Al crescere dei denigratori delle e-Mtb, aumentava di pari passo la nostra voglia di organizzare un test che ci permettesse di analizzare questo fenomeno a ragion veduta, sulla base di una reale e prolungata esperienza sul campo.
Per fare le cose come si deve abbiamo assoldato gambe al di sopra di ogni sospetto: un amico frequentatore abituale del circuito Superenduro (il classico irriducibile della muscolare) e un purista del XC, nonché stradista con i fiocchi, così da bilanciare la presenza mia e del mio compagno di avventure a due ruote, più democratici e liberisti.

Le modalità del test sono state le più oggettive possibili, tenendo bene a mente la destinazione di utilizzo e la filosofia alla base del progetto e-Mtb. Ossia due uscite in quel super parco giochi che è Pogno, sul Lago d’Orta, con tracciati dal “flow” al “molto tecnico”, ideali per bici trail/all-mountain/enduro con risalite principalmente su asfalto; una sessione di foto ambientata sulla pista di cross della Malpensa, che ci ha permesso di mettere alla prova motori e batterie sui temibili ramponi dalle pendenze himalayane per dimostrare che, anche senza avere le gambe e la tecnica di Nino Schurter, saremmo riusciti a portare in cima delle full da 20 chili abbondanti, e non per una sola volta.

Il momento più arduo è stato, per assurdo, recuperare le quattro protagoniste. Il motivo? La domanda è ben superiore all’offerta e anche i vari parchi stampa sono dotati degli esemplari strettamente indispensabili ai demo ride organizzati dalle Case! E già questo aspetto dovrebbe stimolare la riflessione…

La scelta è caduta sui modelli di punta di quattro delle maggiori Case, con impostazione Trail/All-Mountain (Specialized, Trek e Scott) e uno sconfinamento nell’Enduro (Cannondale). Due le motorizzazioni, con netta prevalenza per il Bosch Performance CX (Cannondale, Scott e Trek) sul Brose scelto da Specialized: quest’ultima differisce dalle altre anche per l’assenza del display, il comando (non al manubrio ma sul tubo obliquo) e la possibilità di modificare i parametri di batteria ed erogazione attraverso l’app dedicata Specialized Mission Control.

Quasi un plebiscito l’abbinamento delle ruote, con soluzione 27,5″ Plus per Scott, Trek e Specialized (quest’ultima con gomme da 3,0″ contro i 2,8″ delle altre); Cannondale, l’estrema fra le quattro, monta gli pneumatici più cattivi nella classica misura Enduro 27,5″ con sezione di 2,35″. A proposito di ruote e in particolare di coperture bisogna dire che con l’eccezione di alcuni produttori (per esempio Vittoria, Schwalbe e Maxxis) l’offerta di gomme Plus è ancora limitata in termini di battistrada, mescole e carcasse rispetto a quanto accade con le gomme di sezione inferiore, ma riteniamo che l’attuale trend di crescita del mercato colmerà presto questa lacuna.

La scelta della trasmissione è equamente divisa fra Shimano per Cannondale (15/11-42, 11 velocità) e Scott (15/11-46, 11 velocità) e SRAM, con Ex1 su Trek (15/11-48, 8 velocità) e GX su Specialized (32/10-42, 11 velocità).

Chiudiamo con i prezzi: Turbo Levo (4.690 euro) e Moterra (6.299 euro) stanno agli estremi della forbice, mentre E-Genius (5.549 euro) e Powerfly (5.649 euro) sono sostanzialmente allineate nel mezzo.
Se la Moterra LT1 rappresenta il top di gamma del catalogo Cannondale (in versione LT2 costa 1.000 euro meno), la Specy ha ancora due step di crescita (Expert a 6.690 euro e S-Works a 8.890 euro). Anche la Powerfly 9 FS Plus è il meglio della famiglia Trek (con le varianti 8 e 7 che scendono a salti di 500 euro), mentre Scott ha in gamma un upgrade della E-Genius 710 Plus (700 Plus Tuned a 6.499 euro).

Il futuro è adesso. Ha un motore e una batteria, che diventeranno sempre più efficienti e leggeri. Continueranno a rappresentare l‘alternativa (o forse la consuetudine, in alcuni ambiti) e, se non mancheranno coloro che nella pedalata assistita continueranno a vedere la possibilità di alzare il livello e raggiungere traguardi inaspettati, cresceranno sempre più coloro che vivranno la e-Mtb come un modo nuovo di pedalare, capace di allargare gli orizzonti e prolungare il piacere.
Fare più fatica a caricare la bici in macchina, gestire la potenza, pensare a quante tacche di carica sono rimaste, attaccare la batteria alla spina una volta tornati a casa, cambiare i parametri del motore su una App: tutte cose che diventeranno parte del gioco.

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Foto: Mauro Cottone