Prova Specialized S-Works Venge ViAS Disc Di2

La Venge Disc è cattiva, perfetta per le gare. Bellissima grazie al design e alla forma dei tubi, costa 10.490 euro. E c'è anche il solo telaio in colorazione "Sagan Superstar"

31 marzo 2018 - 14:03

   LIVE  

Vi piacerebbe pedalare come Sagan? In attesa di sviluppi dell’ingegneria genetica, la soluzione per il momento è pedalare sulla sua bici. O meglio, sulla versione con freni a disco della bici che ha visto il tre volte campione del mondo conquistare innumerevoli vittorie. Riconoscibile fin dal primo sguardo grazie alla colorazione cangiante e alle forme aerodinamiche, la Specialized S-Works Venge Disc è il frutto di oltre 1.000 ore di studio e di analisi in galleria del vento.

Ed è il sogno proibito di molti ciclisti. Per la tecnologia. Per il design. E, come vedremo, per le prestazioni. Costa 10.490 euro, cifra molto impegnativa ma in linea con la migliore concorrenza. La combinazione di colore proposta per la bici completa è unica, frutto dell’accostamento tra nero e viola cangiante, con scritte bianche. Affascinante ammirare i cambiamenti di colore a seconda della luce, una caratteristica che catalizza l’attenzione di chiunque veda questa bici. Per chi volesse partire dal solo telaio (con reggisella) c’è la possibilità di acquistarlo in due colorazioni: il classico nero satinato con scritte bianche (3.990 euro), oppure l’eclatante Sagan Superstar (4.190 euro), tributo al tre volte campione del mondo dedicato a chi abbia faccia e gambe adatte a sfoggiare una bici così vistosa e a suo modo unica. La cura volta a ridurre il coefficiente di penetrazione dell’aria (Cx) si evince dalla complessità delle superfici, disegnate in modo da garantire allo stesso tempo aerodinamicità e prestazioni dinamiche. Anche la forcella non nasconde l’attenzione a design e Cx.

Specialized Italia ci ha concesso il privilegio di pedalare una bici nuova, montata con il gruppo Shimano Dura-Ace Di2 9150, considerato lo stato dell’arte tra gli elettronici grazie all’assoluta affidabilità e alla cambiata sempre morbida ed efficace. La guarnitura, come da tradizione Specialized, è prodotta direttamente dal costruttore americano: si chiama S-Works Carbon e monta corone da 52 e 36 denti. Il movimento centrale sfoggia cuscinetti ad alta scorrevolezza Ceramic Speed, come riporta l’indicazione ben leggibile sulle calotte. La cassetta è Dura-Ace 11-30, per affrontare qualsiasi pendenza.

Ai comandi Dura-Ace Di2 Disc 9170 si interfacciano i deragliatori con attuazione elettrica e le pinze dei dischi Shimano, azionate tramite pompe e fluido idraulico. La scelta progettuale alla base di questa Specialized S-Works Venge Disc si basa su precisi presupposti: la disponibilità della sola versione con freni a disco, che ha comportato il pensionamento anticipato dell’allestimento con freni tradizionali, a suo tempo sviluppati in una specifica declinazione per questo telaio; e la totale integrazione dei cavi. La batteria è inserita nel tubo piantone, mentre la centralina di controllo è accessibile ribaltando la bici, perché si trova sotto la scatola movimento. Il pulsante di setup può essere azionato senza toccare nulla, ma per arrivare alla porta di ricarica è necessario smontare con una chiave a testa esagonale una piccola protezione in materiale plastico. Rapido ma non immediato, e impossibile senza attrezzi.

Continuiamo con l’allestimento della bici: all’attacco manubrio Venge ViAS Aero con inclinazione negativa di 17° si sposa l’ampio manubrio S-Worsk Aerofly ViAS. Della stessa linea di accessori fanno parte la sella S-Works Power con carro in carbonio, issata sul profilato reggisella Aero Seatpost in carbonio FACT. Per completare la dotazione non potevano mancare le ruote Roval CLX 64 Disc, con la cifra che indica l’altezza del profilo in millimetri. Anche per le ruote i cuscinetti sono di provenienza Ceramic Speed. I copertoncini sono i costosi e leggeri Turbo Cotton da 26mm e 320 TPI.

