Prova rh+ ZY Carbon Limited Edition

Il miglior complimento che puoi fare a chi ha progettato un casco quando ti chiede come va, è dirgli che non ti sei nemmeno accorto di averlo in testa

12 febbraio 2015 - 21:02

LIVE
Non c’è bisogno di aver misurato l’asfalto per capire che il casco è con buona probabilità il nostro miglior amico. La bicicletta no, quella è l’amante, a cui ci lega una passione spesso accecante a causa della quale capita ogni tanto di commettere qualche pazzia.

Qualche anno fa (in realtà un bel po’), sulle riviste americane comparve una efficace campagna pubblicitaria sulla quale campeggiavano un paio di scarpe all’ultimo grido accanto a un casco ben poco invitante, il cui succo era più o meno “I tuoi piedi valgono più della tua testa?”. Ovviamente si trattava di un invito a prendere in considerazione una spesa quantomeno commisurata al valore del cervello. Nel caso specifico si trattava di un casco che si chiamava come quei simpatici pesciolini che vivono in alcuni fiumi amazzonici, capaci di spolpare un bue in pochi minuti.

A quei tempi sulle nostre strade si faceva prima a contare chi pedalava con la testa protetta, piuttosto che chi lo faceva con i capelli al vento. Ora la situazione si è per fortuna capovolta e sono gli sciocchi che non indossano il casco a essere le mosche bianche. Certo, l’evoluzione di  tecnologia e look ha molto aiutato, al punto che il casco è diventato addirittura un elemento fondamentale per coloro che il look prima di tutto…

Posto che ogni casco messo in vendita deve essere conforme a ben precise norme di omologazione e deve superare standard  minimi di sicurezza, ci sono grosse differenze fra un prodotto e l’altro, che trascendono il semplice design o il fatto che lo si veda in testa a un campione. E comunque, quando si parla di sicurezza, anche gli stessi campioni pretendono che dietro una ricca sponsorizzazione ci siano qualità ed efficacia.

Nel caso dello ZY firmato rh+, il campione che lo indossa si chiama Alberto Contador e le qualità del casco sono legate a soluzioni progettuali e processi produttivi di alto livello, a partire dallo scheletro di rinforzo annegato nel polistirolo, pensato per assicurare maggior resistenza meccanica ed evitare che, in caso di urti violenti, il casco possa rompersi in più parti.

Grazie al processo costruttivo con tecnologia “In-mould & Injected”, che consente di accoppiare la calotta interna in ABS e quella esterna in policarbonato termoformato attraverso co-stampaggio, si conferiscono al casco doti di leggerezza e robustezza. Robustezza alla quale concorre anche un anello in policarbonato co-stampato nella parte inferiore della struttura, che la rende anche meno soggetta all’abrasione da utilizzo. Cura e attenzione sono state dedicate al sistema di regolazione e all’imbottitura, indispensabili per ottenere una calzata perfetta, e al sistema di aerazione, sempre più importante alle nostre latitudini.

Il modello al quale abbiamo affidato la protezione della nostra testa in questi mesi di pedalate su strada è lo ZY Carbon Limited Edition, con finiture in fibra di carbonio e colorazione speciale Black/Yellow, un tributo alla stagione 2014 di Alberto Contador.

RIDE

Si dice che la differenza stia nei dettagli: qui si comincia dalla confezione, che contiene una pratica sacca protettiva in tessuto in cui riporre il casco quando lo si trasporta in auto o in valigia. Rigirandolo fra le mani la cura realizzativa e l’attenzione ai particolari si apprezzano negli accoppiamenti, nelle finiture e nei materiali.

Lo ZY si calza e si regola con grande precisione grazie al sistema Power Fit Double System, che modifica la misura della circonferenza e offre la possibilità di variare il punto di appoggio sulla nuca a tre altezze. Agendo sui divider laterali (con estrema semplicità) si può regolare la posizione del cinturino intorno alle orecchie. Il risultato è che, pur essendo un casco dal profilo basso e filante, trasmette la piacevole sensazione di avvolgere bene tutta la testa. La rotella che aziona il cricchetto è in materiale morbido, ergonomica e si ruota con facilità anche indossando i guanti invernali.

Quella della comodità, si sa, è una valutazione soggettiva ed è sufficiente una conformazione della scatola cranica differente per dare sensazioni diverse: avrò forse una testa banale, fatto sta che questo ZY mi calza a pennello e riesco a fissarlo senza essere costretto a esagerare con la regolazione posteriore, evitando eccessiva compressione.

La sensazione di comfort generale è notevole, sia per la calzata sia per l’imbottitura, non esagerata ma posizionata proprio lì dove serve, e per le eccellenti doti di aerazione. A proposito di imbottitura, è in un solo pezzo e anallergica, lavabile e sostituibile, con la parte anteriore allungata che ha il compito di fermare il sudore prima che cominci a scendere sugli occhi. Sono solito pedalare con una fascia tergisudore quando fa caldo e, poiché quando fa freddo si esce con la calottina termica, l’imbottitura ringrazia e finisce in acqua e sapone meno volte. Ce l’ho già messa tre volte ed è ancora come nuova.

La ventilazione è assicurata da generose aperture la cui ampiezza è permessa dalla robustezza della struttura e l’abbondante flusso d’aria che lasciano affluire disperde efficacemente il calore, canalizzandolo verso la zona posteriore.

Il peso di 250 grammi (nella misura XS/M, ossia 54-58) non fa gridare al miracolo ma basta a far dimenticare di avere in testa qualcosa.

Il prezzo? 139 euro, più o meno quanto si spende per mettersi ai piedi un paio di sneakers alla moda… Il tuo cervello li vale?

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Caberg Levo, ecco il modello 2020

3T e BMW
Insieme per pedalare

Stromer ST5
La più bella del reame