Dedicato agli appassionati della guida tra i cordoli, il nuovo AiM Solo 2 punta a diventare il riferimento tra i lap timer nel settore motorsport. Amatori, piloti professionisti o collaudatori: il nuovo AiM Solo 2 è utile a prescindere dalla capacità di guida, perché alle molteplici funzionalità abbina un’apprezzabile semplicità di utilizzo, L’abbiamo verificato durante la nostra comparativa delle moto sportive, categoria Superbike, e nel confronto dei pneumatici supersport.

Semplice e intuitivo, l’AiM Solo 2 richiede la pressione di un paio di pulsanti per partire a registrare i tempi sul giro. Riceve i dati da due sistemi di posizionamento satellitare, GPS e Glonass e calcola i tempi sul giro con una tolleranza di due centesimi di secondo. Non è necessario acquisire il circuito: ha un database interno con oltre 3.000 piste.

Basta accenderlo, attendere qualche istante e l’AiM Solo 2 riconosce le coordinate del traguardo e inizia ad acquisire i tempi. Nel caso la pista non fosse nel database se ne accorge ed entra in modalità auto-apprendimento. Al termine del test è possibile controllare tutte le informazioni acquisite sul display, che può essere retroilluminato in uno dei sette colori disponibili. Oppure, ancora meglio, scaricare i dati via Wi-Fi direttamente sul PC e sul software di gestione e analisi, scoprendo un mondo di informazioni a cui attingere.

A chi non basta, AiM propone il Solo 2 DL che può collegarsi alla ECU e registrare anche i dati del motore. Utilissimo per i track day sia auto che moto, nel caso delle moto sconta perà dimensioni poco compatte, che potrebbero rendere problematico il fissaggio.

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Alessandro ha 14 anni quando il suo migliore amico si presenta sotto casa con un MBK Booster fiammante, elaborato che manco quelli da trofeo. Ale non sta nella pelle, lo vuole provare subito. L’amico glielo concede raccomandando la massima cautela perché “l’ho appena preso”. La sequenza successiva è: 30 metri con le due ruote a terra, impennata, cappottata e perdita probabile di una amicizia. Da quell’esperienza Alessandro poteva capire due cose: Le moto non facevano per lui. Le moto sarebbero state il suo futuro. Purtroppo ha capito quella sbagliata e ce lo siamo ritrovati a RED. Da quando ha 22 anni, tra un esame e l’altro della facoltà di Ingegneria meccanica (poi terminata con la Laurea) ha iniziato a provare moto di ogni genere: dallo scooter (memore della sua fantastica prima esperienza) alle supersportive da gara, passando per custom, enduro e bagger da 400 kg. Sempre con la voglia di raccontarle e sempre tenendo a mente l’espressione stupita (ancora non sappiamo se felice) del suo amico (incredibilmente rimasto amico) in quel fatidico pomeriggio. Oggi a RED prova e racconta ancora moto di ogni tipo. E non impenna (quasi) più.