Sapete che il 60% delle V7 III, al momento dell’acquisto, sono richieste con almeno un accessorio montato (con prevalenza per quelli di ispirazione Scrambler o Dark)?
Di più: per la sola V7 esistono a catalogo 200 parti speciali – fra queste ci sono ben 8 selle – mentre, se consideriamo tutti i modelli Moto Guzzi, il numero cresce a 1000.
Che al Guzzista piaccia distinguersi e ami personalizzare la sua motocicletta è un dato acclarato ma il fatto che si rivolga soprattutto al catalogo degli accessori ufficiali significa che non ha né tanta dimestichezza con il taglia-e-cuci (il che non è male, considerati gli accrocchi che ogni tanto si vedono su strada) né il tempo necessario per dedicarcisi e imparare.
Ecco perché in Guzzi, intercettando questo “desiderio tarpato”, hanno da subito cominciato a proporre delle special, ciascuna interprete di uno stile che potesse essere di ispirazione per il cliente. E in più hanno creato il Guzzi Garage, uno spazio virtuale dove trovare tutte le informazioni sugli accessori originali dedicati alle V7 e sulle combinazioni messe a punto da Moto Guzzi per creare specifiche esperienze di guida. Il nuovo spazio web è inoltre in grado di riproporre l’esperienza reale dell’officina in cui ogni Guzzista può configurare la propria V7, realizzando una vera special attraverso disegni, fotografie e video.
Con le ultime tre varianti, che si affiancano a Stone, Special e Racer, la famiglia della terza versione della Guzzi più di successo di sempre diventa più ampia che mai.
Ora, fra i sei modelli in gamma (a partire dalla entry level Stone, da 7.990 euro) ciascuno può davvero trovare quello che meglio si cuce addosso alla sua anima guzzista.

 V7 III Rough 

Il nome racconta tutto di lei. La traduzione corretta sarebbe “rude”, anche se in Guzzi piace di più “country urban“, ma alla fine il risultato non cambia…
La Rough si distingue per i cerchi neri a raggi che calzano pneumatici tassellati e per i molti dettagli dal sapore off-road (solo il sapore, badate bene: non pensate di andare a farci la Via del Sale) come il manubrio con traversino e i soffietti che proteggono gli steli della forcella. L’allestimento prevede inoltre una sella dedicata, con impunture e cinghia per il passeggero, abbinata a una coppia di fianchetti in alluminio.

MOLTO IN COMUNE

Le quote della ciclistica sono le stesse delle altre due special, con sella a 770 mm di altezza, interasse da 1.445 mm, cannotto a 26,4° e avancorsa di 106 mm. Anche le ruote, da 18″ all’anteriore e 17″ al posteriore sono in comune.
Cambia invece il prezzo, 8.990 euro, che ne fa la più appetibile fra le tre.

 V7 III Carbon 

Avere una limited edition in catalogo è una tradizione Guzzi e la Carbon è la motocicletta prescelta per continuarla. Ne saranno realizzati 1921 esemplari, numero che richiama l’anno di nascita di Moto Guzzi e ciascuno di essi sarà riconoscibile dalla piastra del manubrio serigrafata con la numerazione progressiva.
A sua volta, la V7 III Carbon è una variazione sul tema della Stone, anch’essa nata per festeggiare un importante compleanno: era il 2017 e cadevano i 50 anni della V7.
Il suo stile è definito “tecno moderno” ma, al di là delle etichette, la Carbon celebra il gusto e il piacere della customizzazione e abbina il puro stile V7 con la tecnologia dei materiali, in modo particolare della fibra di carbonio.
Con questo materiale sono costruiti i parafanghi (l’anteriore accorciato per rendere l’aspetto più aggressivo) e i fianchetti.

NERO E ROSSO

Il colore dominante è il nero opaco, utilizzato per telaio, motore, cerchi e faro, una base sulla quale risalta ancor di più il rosso delle teste del bicilindrico, della pinza Brembo all’anteriore, dell’aquila sul serbatoio e dei loghi sui fianchetti. Un altro dettaglio di stile sono le impunture rosse che impreziosiscono la sella in Alcantara idrorepellente. La V7 III Carbon costa 9.990 euro.

 V7 III Milano 

Figlia della V7 III Special, di cui riprende alcuni elementi classici – il più evidente è la strumentazione con due elementi a quadrante circolare -, la Milano è la più ricca di stile fra le tre nuove V7 III.
La sua aria è raffinata e la dotazione ricca: l’equipaggiamento prevede i cerchi in lega, neri come telaio e motore, dal disegno originale a sei razze sdoppiate, il maniglione per il passeggero (cromato come gli scarichi e la cornice del faro anteriore) e la già citata strumentazione a doppio quadrante.

COMFORT E STILE

Il serbatoio è finito in tinte lucide, i parafanghi (quello anteriore è lungo per meglio garantire l’incolumità dell’abito in fresco di lana) e i fianchetti laterali sono in alluminio.
Per avere la Milano occorrono 9.040 euro.

IL TRIANGOLO DELLA VERITÀ

Sono sei le principali motivazioni all’acquisto per chi decide di mettersi in garage una V7 III. Due intrinseche e con grande appeal soprattutto per gli stranieri: marchio e italianità. Due pragmatiche: accessibilità e affidabilità. Due legate al piacere di guida, ossia carattere e facilità.
Delle prime quattro non si può che prendere atto, ma per verificare le ultime due, quelle che più ci interessano, basta partire di buon ora da Mandello e trascorrere una mattinata sulle strade del Triangolo lariano: Salita da Onno, Valbrona, Sormano, Pian del Tivano, discesa a Nesso e lungolago di rientro doppiando Bellagio.
Dalla sella, guardando la strada, si fatica a percepire reali differenze fra le tre special (l’unica è la Rough, con gomme differenti ma dal comportamento altrettanto sincero e prevedibile, che trasmette sensazioni sue).
Ciò che si percepisce davvero è la piacevolezza della guida. Sarà che i capelli grigi portano saggezza, ma i 52 cv e i 62 Nm a 4.900 giri mi bastano sia per godere dei panorami che mi si aprono dinnanzi agli occhi, sia per godere della strada e divertirmi alzando il ritmo quanto basta per poter dire di guidare una moto. Più di così il divertimento cambia nome e lo si insegue con altri mezzi…
La ciclistica è sana, le sospensioni lavorano bene e il bilanciamento dei pesi è ottimale. Quando scendi di sella non sei stanco, hai il sorriso in volto e l’amicizia con il passeggero non si è incrinata: se vuoi tradurre in sensazioni tutte le parole sul piacere di guidare una motocicletta, la V7 III è il mezzo adatto per farlo.