Ci sono biciclette che sono la Storia del Mountain Biking e la Stumpjumper rientra a pieno titolo fra queste. Nata nel 1981, è stata la Mtb che ha lanciato Specialized in orbita, quella che ha portato Ned Overend all’iride e quella che con il suo telaio in acciaio rosso, mi ha fatto sbavare sulle pagine dei cataloghi e delle riviste (poi è finita che mi sono comperato la sorella “povera” Rockhopper, in un grigio piuttosto tristino, che custodisco ancora oggi in cantina, in buona compagnia…).
Ovvio, allora – era il Pleistocene del Mountain Biking – l’unica configurazione disponibile era quella hard-tail e la destinazione di utilizzo il Cross Country, che a quei tempi indicava tutto ciò che non fosse Dowhnill.
Oggi, che sembrano passati anni luce, la Stumpjumper è ormai una delle biciclette che popolano il pianeta Trail (che comunque è un po’ l’evoluzione del vecchio Cross Country) con licenza di sconfinare, in versione EVO, nell’orbita Gravity.

TUTTA NUOVA

Come per ogni campione arriva il momento di farsi da parte, anche per l’ultima versione dell’apprezzata Stumpjumper quel giorno è giunto. E la possibilità di colmare qualche gap in termini di rigidità ha fatto sì che il lavoro sul nuovo telaio fosse improntato a migliorare le prestazioni dell’avantreno, senza nulla perdere in maneggevolezza e peso.
Irrigidimento e alleggerimento sono stati ottenuti grazie all’adozione di un nuovo disegno asimmetrico con una soluzione che collega i tre i punti di infulcro del carro posteriore, l’ammortizzatore e il telaio, creando un aumento della rigidità e dell’efficacia.
I tecnici Specialized spiegano che la flessione del telaio è stata ridotta al minimo quando l’ammortizzatore è attivo e che, paragonando tridimensionalmente la nuova forma con l’ultima versione della Stumpjumper e grazie al Finite Element Analysis (FEA), sono stati in grado di dimostrare che il nuovo telaio è più efficiente del 20%.

LA SOSPENSIONE SI EVOLVE

Nuovo telaio, nuova sospensione. O meglio, vecchia sospensione (il sistema FSR ormai super collaudato e apprezzato) ma con una cinematica rivista e con più peso nell’economia del funzionamento. Ora il mix fra piccole sollecitazioni, impatti più sostenuti e botte da fondo corsa è ancora meglio gestito da una curva di funzionamento ottimizzata sia nella prima parte, dove è richiesta grande sensibilità, sia nella parte terminale, quella in cui la sospensione è chiamata a gestire impatti notevoli.
Mono e forcella hanno taratura RX Tune specifica per taglia e utilizzo, inoltre tutte le versioni utilizzeranno ammortizzatori metrici con escursione standard, senza attacchi dedicati.
Arriva poi il Flip Chip, che permette di cambiare la geometria del telaio con facilità fra le due impostazioni High e Low, modificando l’altezza del movimento centrale di 6 mm e l’angolo del tubo sterzo di mezzo grado.

IL DIAVOLO STA NEI DETTAGLI

Altre migliorie meno evidenti ma importanti sono un passaggio cavi interno più intelligente, il sistema di stoccaggio SWAT con il 20% in più di volume, un batticatena  dal disegno a onde, studiato per ridurre la rumorosità degli impatti.
Novità anche a livello di movimento centrale, dove in Specialized hanno fatto un passo indietro: abbandonato il PF30 si è tornati infatti a un sistema filettato e ora tutte le piattaforme sono compatibili 6fattie.

TRE GUSTI SONO MEGLIO DI DUE

Una e trina, la Stumpjumper è declinata in due ulteriori versioni che le si affiancano e ampliano il suo utilizzo verso terreni rispettivamente meno e più complicati. Stumpjumper ST (short travel) ha escursione ridotta a 130 e 120 mm davanti e dietro, con geometrie che privilegiano agilità e scatto; all’estremo opposto si pone invece la Stumpjumper EVO (un gradito ritorno, che sarà presentato a breve) dedicata al Gravity, con escursioni maggiori e angoli più aperti.

VERSIONI E PREZZI

La nuova Stumpjumper è proposta nei modelli S-Works (8.990 euro) ed Expert (5.490 euro) entrambe in fibra di carbonio; sono invece cinque le varianti della configurazione Stumpjumper ST, di cui due da donna (con telaio in alluminio M5), con al top la S-Works da 8.990 euro. A seguire, Expert (5.490 euro), Comp WMN (3.990 euro), Al e Al 27,5″ WMN (1.990 euro).