Compex SP 8.0, non solo recupero – Parte 3

La preparazione invernale con il Compex SP 8.0 è arrivata al termine. Forza e resistenza sono aumentate, l'esperimento è riuscito!

26 marzo 2019 - 23:14

Abbiamo imparato a conoscerlo e a usarlo: ora è il momento di tirare le somme, dopo due stagioni (autunno e inverno 2018-2019) passate a sperimentare funzionalità e caratteristiche del Compex SP 8.0. , l’elettrostimolatore di punta dell’azienda che questa tipologia di dispositivi l’ha inventata e che ne ha decretato la diffusione tra gli sportivi.

Il tempo delle gare è arrivato, le griglie di partenza sono già piene e le medie orarie superano di slancio – è proprio il caso di dirlo – i 42 km/h. Nelle ultime quattro settimane la mia preparazione si è arricchita con una ulteriore variante d’uso del Compex, l’applicazione durante la pedalata. Il programma è sempre lo stesso, Resistenza, con intensità pari a 70. Un valore che potrebbe sembrare basso ma che, combinato con l’azione sui pedali, si rivela realmente impegnativo.

La condizione più facile per questo tipo di allenamento prevede l’utilizzo di un rullo con regolazione dell’attrito, meglio ancora uno smart trainer: elettrodi applicati sui quadricipiti, programma Resistenza. Si inizia con il riscaldamento, velocizzato e reso più intenso dalla contemporanea pedalata con frequenza intorno a 90 rpm.

Considerata la notevole intensità del programma consiglio di partire con intensità 30-40, utilizzando le prime 10 contrazioni per salire progressivamente fino al livello indicato come obiettivo, ossia 70. Pedalare durante la lunga contrazione prevista dal programma Resistenza genera una sensazione particolare: da una parte si percepisce una notevolissima tensione muscolare, che impone concentrazione assoluta durante l’allenamento, al punto che non si riesce nemmeno ad ascoltare una eventuale musica di sottofondo; dall’altra sembra che le gambe girino da sole, una sensazione irreale ma molto appagante. Le contrazioni da affrontare sono ben 42, davvero tante. Il meritato defaticamento finale inserito nel programma Resistenza in base alla mia esperienza può essere efficacemente integrato con una decina di minuti di pedalata sul rullo, con l’attrito ridotto al minimo e i muscoli il più possibile decontratti.

L’effetto? Dopo la prima sessione ho fatto fatica a raggiungere la doccia e per questo ho deciso di eseguire subito il programma “Recupero dopo allenamento”, toccasana dopo sessioni particolarmente intense. Il dolore muscolare nei giorni successivi si è ripresentato ma ciò non mi ha impedito di affrontare l’allenamento in palestra e su strada senza particolari difficoltà, per poi inserire stabilmente nel piano d’azione l’accoppiata Compex+rullo le tre settimane successive, una sessione ogni sette giorni.

Scorporare gli effetti di questa specifica modalità d’allenamento dal resto del programma è molto difficile, ma nel complesso i risultati sono stati molto superiori alle mie aspettative: il generale incremento della sensazione di forza si è concretizzato nella capacità di spingere rapporti più lunghi (almeno un dente in meno di pignone) a parità di frequenza di pedalata, con un ovvio impatto sulle prestazioni. Anche la resistenza è cresciuta, almeno come sensazione, come si evince dalla stabilità dello sforzo, misurato in Watt tramite powermeter SRM, sia in allenamento sia in gara.

A ottobre 2018 la domanda era secca: l’elettrostimolazione può costituire un valido supporto all’allenamento, in termini di miglioramento della forza e della resistenza oltre che di velocizzazione del recupero? Oggi, alcuni mesi più tardi, posso affermare che i benefici sono concreti e rilevanti. Più rilevanti di quanto le aspettative iniziali avessero fatto intuire. Per la prima volta dopo tre anni di allenamenti molto simili per carico e metodologia (rullo+pesi+strada) ho verificato un ulteriore miglioramento delle prestazioni.

Fare a meno del mio Compex ormai è impossibile: lo porto ovunque, sfruttandone la compattezza e garantendomi anche durante le lunghe trasferte di lavoro un ausilio che considero fondamentale per mantenere alti i carichi di lavoro.

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Questo esperimento giornalistico e sportivo non sarebbe stato possibile senza la cortesia e la professionalità di chi mi ha guidato lungo un percorso di verifica e di apprendimento non privo di incognite: Marco Ravasio e Daniela Condello di DJO Global, importatore di Compex per l’Italia – Marco mi ha spinto a considerare intensità di lavoro per me surreali – ed Elisa Boffelli di LDM COMunicazione, che ha creduto all’idea di raccontare il Compex SP 8.0 da reale utilizzatore.

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