Tutti i presupposti per affezionarsi

In un aprile con l’ombrello giungono in redazione, come un fulmine a ciel sereno, le parole “Sardegna” e “viaggio in moto”. Siamo invitati a partecipare alla quarta edizione della Moto Guzzi Experience: 4 giorni e 750 km in sella, con base all’Is Molas Resort, a pochi chilometri da Cagliari. L’Experience non cattura solo chi le Guzzi già le custodisce nel cuore ma guarda anche a chi conosce poco il marchio e i suoi modelli. Viene offerta la possibilità di guidare tutta la gamma, dalla piccola V7 III al colosso MGX-21. Il percorso è molto vario: dalle strade costiere con spettacolari panorami alle statali interne, a tratti più tortuosi. Pranzi e cene in locali tipici accompagneranno il percorso di scoperta delle terre sarde, ma a fine maggio sarà già il momento di un’altra Experience, la prima edizione Trentino.La locandina con mappa della Moto Guzzi Experience TrentinoFoto di altri tempi in bianco e nero ritrae una Guzzi V8 affronta una curva a grande velocità

Una grande famiglia

Arrivati al resort, siamo accolti da uno stormo di Guzzi che sonnecchiano parcheggiate. Ci sono proprio tutte! V7 III nelle versioni Carbon, Rough, Milano, Stone, Special e Racer, V9 Roamer e Bobber. Seguono Audace, Eldorado, California e MGX-21. A colpo d’occhio stupiscono le belle colorazioni. L'intera gamma di Moto Guzzi ci aspetta parcheggiata di fronte all'ingresso dell'Is Molas Resort

Moto Guzzi V7 III Carbon

La prima moto che guidiamo è la V7 III Carbon, edizione limitata di 1921 esemplari, numero che è anche l’anno di fondazione dell’azienda lombarda. Esteticamente si distingue per gli inserti in fibra di carbonio e la livrea nera opaca che, accostata al rosso delle teste e delle pinze freno Brembo, dona un carattere giovane e dinamico. La seduta è abbastanza bassa, con le gambe raccolte. Le braccia, al contrario, restano distese, a meno che non si sieda molto vicini al serbatoio. Giriamo la chiave del bicilindrico da 744 centimetri cubi. Vibra e scuote non appena si accarezza il gas: non vuole che dimentichiamo di esser seduti su una Moto Guzzi. È una bella sensazione. Nonostante il carattere del motore, la frizione smorza bene ogni oscillazione e le partenze sono fluide. Il comando richiede poco sforzo e assieme al cambio regala innesti quasi impercettibili.

Ti accompagna nel relax

I cavalli a disposizione sono 52 a 6200 giri/minGrazie alla coppia già presente ai bassi regimi, ci si muove con disinvoltura. Si tratta di una moto facile, agile, adatta anche alla guida cittadina. Per chi vuole evolversi dallo scooter alla moto, la V7 III Carbon può essere senza dubbio una valida scelta. Il comfort è migliorabile, soprattutto perché gli ammortizzatori hanno una risposta abbastanza secca. Per viaggiare sulle stupende strade della Sardegna è un’ottima compagna: non impegna particolarmente e lascia tempo per ammirare il paesaggio.

V9, la sorella maggiore

Passiamo dalla V7 III alla V9: due le versioni, Roamer e Bobber. Il V2 Guzzi è più grande (850 centimetri cubi) ma guadagna solo 3 cavalli rispetto all’unità della V7. La coppia è la stessa (62 Nm) ma viene raggiunta a 3000 giri/min anziché a 4900. La differenza è consistente, la spinta molto più corposa e la ripresa più decisa. Il gruppo cambio-frizione della V9 è meno efficace rispetto alla V7 III, e lascia sul campo la facilità negli innesti. Il freno anteriore non è particolarmente modulabile. Nel complesso la V7 III è più agile e immediata. L’impostazione di guida rimane comunque turistica.La Moto Guzzi V9 Roamer in livrea gialla

Bobber super fat

È ora giunta l’ora di guidare la “cicciona” V9 Bobber. I suoi elementi distintivi sono senza dubbio le gomme super fat e il manubrio drag bar. La sella colpisce subito perché è estremamente comoda. I pneumatici fat regalano una guida divertente tra le curve, si scende bene in piega e il grip non manca mai.La Moto Guzzi V9 Bobber in livrea nera, caratterizzata da pneumatici super fat

Vista dall'alto di una strada tortuosa della Sardegna del Sud, sullo sfondo si scorge il mare

Compagni non solo di sella

La condivisione della guida con un gruppo di appassionati motociclisti è senza dubbio l’aspetto più bello della Moto Guzzi Experience. La terza sera, nonostante l’affaticamento, ci siamo raccolti per un contest di barzellette che ci ha fatto fare notte. Questa esperienza è stata l’occasione per stringere nuove amicizie. A un prezzo decisamente abbordabile, considerato che si tratta di un pacchetto tutto incluso (voli, alloggio, pranzi, cene e benzina, oltre all’uso delle moto): 690 euro per quattro giorni. Se non fosse per i documenti, il portafoglio lo potreste lasciare a casa. Che aspettate a iscrivervi?Il mare nella sua vastità non può non esser ammirato

 

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Ricordo quando, da piccolino, andavo a sbirciare quel telo un po’ annerito nell'auto-officina del nonno. Là sotto sonnecchiava, nascosta come una principessa nel suo castello, un'Alfa Romeo Duetto color panna. Imploravo il nonno di farmela vedere: tachimetro e contagiri mi guardavano come due occhioni grandi grandi. Rimanevo incantato a fissarli. Ma presto non bastò più. Come quando si trova un forziere nascosto: per un po' lo si fissa senza parole, ma poco dopo lo si vuole già aprire. Io la volevo sentire accesa! Sfiancavo il nonno e alla fine lo convincevo. Per accenderla ci voleva una tecnica minuziosa. Senza entrare troppo nel dettaglio tecnico, bisognava trattarla come la ragazza di cui si è innamorati. La si vorrebbe tutta e subito (sognavo spesso di girare la chiave e farla partire al primo colpo) e invece bisogna forzarsi ad essere equilibrati, un passo alla volta. Andava accarezzata, dovevi rispettare i suoi tempi. Quando partiva era un momento magico: l'avevi aspettata e corteggiata, ora era lì per te. Il gorgoglìo del bialbero, il ticchettio dei 40 doppio corpo… Questo fu l’inizio di quello che oggi sono diventato: un ingegnere meccanico giorno per giorno sempre più innamorato di ogni cosa sia mossa da un motore.