Che siate tifosi di Alberto Contador, straordinario protagonista della sua ultima Vuelta Espana, oppure agonisti attenti ai grammi di peso superfluo, la nuova Trek Émonda SLR 9 è certamente al centro dei vostri pensieri. La versione 2018 è già arrivata dai rivenditori, e c’è la possibilità di provarla per farsi un’idea del livello qualitativo raggiunto dalla nuova versione. Noi l’abbiamo già fatto, pedalando la versione al vertice della gamma, una splendida SLR 9 Project One in taglia 52, così configurata:

Geometria: H1
Colore: Blue Steel/Dnister Black
Gruppo: Dura Ace Di2 9150
Guarnitura: 50/34
Pacco pignoni: 11-28
Freni: Bontrager Speed Stop Pro
Ruote: Bontrager Aeolus 3 D3 TLR Clincher
Copertoni: Bontrager R3 – Black
Manubrio: Bontrager Race XXX Lite VR-C
Sella: Bontrager Montrose Pro
Prezzo: 10.300 euro

Le strade di prova le abbiamo trovate a pochi chilometri dall’importatore Trek Bicycle Srl di Gorle (Bergamo): in primis la salita che da Nembro porta a Selvino, lungo i 18 tornanti dedicati ai campioni del ciclismo bergamasco. Gli ultimi tre: Gotti, Savoldelli e Gimondi… Prima di tutto, però, il peso: la Trek Émonda SLR 9 in prova ha inchiodato l’ago virtuale della nostra bilancia elettronica a 6.200 grammi. Un ottimo risultato, considerato che in commercio ci sono ruote più leggere delle pur valide Aeolus 3 D3 TLR per copertoncini. Ad esempio con una coppia di Lightweight Meilenstein 16/20 tubolari la barriera dei 6 kg può essere facilmente infranta.

Il telaio in fibra di carbonio OCLV 700 Series è stato modificato in più punti rispetto al recente passato, con l’obiettivo di aumentare la rigidità e ridurre il peso, calato di 50 grammi per arrivare a soli 640. Visivamente non è immediato cogliere le novità: il tubo orizzontale è più stretto al centro e meno flessibile sull’asse alto-basso; quello piantone è più ellittico rispetto alla sezione tondeggiante precedente, mentre la zona del cannotto di sterzo appare ancora più massiccia rispetto alle linee essenziali ed eleganti dei restanti tubi. Due le geometrie: H1 per l’agonismo estremo, H2 per avere un po’ di comfort in più. Le taglie vanno da 50 a 62 centimetri, con incrementi di 2.

La componentistica è di qualità adeguata al telaio, a partire dal gruppo Dura Ace Di2 9150, utilizzato per la trasmissione e i comandi. Le leve Shimano appaiono piacevolmente compatte, facilissime da impugnare anche da mani piccole. Fatta eccezione per il gruppo, la Trek in prova attinge alla fascia più pregiata della componentistica di produzione Bontrager, a partire dai freni, i leggeri Bontrager Speed Stop Pro. La sella Montrose Pro ha il carro in carbonio, manubrio e attacco sono ben rifiniti. La serie sterzo è fornita da Cane Creek, mentre per i copertoncini da 25 mm si torna da Bontrager con gli R3 Black, montati sulla più recente versione dei cerchi Aeolus 3 D3 TLR Clincher. Quest’ultima, considerato anche il profilo basso, appare una scelta in linea con la vocazione della Émonda SLR 9 a fare la differenza in salita.

L’appartenenza dell’esemplare in prova al Project One è testimoniata dalla verniciatura, una raffinata combinazione di azzurro e grigio (Blue Steel/Dnister Black) stesa a mano, come si evince da microscopiche imperfezioni sul tubo orizzontale: più che un difetto, il segno della costruzione semi-artigianale di questa bellissima Émonda. 

Foto di Simon Palfrader

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