Presentata da Specialized come “la bici più veloce su strada”, sfrutta il design denominato “Rider-First Engineered”, volto a ottenere le stesse prestazioni in tutte le taglie (49, 52,54, 56, 58, 61), con valori di rigidità dichiarati del 30% superiori alla Tarmac
   RIDE  

Spesso sono i primi chilometri in sella a regalare sensazioni che saranno confermate dalla successiva esperienza. Un po’ come nel più travolgente dei colpi di fulmine, quando l’irrazionalità irrompe, sconvolgendo tutti i piani. Primi chilometri, dunque. La Venge Disc, qui in taglia 52, è raccolta, compatta senza essere troppo sacrificata nelle dimensioni. Almeno se la si considera per la bici che è, un modello nato per le corse. Compatta e rigida. Rigida e reattiva. Reattiva e scattante. Nonostante i copertoncini di ampia sezione, la risposta che arriva dalle ruote è netta, senza compromessi, a testimoniare da una parte la rigidità delle ruote stesse e dall’altra le qualità del telaio. Su entrambi gli assi, come pure nella zona del movimento centrale, le scelte progettuali hanno privilegiato la reattività al comfort, nel nome delle prestazioni. Queste caratteristiche sono a tal punto evidenti da rendere immediato inquadrare la bici nella categoria delle agoniste pure. Rispetto ad altri modelli aero di alta gamma, la Specialized S-Works Venge Disc stupisce per la qualità della risposta dinamica, paragonabile a modelli “tradizionali”, che però non possono contare sullo stesso studio aerodinamico e nemmeno sul folgorante impatto estetico di questa bici.

La pianura è ovviamente il terreno d’elezione della S-Works: la posizione in sella privilegia il carico sull’avantreno, grazie anche alla sella piccola e corta che sembra spingere in avanti. Il manubrio aero è comodo, totalmente privo di cavi a vista e largo quanto basta per appoggiare comodamente le mani in presa alta o esibirsi senza eccessivo stress nell’impugnatura bassa. La scorrevolezza percepita è da riferimento: realtà o suggestione, il ciclista si convince ben presto che tutti i Watt che spinge sui pedali – tanti o pochi – arrivino direttamente sull’aslfalto. Nelle variazioni di velocità laSpecialized S-Works Venge Disc impressiona: poche pedalate sono sufficienti per “chiudere il buco”, per tentare una fuga o anche solo per assaporare il gusto dell’aria in faccia. Questa peculiare attitudine esalta il ciclista, infondendo motivazione e innescando un circolo virtuoso tra atleta e mezzo meccanico, un dialogo che spinge in là il confine delle prestazioni.

La coerenza direzionale dell’avantreno è buona: non eccessivamente rapida nei cambi di direzione, la Venge Disc è molto prevedibile e segue con diligenza la traiettoria impostata. Anche in discesa si apprezzano le quote del telaio, che permettono di mantenere medie elevate in tutta sicurezza. Il contributo dei freni a disco è molto valido: al di là della potenza, senz’altro esuberante, è la facilità di gestione a convincere. D’altronde proprio la possibilità di modulare con maggior precisione la frenata appare il maggior pregio di questa soluzione. Rumorosi in caso di pioggia, complici i detriti che dalla strada investono le ruote, infilandosi tra disco e pinza, questi Shimano idraulici mantengono in ogni condizione un’apprezzabile efficacia.

In salita la Venge Disc ha il non facile compito di dimostrare che la scelta di una bici aero non limiti il raggio d’azione in altri contesti. La sorpresa c’è, perché a dispetto della configurazione da pianura, questa S-Works, proprio grazie alla straordinaria efficienza nella trasmissione della forza, si difende benissimo anche quando la pendenza supera il rassicurante livello “falsopiano”. Fino al 5-6%, infatti, conquista grazie alla scorrevolezza. Oltre continua a essere competitiva, penalizzata in parte dal peso (7,5 kg), che è ottimo in rapporto alla dotazione ma ovviamente superiore a modelli nati per la salita, perciò in grado di sfiorare quota 6 kg.

In sintesi, la Specialized S-Works Venge Disc rappresenta un esercizio molto ben riuscito, sintesi tra design ed efficacia. Impressionante la rigidità, che la definisce come pura racer e si concretizza nell’eccellente risposta in moltissime condizioni. Complici le ruote, non leggere ma dimensionate per essere reattive quanto la bici, la Venge Disc è la soluzione ideale per le corse a circuito, che vedono confrontarsi ogni fine settimana migliaia di cicloamatori. Peccato che ancora non ci sia chiarezza sulla possibilità di schierarsi in gara con bici equipaggiate di dischi: la Federazione Ciclistica Italiana ne permette l’uso soltanto nelle granfondo, mentre altri enti ne ammettono la presenza anche nelle altre competizioni. In attesa che i burocrati arrivino a una decisione definitiva, godiamoci il piacere di pedalare come Sagan. Un sogno che costa 10.490 euro. Ma è molto, molto realistico.

Foto di Simon Palfrader

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