Nuova Giant Reign E+, più potente ed efficace

Nuovo motore più potente e leggero, nuova sospensione con possibilità di variare la geometria e nuova configurazione 29″/27,5″ per le ruote. Questi i punti salienti del rivisitato progetto Reign E+, votato all’Enduro più puro.

È la bicicletta del team Giant Factory di eEnduro, ed è stato proprio grazie al supporto degli atleti che ne fanno parte, soprattutto Josh Carlson, che la Reign E+ è stata sviluppata. Sono tante e in ogni ambito le migliorie rispetto al modello precedente. Si tratta di una strada evolutiva tesa a favorire l’efficacia sui terreni più impegnativi e aumentare il divertimento di quei rider che non hanno alcuna intenzione di montare una tabella portanumero, ma vogliono solo macinare chilometri e metri di dislivello.

Power unit by Yamaha

Non cambia il partner con cui Giant sviluppa le sue unità motrici – Yamaha – ma si evolve il motore SyncDrive Pro nel suo complesso, con numerosi vantaggi. Cresce la coppia (ora di 85 Nm), diminuisce il peso (l’ago della bilancia si ferma a 2,7 kg), si compattano gli ingombri e aumenta la luce a terra (ben 37 mm!). A fornirgli energia è la batteria EnergyPak 750 (da 750 Wh), che migliora le prestazioni del 20% e può essere riportata all’80% di carica in poco più di 2 ore grazie allo Smart Charger di Giant.
La nuova power unit lavora in sinergia con il software di gestione attraverso la SmartAssist Technology, un sistema di supporto automatico che si adatta in modo autonomo alle necessità dei rider. Invece di scegliere manualmente la modalità di supporto (ce ne sono 5: Power, Sport, Active, Basic e Eco), si può decidere di affidarsi a questa tecnologia, che tramite l’utilizzo di 6 sensori e specifici algoritmi valuta quale sia il miglior supporto in relazione alla pedalata e anche al terreno. Inoltre, il sistema SmartAssist monitora anche l’efficienza della batteria, in modo da erogare sempre la giusta quantità di energia.
Per comandare il sistema si ricorre alla nuova unità RideControl Go, integrata nel tubo orizzontale e composta da un piccolo pannello con un bottone di accensione/spegnimento e due file verticali di luci a LED, che indicano la carica residua della batteria e il tipo di supporto attivo. Parallelamente, sul manubrio si trova il RideControl Ergo 3, un piccolo controller integrato nella manopola, con 3 tasti configurabili tramite la RideControl App. Questo strumento può essere montato su entrambi i lati del manubrio, e per un controllo ancora più completo è possibile installarne un secondo, a cui assegnare ulteriori funzioni.

Sono tre gli allestimenti della nuova eEnduro di Giant. Reign E+ 0 (mono Fox Float X2 Factory, forcella Fox 38 Float Factory e SRAM X01 Eagle); Reign E+ 1 (mono Fox Float X2 Performance Elite, forcella Fox 38 Float Performance Elite e Shimano Deore XT); Reign E+ 2 (mono Fox Float X2 Performance Elite, forcella RockShox ZEB Select e SRAM).

Telaio, geometria e sospensioni

Il materiale scelto per realizzare il telaio della Reign E+ è la lega di alluminio 6011, nello specifico il classico Aluxx SL by Giant, con passaggio cavi interno. Anche la geometria è stata modificata: i progettisti sono riusciti ad accorciare il carro di 19 mm e, contemporaneamente, hanno aumentato il reach. La grande differenza la fanno la sospensione e le ruote.
Il retrotreno adotta la supercollaudata soluzione Maestro, a quadrilatero, con 160 mm di escursione. La novità è la possibilità di modificare l’attacco dei foderi al bilanciere per ottenere due differenti configurazioni, che variano per altezza da terra e angoli di sella e sterzo. Con la bici più “seduta” e bassa si guida meglio in condizioni di ripido e veloce, mentre con maggiore luce a terra e angoli più chiusi la bici diventa più reattiva e aggressiva, ottimale sui terreni più tecnici e tortuosi.
Per quanto riguarda le ruote, la nuova Reign E+ adotta una configurazione “mullet“, ossia con anteriore da 29″ (era 27,5″) e posteriore da 27,5″. Una soluzione già affermata, che migliora la capacità di affrontare i fondi più tecnici senza rinunciare a trazione e maneggevolezza.

Il flip-chip sul bilanciere permette di variare la posizione di attacco dei foderi e, di conseguenza, modificare l’altezza da terra del movimento centrale e gli angoli di sterzo e sella. In questo modo è possibile ottimizzare la geometria della bici in relazione al tipo di percorso