WRC Rally Montecarlo 2014: il commento

Ogier e Polo R WRC riprendono da dove avevano lasciato: vincendo. Più forti anche delle scelte errate di pneumatici. Kubica stupisce, la sua sfortuna di più, Bouffier merita un futuro, il team Citroën è più concreto del previsto. Hyundai KO. Hirvonen? Non pervenuto

20 gennaio 2014 - 19:01

Galles, novembre 2013, Sébastien Ogier chiude la stagione trionfalmente laureandosi campione del mondo con 9 vittorie su 13 rally disputati. Montecarlo, gennaio 2014, Ogier conquista il primo appuntamento del WRC. Come prima, più di prima. Il francese è l’uomo da battere; Polo R WRC una schiacciasassi.

Volkswagen Motorsport, a dire la verità, ha provato a perdere il rally con tutte le proprie forze, sbagliando totalmente la scelta di gomme durante le prime tre prove. Ogier, però, non si è agitato. Pur facendo da spazzaneve agli avversari e uscendo di strada in trasferimento (!) dopo la SS1, ha bevuto una litrata di bromuro ogni volta che accusava ritardi degni di una tappa pirenaica del Tour de France, ha intagliato a morsi i pneumatici soft e supersoft assurdamente adottati e ha aspettato di rientrare al parco assistenza per montare, finalmente, gomme invernali. Il resto della giornata l’ha trascorso rimontando, pur senza strafare. Il venerdì ha dominato. Il sabato passeggiato. Un cannibale. Oltretutto baciato dalla sorte, dato che al termine della SS8, non riuscendo a fermarsi tra stop e controllo orario, ha selvaggiamente arato un campo, evitando per grazia divina un pozzetto di cemento. Napoleone, del resto, sosteneva che “i generali è bene siano intelligenti, ma se sono fortunati è molto meglio…”.

Standing ovation per Polo R WRC. Nell’arco di tre giorni, il trio di piloti Volkswagen l’ha più volte appoggiata contro muri e terrapieni, sverniciata contro le rocce, utilizzata come aratro e decespugliatore. E lei? Non ha fatto un plissé. Granitica! Anche in forza dello sviluppo pre campionato affidato sia al francese sia ai compagni di squadra Jari-Matti Latvala e Andreas Mikkelsen. Il primo in deficit di feeling con la vettura durante la prima giornata, complice l’erronea scelta di pneumatici condivisa da tutti i piloti VW, e azzoppato da una foratura nella seconda, ma in netta ripresa nel finale, al punto da sottrarre al proprio capitano i 3 punti della Power Stage. In Svezia, prossimo appuntamento del WRC, potrebbe essere un osso duro per Ogier che, proprio in Scandinavia, nel 2013 ha ottenuto la prima vittoria iridata dell’era Polo R WRC. Mikkelsen, dal canto proprio, ha chiuso settimo assoluto tentando di non riportare danni in una gara per lui pressoché sconosciuta. Permettendosi, dopo aver montato gomme invernali all’avantreno e chiodate al retrotreno, di far registrare il quarto parziale sulla SS13. Ken Block è avvertito! La prossima Gymkhana potrebbe avere il norvegese come protagonista.

L’impegno diretto Ford è venuto meno nel 2013, ma la factory inglese M-Sport è comunque riuscita a schierare al via del rally di Montecarlo diversi esemplari evoluti – e competitivi – di Fiesta RS WRC. Compiendo un vero e proprio miracolo grazie sia all’ex pilota di F1 Robert Kubica sia al privato Bryan Bouffier. Il polacco, vincitore delle prime due prove speciali, ha confermato quanto di buono mostrato in occasione dello Jänner Rallye (Austria), prima tappa di Campionato Europeo conclusa sul gradino più alto del podio, dimostrando intelligenza nella scelta dei pneumatici e doti velocistiche tali da sorprendere persino Malcolm Wilson, patron M-Sport. A metà della seconda giornata di gara occupava saldamente la terza posizione. Un vero peccato sia incorso in un’uscita di strada – peraltro al rallentatore – durante la ripetizione dell’interminabile Vitrolles-Col D'Espreaux-Faye (49,03 km). Avrà modo di rifarsi. A patto di farsi esorcizzare. Altri, vedasi Mikkelsen, Østberg (Citroën DS3 WRC) e lo stesso Ogier, sono stati protagonisti d’escursioni campestri prive di conseguenze; Kubica ha patito un unico sottosterzo. Fatale. Quando la Dea bendata ti odia…

