A me fa sempre un certo effetto incontrare Tom Ritchey. Forse perché quando la mountain bike è entrata nella mia vita in modo invadente, i suoi baffi erano già mitologici e lui era uno dei guru del mondo delle ruote grasse (e non solo). Non è nostalgia e nemmeno snobismo radical. Tom è uno dei pochissimi pionieri che ancora oggi è proprietario della sua azienda e contribuisce in prima persona all’ideazione e allo sviluppo dei prodotti che portano il suo nome. Pedala, salda, disegna, osserva il mondo senza farsi risucchiare e trasportare dalla corrente.

Dopo un po’ di tempo in cui si era limitato a migliorare e allargare la sua linea di accessori, che si è colorata d’oro alle Olimpiadi di Rio, Ritchey ha finalmente creato un nuovo telaio che rappresenta la sua visione del ciclismo o, se vi piacciono le classificazioni e le categorie, la sua interpretazione in chiave gravel.
Il nome è eloquente, Outback, e non lascia dubbi sulla versatilità che la caratterizza: Tom ha pensato a una bicicletta destinata all’avventura, intesa come possibilità di pedalare ovunque, senza i limiti imposti dalla natura e dalle condizioni del fondo.

RitcheyOutback_2017_002Il telaio è costruito con tubazioni in acciaio Ritchey Logic a triplo spessore “direzionale”, ossia con sezione differenziata fra estremità anteriore e posteriore per ottimizzare caratteristiche meccaniche e risposta. In controtendenza rispetto alla maggior parte di ciò che si vede girare su strada, il tubo sterzo della Outback è a sezione costante, con diametro di 1-1/8″ . Il passaggio cavi è esterno e l’attacco per le pinze freno è post-mount, soluzione adottata per non andare a intaccare l’integrità strutturale dei foderi, la cui rigidità è garantita anche dall’asse passante da 12 mm. Voci non ufficiali parlano di un peso di poco superiore ai 2 kg per il frameset (telaio, forcella, attacco manubrio).

RitcheyOutback_2017_003La geometria racconta di una bici orientata alla velocità e alla stabilità sulla maggior parte dei terreni, a suo agio sull’asfalto come in off-road. Una variazione sul tema Swisscross, la famosa Ciclocross che da anni raccoglie gloria nel fango del mondo. Ha scatola del movimento più bassa (BB drop di 70 mm) per una maggiore agilità fuoristrada, interasse leggermente maggiore, spazio per montare pneumatici fino a 40c, freni a disco e forcella in fibra di carbonio con cannotto da 1-1/8″ e perno passante da 12 mm.

Arriverà a inizio 2017 e sarà disponibile anche in versione completa, con trasmissione Shimano Ultegra 2×11 (compatibile con configurazioni 1×11) e, ovviamente, componentistica Ritchey WCS, fra cui il nuovo manubrio WCS VentureMax con apertura (flare-out) di 24° e le altrettanto nuove gomme gravel Alpine JB, disponibili nelle misure 28 e 35 mm. Non cercate gli attacchi per i portapacchi o i parafanghi, per questo c’è già in gamma la Ascent: la Outback nutre sì la fame libertà, ma con un forte sapore di prestazioni.