Prova Focus Paralane

2 marzo 2017 - 20:03

“Avventura” è il termine che Focus utilizza più di frequente quando racconta la sua Paralane: li abbiamo presi in parola e ci siamo inventati una giornata che di ordinario ha avuto ben poco, a cominciare dalla conclusione. Un epilogo che ci ha portato a scavalcare il muro di cinta di una centrale elettrica, per lanciarci giù da un prato verdissimo…
Cominciamo dall’inizio, ossia dal cuore del progetto Paralane, il mix geometria/carro che ne plasma il carattere. Rispetto alle bici race di Focus (le Izalco Max) ha forcella più lunga, scatola del movimento più bassa e un’impostazione generale endurance, anche se i progettisti tedeschi sono riusciti a risparmiarle quell’aspetto ben poco accattivante tipico della maggior parte delle biciclette endurance. Come? Evitando di stirare il tubo sterzo e concentrandosi sulla forcella, che guadagna 15 mm e può alloggiare pneumatici fino a 35 mm.

Per ottenere l’effetto ammortizzante/smorzante, in Focus hanno deciso di sfruttare le proprietà e la duttilità della fibra di carbonio, realizzando profili e forme studiate per lavorare in modo differente a seconda del tipo di sollecitazione. Il pezzo forte è il triangolo posteriore, sviluppato per offrire il massimo comfort e una trazione ottimale su ogni fondo, garantendo nel contempo rigidità laterale ed elasticità longitudinale. I foderi hanno un disegno con un forte schiacciamento nella parte centrale, quelli obliqui si uniscono e scaricano sul tubo orizzontale e sono anche leggermente arcuati, con una sorta di precarico. Fuori dagli schemi anche il tubo verticale, che ha un evidente appiattimento in corrispondenza dell’innesto nella scatola del movimento e che alloggia il cannotto Concept CPX Plus da 25,4 mm con alleggerimento di scarico.

Originale anche il sistema R.A.T. di aggancio/sgancio dei perni dei mozzi, che oltre a far risparmiare una manciata di grammi, è rapido e immediato (anche se, per quanto mi riguarda, mi trovo più a mio agio con la classica filettatura nel forcellino).

La famiglia Paralane è composta da sei modelli con telaio in fibra di carbonio (fra cui con geometria specifica da donna) a partire da 2.599 fino a 6.699 euro, e quattro modelli in alluminio con prezzi da 1.899 a 2.099 euro, anche in questo caso con una versione al femminile. Tutti in configurazione con freni a disco.

Specifiche tecniche
TELAIO Paralane Disc, fibra di carbonio
FORCELLA  Paralane in fibra di carbonio, asse passante 12 x 100 mm, R.A.T
MANUBRIO  Concept EX
SELLA  fi’zi:k Aliante R5
REGGISELLA  Concept CPX, 25.4 x 340 mm
ATTACCO  MANUBRIO Concept
COPERTURE  Schwalbe ONE Race, 28-622
FRENI  Shimano R685
GUARNITURA  Shimano Ultegra
GROUPSET  Shimano Ultegra
CASSETTE  Shimano Ultegra
TRASMISSIONE  guarnitura: 50/34, cassetta: 11-32
RUOTE  DT-Swiss R23, 622-18, 12 x 142 / 100 x 12

Geometrie
TAGLIA                    (M) 515 mm (L) 535 mm
TUBO ORIZZONTALE      547 mm  560 mm
ANGOLO STERZO           72°         72°
ANGOLO SELLA              73.5°      73.5°
LUNGHEZZA CARRO       415 mm  415 mm
BB DROP                       75 mm    75 mm
TUBO STERZO               165 mm  180 mm
LUNGHEZZA FORCELLA  383 mm  383 mm
OFFSET                         46 mm    46 mm
INTERASSE                    996 mm  1010 mm
STACK                           580 mm  594 mm
REACH                           375 mm  384 mm

La Focus Paralane è nata per soddisfare pruriti corsaioli, assecondare voglie di esplorazione ed esaudire desideri di interminabili fatiche. Così pare… Per scoprirlo ci siamo messi in sella all’alba per rimanere fino al tramonto, scendendo gradini, salendo acciottolati, “surfando” prati, violando vialetti e tagliando tornanti.
Non è stato un compito duro, perché se c’è una cosa che si capisce appena seduti sulla Paralane è che sono rose e che fioriranno. Mi sono sentito subito a mio agio, come se fosse la bici che ho in garage da sempre.
Posizione in sella a parte (aggressiva quanto basta), è proprio la geometria a trasmettere buone sensazioni. Figlia del felice matrimonio race/endurance i cui frutti ho spiegato nella pagina precedente, il baricentro basso, i 72° di sterzo, i 46 mm di rake e i 1.010 mm di interasse favoriscono la stabilità e la precisione.

In questa direzione lavorano la forcella, ottima, e le rigide ruote DT con perni passanti da 12 mm, che garantiscono quella solidità e prevedibilità che fanno molto piacere quando ci si lancia in discesa e si piega decisi sui tornanti. A proposito di tenuta, le Schwalbe da 28 mm (gonfiate a 5.5 bar come da consiglio della Casa) ci sembrano un ottimo compromesso per una bicicletta che vedrà scorrere sotto le ruote in prevalenza asfalto, anche se assolvono bene il loro compito pure dove questo finisce e lascia il posto ad altri fondi. Senza dimenticare che la Paralane accetta pneumatici fino a 35 mm, anche tubeless, in caso le si chieda di spingersi oltre.

Ma è anche vivace e scattante. Non un fulmine di guerra (nel suo DNA non è stato inserito questo gene) ma pronta a rispondere alle accelerazioni e agli scatti sui pedali, dando una buona sensazione di leggerezza e reattività.

In situazioni meno ordinarie, leggi pavé, acciottolato e gravel, si percepisce l’efficacia del lavoro dei camici bianchi Focus: il carro sembra vivo e assorbe quanto occorre per potersi concentrare sulla pedalata rimanendo il più possibile seduti in sella senza sentire vibrare ogni vertebra, al punto di far desiderare un nastro più spesso e morbido sul manubrio, così da compensare l’eccellente comportamento del posteriore; un’alternativa può anche essere togliere un po’ d’aria dalle gomme.

La trasmissione Ultegra e i dischi idraulici flat mount sono la garanzia che era naturale aspettarsi, con una spaziatura ottimale per pedalare senza problemi, ovunque.
Gli scalini di pietra e la downhill sul prato sono stati un’iperbole. Sia per divertirmi, sia per dare un senso compiuto al termine “avventura”, ma soprattutto per sorprendere la fotografa, che non credeva lo potessi fare.

Una giornata intensa e lunga ma per nulla faticosa, divertente come da tempo non mi capitava. In un momento in cui la specializzazione fra le biciclette road sta alimentando categorie sempre nuove e dai confini ravvicinati, la Paralane rappresenta una certezza. Non sarà forse l’unica bicicletta da tenere in garage, ma di certo una di quelle da cui cominciare e un ottimo compromesso all-round, senza l’accezione di solito negativa della parola.

Foto: HLMPHOTO

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