La rivelazione del rally di Montecarlo 2014 si chiama Bryan Bouffier (Ford Fiesta RS WRC). Privato, anzi privatissimo al punto da aver raggranellato solamente alla vigilia di Natale il budget per essere al via, ha concluso la prima prova del WRC al secondo posto assoluto. Silurato da Hyundai dopo i test di sviluppo d’i20 WRC e privo di ogni certezza sul futuro, come nel 2011 – anno in cui schiaffeggiò la corazzata ufficiale Skoda vincendo il rally del Principato, valido per la serie IRC, al volante di Peugeot 207 S2000 – si è confermato un “mago” nella scelta dei pneumatici. E veloce, anzi velocissimo, oltre che poco propenso a dipingersi lungo rocce e muretti. Il francese, almeno su asfalto, è uno dei piloti più promettenti. Purtroppo l’unico appuntamento in calendario per lui è il Rally Liepāja (Lettonia) di fine mese, seconda prova dell’ERC (campionato europeo). Gara dalle mille incognite in quanto su neve, fondo pressoché sconosciuto al transalpino, e al volante di Citroën DS3 RRC (Regional Rally Car); vettura derivata sì dalla DS3 WRC in passato utilizzata da Bouffier, ma mai guidata in precedenza.

E gli “ufficiali” M-Sport? Svaniti come neve al sole. Hirvonen, ritiratosi a causa dell’alternatore lungo l’ultima prova speciale quando occupava la sesta piazza, ha confermato d’odiare il Montecarlo con tutte le proprie forze. Mai tra i primi, mai competitivo, mai affiatato con la vettura (Fiesta RS WRC). Quasi imbarazzante in alcuni frangenti. In Svezia (5-8 febbraio) è chiamato alla prova d’appello. Elfyn Evans, al termine sesto, ha badato solamente ad accumulare esperienza, mettendo alle proprie spalle, tra i driver ufficiali, il solo Mikkelsen (VW Polo R WRC).

Kris Meeke e Mads Østberg, neo promossi in Citroën, erano noti come due sfasciacarrozze: veloci, alle volte velocissimi, ma fallosi quanto il difensore del Torino Pasquale Bruno, soprannominato “o’ animale”. Erano, appunto. Il primo si è trasformato in un ragioniere: capace di collocarsi regolarmente a ridosso di Ogier e Bouffier conquistando un meritato terzo gradino del podio, sebbene fossero due anni che non correva su asfalto. Il secondo, che con la Dea bendata deve avere un rapporto privilegiato, si è girato lungo la prima prova speciale e, non contento, ha replicato al termine della SS8 – situazione analoga a Ogier – sopravvivendo incolume. Per lui un quarto posto assoluto che vale come una vittoria e conferma la “consistenza” di DS3 WRC, competitiva sebbene definitivamente orfana del nove volte campione del mondo Sébastien Loeb.

Capitolo Hyundai. Un debutto da mettersi le mani nei capelli! Thierry Neuville, secondo nel ranking 2013 e punta di diamante del team, deve aver svuotato una damigiana di Tavernello a pochi minuti dal via. Sulla prima prova speciale, della prima giornata di gara, del primo rally della stagione, per giunta al volante di una vettura al debutto, parte come se non esistesse un domani, nemmeno fosse iscritto a un rallysprint, e percorre 7 km con il coltello tra i denti. È leader all’intermedio! Poi incappa in un violento sottosterzo, manda in sovrasterzo la povera i20 WRC nell’estremo tentativo di restare in strada e sbriciola il retrotreno contro un palo del telefono. Good job! Un errore può capitare a tutti, per carità… ma che cavolo! La speranza è che, quantomeno, le pulizie del faraonico motorhome della Casa coreana – spettacolare la possibilità per il pubblico d’assistere dall’alto agli interventi sulle vetture – vengano affidate alle abili mani del belga. Il prossimo appuntamento del WRC (Svezia) ha per lui già il sapore dell’esame di riparazione. Che dire di Dani Sordo? Parte prudente, si colloca al terzo posto assoluto e dimostra che la vettura ha un buon potenziale. L’alternatore lo appieda senza pietà dopo la quarta PS. Attapirato.

Pur volendo essere magnanimi, in Hyundai non ne è andata dritta una. Hanno scartato Bouffier dopo i primi test di sviluppo, assoldato Sordo solo per alcuni appuntamenti e portato a termine complessivamente, considerando le due vetture iscritte, 4 tratti cronometrati su 30. In una gara dove era fondamentale percorrere km e raccogliere informazioni sulla vettura, a metà della prima giornata erano già pronti per salutare la compagnia e dirigere verso casa. Una débâcle. Che non fa bene al movimento: l’avventura Hyundai costituisce infatti uno degli elementi più interessanti e innovativi del WRC 2014. In Svezia un’i20 WRC verrà affidata al finlandese Juho Hänninen. Specialista della neve. Ci sono le premesse per riscattarsi…

 

Clicca qui (day 1day 2day 3) per la cronaca delle tre giornate di gara

Alcune sintesi video dell’82esimo rally di Montecarlo

http://www.youtube.com/watch?v=kW7rrJ5Takw&feature=share&list=UUN6xKKRkjUJrsR_wVm8mLFg

Gli highlights della terza giornata di gara by Citroën

Gli highlights della SS13

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