Granfondo Scott: agonismo, sole ed emozioni

7 settembre 2017 - 10:09

Ne abbiamo parlato prima del via, presentandone il percorso. Poi ci siamo andati. La Granfondo Scott dello scorso 3 settembre ha visto schierati sei atleti della squadra RED Ciclismo, al suo primo anno di attività ufficiale. Diverse le aspettative dei partecipanti, come anche la preparazione e la storia ciclistica di ciascuno. C’è chi ha esordito in una vera competizione, dopo un anno di pedalate rubate qua e là agli impegni professionali e alla corsa a piedi: Marco Selvetti, direttamente dal paddock della MotoGP. Chi ha indossato il numero della Granfondo Scott dopo aver partecipato alle migliori competizioni di questo tipo in tutto Italia, come Stefano Martignoni e Marco Bencini. Chi è reduce da una stagione di successi nelle competizioni amatoriali tra Lombardia e Piemonte, nelle temute e tiratissime gara in linea, terreno di caccia per Fabio Banfi e Luca Cribiù.
 

Festa di sport
Che la giornata promettesse bene si intuiva fin dal primo mattino, quando è iniziato il trasferimento verso Piacenza Expo, località di partenza e arrivo della gara. Sole, cielo azzurro e temperatura ragionevolmente mite, tipica di fine estate. Nonostante il gran numero di iscritti, il ritiro del numero di gara, degli omaggi e del chip per il cronometraggio ha richiesto pochi minuti. Merito dell’organizzazione efficientissima e più in generale dell’approccio rilassato e sorridente di tutti: agonismo sì, ma senza estremismi.

Pochi metri di riscaldamento ed è già tempo di formare le griglie. Alle 9.30, puntualissimo, il serpentone dei ciclisti si muove: una parte rapidamente, quella formata dalle prime due griglie; tutti gli altri con le inevitabili difficoltà dovute all’affollamento. Bastano, però, pochi chilometri – e qualche “trenata” a 50 all’ora – per riportarsi sul gruppo di testa, ancora dietro la moto apripista a velocità relativamente calmierata.


Gerarchie
Dopo gli spazi quasi autostradali della tangenziale di Piacenza, con il gruppo fittissimo di ciclisti a pochi centimetri uno dall’altro, la prima salita ristabilisce le gerarchie. Davanti ci sono i “professionisti”, che formalmente non sono tali ma ottengono prestazioni assolute simili a chi di ciclismo ci vive. Fanno gara a sé, inseguiti (invano) dal numeroso gruppo degli amatori più agguerriti, quelli che corrono tutte le domeniche. Più indietro gli amatori puri, il gruppo forse più numeroso, composto da chi trova anche il tempo di dare una rapida occhiata al paesaggio, in questo caso davvero memorabile.

Una ulteriore categoria è quella che apprezza più di tutti lo spirito della Granfondo Scott e quello di altre manifestazioni di questo tipo. Perché trova il tempo di fermarsi ai ricchi ristori preparati dall’organizzazione, affronta le discese senza correre rischi, non consulta nervosamente il ciclo computer con l’ansia di tenere una precisa media oraria.

Un’ultima fondamentale suddivisione, trasversale a tutte le altre e comune a tutte le granfondo, è tra chi affronta il percorso lungo (130 km e 2.266 metri di dislivello in salita) e chi sceglie per il meno impegnativo ma comunque valido percorso medio (100 km e 1.258 metri di dislivello).

Salita, saliscendi, ancora salita. Poi, finalmente, la lunga discesa, intervallata da tratti spaccagambe di salite brevi e secche. La Granfondo Scott è molto completa: c’è tutto quello che non dovrebbe mancare in una grande gara. Ai concorrenti sono richieste buone prestazioni in salita, capacità di guida per i tratti di discesa tecnica, resistenza e infine buon passo in pianura, perché i primi 25 e gli ultimi 25 chilometri di gara sono appunto pianeggianti. Da fare alla massima velocità possibile, spesso in gruppo, organizzando la doppia fila come gli idoli di Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta Espana…


Al traguardo!
Noi di RED abbiamo scelto i 100 chilometri del medio, completando la gara con tempi e piazzamenti diversi per ciascuno dei sei partecipanti, ma con il sorriso sulle labbra. Sei alla partenza, sei all’arrivo! Fabio Banfi ha ottenuto il miglior piazzamento, 68esimo assoluto e 13esimo della categoria Senior con il tempo di 2 ore e 38 minuti. Al Pasta Party, un bel momento per stare insieme dopo la gara, parlavamo già della prossima edizione, la sesta.

 

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