WRC Rally d’Italia Sardegna: poker per Ogier

Quarta vittoria stagionale per l’asso francese; concreto, preciso e assistito da una Polo R WRC pressoché perfetta, precede il norvegese Østberg (DS3 WRC) e il compagno di squadra Latvala. Hyundai in crescita nonostante alcune noie meccaniche. Risorge Kubica

8 giugno 2014 - 23:06

Un sottile strato di polvere a ricoprire un fondo sterrato duro, compatto, abrasivo. Perfetto per stracciare i pneumatici nemmeno fossero carta velina. Velocità elevate, carreggiate strette, pietre e alberi a delimitare la sede stradale; mannaie pronte a calare su quanti osano divagare dalla traiettoria ideale. E una temperatura da girone dantesco. Tutto questo è il Rally di Sardegna. Tutto questo ha reso l’evento sardo del WRC una delle tappe più impegnative della stagione iridata.

Pronti via e la prova spettacolo di Cagliari – gli unici 1,3 km su asfalto di una quattro giorni interamente su terra – riserva una sorpresa. Il dosso artificiale inserito a metà speciale, probabilmente ideato dagli ingegneri del Kennedy Space Center di Cape Canaveral, ha un’inclinazione assassina. “Spara” le vetture direttamente nello spazio e il malcapitato Kris Meeke (Citroën DS3 WRC) polverizza il radiatore. Preludio di un weekend tutt’altro che fortunato per l’irlandese. Preludio di un evento cosmico: le prime due SS “vere” sono terreno di conquista per Hyundai. Thierry Neuville e Juho Hänninen, al volante d’i20 WRC, dettano legge, complice l’ordine di partenza favorevole che consente loro di sfruttare le traiettorie pulite dal passaggio dei concorrenti precedenti. Al contrario dei favoriti Sébastien Ogier e Jari-Matti Latvala, entrambi su Volkswagen Polo R WRC, che arrancano nel ruolo di spazzini.

La temperatura aumenta, si avvicina l’ora di pranzo e Mikko Hirvonen (Fiesta RS WRC) – uno dei pochi in grado, almeno sulla carta, d’opporsi al dominio VW – accende la griglia: la Ford “ufficiale” s’incendia in trasferimento e, complice il sistema d’estinzione che non entra in funzione, va completamente distrutta. Il finnico, attardato da un incidente anche nel precedente Rally d’Argentina, alza gli occhi al cielo e si chiede se, in una delle vite precedenti, abbia dato fuoco a un pullman di suore: il destino, infatti, lo odia! Hänninen, intanto, fa volare la Hyundai… in una scarpata. L’atterraggio da un salto – alla modica velocità di 152 km/h – è fatale: la vettura plana sull’avantreno con la violenza di uno Scud iracheno, lo sterzo diviene ingestibile e i20 WRC s’esibisce in una serie di piroette da fare invidia a Roberto Bolle. Ora, in Hyundai, hanno una scocca in meno e una scatola da scarpe (in lamiera) in più. Meeke si ferma per noie elettriche, mentre Neuville – apparso finalmente in forma – ha un problema a una sospensione che genera la perdita d’una ruota. Rientra comunque al parco assistenza, pagando un’era geologica: quasi 23’ di ritardo. Una disdetta per il team coreano che, sino a quel momento, aveva dato prova di solidità e competitività.

Il secondo passaggio sulle prove del mattino – con traiettorie pulite per tutti – vede il Trio dell’Ave Maria – vale a dire Ogier, Latvala e Mikkelsen, terza guida VW – monopolizzare il podio delle SS, fatta eccezione per qualche intromissione di Mads Østberg (Citroën DS3 WRC) – preciso come un bisturi e concreto quanto Zio Paperone nel contare i dollari – e Robert Kubica (Fiesta RS WRC). Il polacco appare rinato e sembra aver superato la fase “Mio mini pony” – vedasi in Argentina – che lo portava a guidare con l’aggressività di Bamby. Disegna traiettorie ardite – non chiedetegli d’omologarsi: sarebbe come costringere Paganini a suonare il triangolo –, sfonda il pianale col piede destro da quanto preme sull’acceleratore e s’esibisce in pendoli tanto spettacolari quanto precisi; nemmeno “Gazza” Gascoigne dopo una sbronza colossale saprebbe fare meglio. La giornata si chiude con Latvala in testa, Ogier a 22”4 e Østberg a 33”7. Kubica ottimo quinto a 56”9.

La sintesi della prima giornata di gara

Secondo giorno. Dopo i 19,27 km di Monte Olia c’è la terribile Monte Lerno: 59,13 km, da ripetere nel pomeriggio. Una speciale monstre che, da pronostico, decide la gara. Latvala, allo start con un bottino di 28”7 sul compagno di squadra, ha la temperatura dell’acqua perfetta per gettare la pasta: 132°C. È costretto a ridurre il ritmo e convertire la mappatura del motore in modalità trasferimento. Ogier ringrazia e fa registrare il miglior tempo portandosi a 17”7 dalla vetta. Il cannibale sente l’odore della preda… Intanto Kubica incanta e, nonostante il fisico provato, fa segnare un ottimo quinto tempo. La favola, però, s’interrompe sulla ripetizione di Monte Olia: l’ex pilota di F1 va lungo e stacca la ruota anteriore destra. Game over. Intanto Mikkelsen rompe una sospensione e il motore di Latvala procede con la regolarità delle elezioni in Siria, alternando fasi a piena potenza a momenti di buio assoluto. Il secondo passaggio di Monte Lerno è fatale al finnico che, innervositosi per le noie meccaniche, esce di strada forando. Cambia la ruota in prova perdendo oltre 2 minuti. Tegola anche su Hayden Paddon, terza guida Hyundai e ottavo assoluto: il motore della sua i20 WRC segnala un’anomalia e per evitare guai peggiori procede al rallentatore. Quando mancano quattro prove speciali al termine Ogier è saldamente in testa dinanzi a Østberg (+1’40”2) e Latvala (+2’01”5).

La sintesi della seconda giornata di gara

Day 3. Latvala tenta un timido attacco a Østberg, che si difende senza affanno. L’obiettivo universalmente condiviso è preservare i pneumatici in vista della prova finale, power stage in grado d’assegnare tre punti iridati. Volkswagen cala il tris: Mikkelsen, sinora in ombra, svetta precedendo Latvala e Ogier. Cala il sipario sull’undicesima edizione del Rally di Sardegna. Ogier, che trionfa dinanzi a Østberg e Latvala, se non avesse sudato come un cammello per il gran caldo e la partenza ad handicap avrebbe potuto credere fosse la vigilia di Natale: tanti – troppi – i regali ricevuti dai rivali. Hirvonen – leggasi Ford Fiesta RS WRC, affidabile quanto le promesse di un politico – e Latvala su tutti. Appuntamento a fine mese in Polonia, nuovamente su terra. Sperando in una lotta più serrata.

 

La classifica assoluta del Rally d’Italia Sardegna 2014
1) Ogier S. / Ingrassia J.               4h02’37”8
Volkswagen Polo R WRC
2) Østberg M. / Andersson J.          +1’23”1
Citroën DS3 WRC
3) Latvala J. / Anttila M.                  +1’32”8
Volkswagen Polo R WRC
4) Mikkelsen A. / Markkula M.         +2’39”3
Volkswagen Polo R WRC
5) Evans E. / Barritt D.                    +4’41”8
Ford Fiesta RS WRC

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