E.V.A. (Equal Vehicle for All), basata sull’idea di sicurezza condivisa per arrivare a far circolare auto sicure per tutte le tipologie di occupanti. 

UNA BIBLIOTECA DIGITALE A DISPOSIZIONE
Promuovendo il progetto E.V.A., Volvo Cars condivide le proprie conoscenze in tema di sicurezza (crash test compresi) maturate in 40 anni di ricerca attraverso una “biblioteca” digitale accessibile, con il fine di azzerare gli incidenti mortali causati dalle autovetture, a qualsiasi Casa esse appartengano. Attraverso immagini virtuali di corpi femminili sottoposti a impatti, il marchio ha voluto mettere in evidenza la diseguaglianza nello sviluppo dei sistemi di sicurezza per le auto: le donne sono infatti esposte a rischi maggiori di subire lesioni in caso di incidente. I tecnici Volvo hanno così sviluppato dispositivi di sicurezza per auto con l’obiettivo di proteggere con la stessa efficacia tutte le persone, indipendentemente da sesso, altezza, corporatura o peso.

QUATTRO PROVVEDIMENTI A SEGNO ENTRO IL 2020
Tra le iniziative e i dispositivi che Volvo introdurrà invece sui propri mezzi da qui al 2020, sempre a rimarcare il suo importante impegno in tema di sicurezza stradale, c’è la limitazione della velocità delle proprie auto a 180 km/h e, un altro passo ulteriore, la possibilità di limitarla automaticamente nei pressi di scuole e ospedali. Sempre in tema velocità, c’è l’arrivo del sistema Care Key, un dispositivo che offre la possibilità di determinare, di volta in volta, la velocità massima dell’auto non solo per il proprietario ma anche per i familiari o per gli amici che la guideranno. A questi programmi futuri si aggiunge, infine, un altro ADASil monitoraggio della guida attraverso telecamere e intervento in automatico del veicolo in caso di pericolo, per contrastare gli effetti della distrazione o della guida in stato di alterazione psicofisica.

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