Sono cresciuto a pane, burro e marmellata; nei panini mettevo quello che avevo: formaggio, salame, marmellata. Un giorno, al Tour, ho mangiato un pollo e un coniglio. E ho vinto un Giro del Piemonte mangiando soltanto pane. E poi uova, uova fresche…” – Gino Bartali

Come sono cambiate le cose! Se un campione come Bartali avrebbe vinto anche nutrendosi di bacche e radici, un atleta normale non può nemmeno pensare di rendere al meglio prescindendo da un’alimentazione e un’integrazione corrette!

Ricerca e scienza hanno permesso di costruire con estrema precisione i rapporti di causa effetto che legano la chimica del nostro organismo alle prestazioni che è capace di fornire e anche di metterli in relazioni con le condizioni ambientali.

Sebbene le temperature siano sopra la media stagionale, siamo pur sempre in inverno, periodo in cui biker e ciclisti si mettono in sella con due differenti mentalità: chi lo fa in preparazione delle gare di primavera e chi perché gli piace pedalare e lo fa tutto l’anno, in ogni stagione.

Cambiano gli obiettivi ma i crucci e le domande sono le stesse.

Athletic male high speed cycling in Olympic National Park, WA, USA

CHE FAME…

Se i dati ci dicono che non c’è una apprezzabile differenza in termini di dispendio energetico fra uscite invernali e uscite al caldo, una cosa che però non si è ancora capito è il perché durante le prime avvertiamo un maggior senso di fame rispetto a quando pedaliamo con clima mite e caldo.

Poiché è stato appurato che questa sensazione non è legata alla reale necessità di fornire maggiori calorie al nostro motore, il consiglio è di seguire sì i segnali che il corpo ci trasmette ma con cognizione di causa. Dunque, non ignorare questa accresciuta sensazione, sapendo che si tratta di un “falso allarme”, ma neppure assecondarla modificando eccessivamente le proprie abitudini… Perdere troppo peso è ancora più dannoso che guadagnarne perché si indebolisce l’organismo rendendolo più facilmente soggetto ad attacchi di virus o incidenti. Il comportamento corretto è far fronte alla maggior fame in modo bilanciato.

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OCCHIO ALLA COLAZIONE

La grande maggioranza degli amatori inforca la bicicletta di mattina, durante il fine settimana quindi, ormai indottrinata del fatto che la colazione sia “il pasto dello sportivo”, si siede a tavola e cerca di ingurgitare tutto ciò che riesce pensando di poter così affrontare al meglio una lungo e intensa uscita di allenamento… Una cosa è giusta (il fatto che la colazione sia il pasto più importante con riguardo all’allenamento) e una profondamente sbagliata (riempirsi lo stomaco). Così facendo si ingolfa il motore, non serve aumentare le scorte energetiche perché, tralasciando la sensazione di pesantezza, l’organismo accumulerà i carboidrati in eccesso e li trasformerà in massa grassa. Siamo nell’epoca degli alimenti speciali pre-sport. Per questo la scienza nutrizionale ha inventato i carboidrati a basso indice glicemico. Bisogna quindi cercare di mantenere costanti le abitudini alimentari, consumando le stesse dosi di cibo nel corso della settimana.

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Per quanto riguarda coloro che inseriscono delle sedute di allenamento infrasettimanale sui rulli o in palestra (che sia corsa o spinning, fa lo stesso), una buona strategia è quella di lavorare in modo non eccessivo e di nutrire i muscoli solo ad allenamento finito, attraverso una colazione bilanciata e in questo ci guida bene la Zona.

L’IMPORTANZA DEL REINTEGRO

Appurato dunque che ingolfarsi a colazione è sbagliato, per far fronte al fabbisogno di energia richiesto dall’allenamento mattutino invernale non resta che diluire il reintegro energetico nel corso dell’uscita, cominciando da subito.

Il nostro organismo, infatti, vive l’allenamento mattutino come uno sforzo intenso che avviene a molte ore di distanza da un pasto importante come la cena della sera precedente e immediatamente successivo alla prima colazione. In questa condizione, le riserve di glicogeno empatico sono minime e toccherà dunque molto presto alle riserve di glicogeno muscolare tamponare la carenza.

Il nostro organismo comincia sin dalle prime pedalate a consumare zuccheri e quindi, per evitare che subentri un calo di prestazioni dovuto alla carenza glucidica, è necessario supportarlo integrando già dalla prima ora di sforzo.

Con che cosa? Con barrette energetiche glucidiche o alimenti solidi che, alle andature non massacranti delle uscite di questa stagione, possono essere masticate senza troppi problemi. Gel e simili sono invece più adatti alla stagione calda.

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Tra le barrette in commercio sono da preferirsi quelle che contengono complessi di maltodestrine e fruttosio, piuttosto che quelle con glucosio e fruttosio. L’abbinamento maltodestrine e fruttosio risulta molto più vantaggioso in termini di rilascio glucidico nel sangue ed è quindi più conveniente nella performance sportiva. Per capire la composizione di una barretta energetica basterà leggerne gli ingredienti. Il sapore è comunque un buon indizio. Le maltodestrine hanno un sapore neutro e il fruttosio non è eccessivamente dolce. Prodotti molto dolci al gusto, sono solitamente invece quelli che contengono glucosio.

Ideale sarà portar con voi una Enervit Power Sport, da consumare già nella prima ora di pedalata e un Enervitene cheer-pack, da sciogliere in borraccia o da consumare nelle ore successive per mantenere sempre elevata l’efficacia prestativa.

Il reintegro deve continuare anche terminato lo sforzo, è importante e in più allevia il mal di gambe… Bisogna assumere un prodotto energetico a base di carboidrati con vitamine, come può essere Enervit R2, una miscela per ripristinare rapidamente le scorte energetiche e la freschezza muscolare.

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