Prova Aprilia Dorsoduro 1200 2012

Dorsoduro 1200 diventa più leggera e intuitiva, con un’elettronica rinnovata per domare i 130 cavalli del bicilindrico. E costa anche 1.500 euro meno, fermandosi a quota 10.990 euro...

9 marzo 2012 - 12:03

Catania – Tante novità sotto la pelle di Aprilia Dorsoduro, che aggiorna l’hardware –molti particolari della ciclistica – e il software – nuove mappe della centralina – per migliorare la guida e rendere ancora più naturale la gestione della potenza e il controllo della trazione. La nuova elettronica, sviluppata sulla base di quanto fatto su RSV4 e Tuono R, apre le porte a una nuova esperienza di guida.

Non potevamo trovare occasione migliore per verificare l’effettivo funzionamento di questa motard “elettronica”, visto che la notte precedente al test della nuova Aprilia Dorsoduro 1200 le strade siciliane sono state flagellate dalla peggior perturbazione degli ultimi anni. L’asfalto di questa prima presa di contatto si è dimostrato tutto tranne che amichevole: umido, freddo e ricoperto di polvere lavica. Poco male, la Dorsoduro 1200 2012 è equipaggiata con il sistema ATC –Aprilia Traction Control – che lavora ben sincronizzato con le tre mappature del motore, che variano la potenza e la risposta all’acceleratore su tre diversi livelli: Rain con potenza limitata a 100 cavalli; Touring con potenza piena di 130 cavalli ed erogazione dolce;_  Sport con 130 cavalli ed erogazione hard.  Il pacchetto “sicurezza” è completato dall’ABS di serie, che non è più un accessorio della guida motociclistica. Così configurata, l’Aprilia Dorsoduro non si ferma davanti a nulla, nemmeno alle terribili condizioni che si sono presentate nella primi 100 chilometri di test!

LIVE

Aprilia con la nuova Dorsoduro 1200 ha voluto smussare gli angoli vivi che aveva mostrato la prima versione. Abituati alla sorella Factory da 750 centimetri cubi, eccellente compromesso tra prestazioni, leggerezza e facilità di guida, in sella alla 1200 non avevamo trovato l’intesa perfetta. La precedente milledue, infatti, era scorbutica non tanto per le prestazioni, 130 cavalli su strada che comunque non sono pochi, quanto per  l’impegno fisico e mentale nel condurla con precisione tra le curve, lungo le linee desiderate. Il nuovo assetto delle sospensioni, i cerchi più leggeri di quasi 3 kg e una sostanziale revisione del carattere ci hanno rappacificato con la “motardona” veneta. Il motore bicilindrico a V di 90° conserva il comando del gas full drive by wire ed eroga la potenza di 130 cavalli a 8.700 giri e la coppia massima di 115 Nm a 7.200 giri.

Il telaio della Aprilia Dorsoduro 2012 è un mix ben riuscito tra il classico traliccio in tubi d’acciaio e due robuste piastre in alluminio: riprende lo schema dalla 750, inaugurato sulla SXV, modello che vinse il mondiale Motard all’esordio. La forcella rovesciata Sachs ha steli di 43 mm di diametro ed è regolabile nel precarico molla e completamente nell’idraulica; il mono Sachs equipaggiato di serbatoio del gas separato – piggy back – è anch’esso regolabile e vincolato senza leveraggi progressivi direttamente al forcellone.

L’ABS disinseribile agisce su dischi anteriori Brembo da 320 mm di diametro con pinze radiali a quattro pistoni; il disco posteriore è di dimensioni ovviamente più contenute, 240 mm; infine i tubi freno sono in treccia metallica. L’ago della bilancia si ferma ora a 209 kg in ordine di marcia con serbatoio vuoto.

RIDE

Non piove ma il cielo non promette nulla di buono: la temperatura è inferiore ai dieci gradi e l’asfalto non è soltanto bagnato, ma intriso della cenere dell’Etna che in questi giorni è tornato in attività. Pessime condizioni per un test? Dipende dai punti di vista, soprattutto se l’elettronica deve dimostrare il suo valore nelle più difficili condizioni di guida.

Il motore della nuova Dorsoduro 1200 è sulla mappatura Touring, il controllo di trazione ATC a livello due; sulle strade che portano alle pendici dell’Etna la 1200 si dimostra agile e intuitiva, rapida a entrare in curva. Non pretende alcuno sforzo fisico se non quello mentale di cercare l’asfalto nelle condizioni migliori. I 130 cavalli si scaricano a terra con una dolcezza inaspettata e già da 2.000 giri in qualsiasi marcia; la percezione di collegamento della ruota posteriore con l’acceleratore è ottima e soprattutto a stupire è l’accensione sincopata della spia arancio che indica che l’ATC sta lavorando e lo fa molto bene: questo è l’unico modo per accorgersi che l’elettronica sta facendo il suo dovere.

Tanto in accelerazione con l’ATC quanto in frenata con l’ABS si capisce quanto moderna sia questa Dorsoduro. L’impianto frenante si conferma all’altezza delle aspettative per modulabilità e potenza, anche sul micidiale asfalto siciliano. L’azione dell’ABS non è mai invasiva ed entra in funzione quando serve davvero, persino quando si tira la leva anteriore con tutte le dita della mano destra.

Le mappature definiscono i tre caratteri della Dorsoduro: se la Touring è il miglior compromesso, la Sport è meno accondiscendente, nonostante la stessa potenza della Touring, 130 cavalli, che però ti butta addosso con la spinta di una testa d’ariete. Il bicilindrico mostra la sua vera anima, non più sedato dall’elettronica, divora l’asfalto e scarica cavalli sulla ruota posteriore senza filtri. Per ottenere il meglio dall’opzione “full power” bisogna guidare sempre oltre la soglia del comfort: dai 5.000 giri non si ha più la reazione scontrosa che si percepisce ai bassi.

La mappatura Touring, come detto, rappresenta il miglior compresso soprattutto quando ai regimi più bassi “riprendiamo” rapidamente il gas in mano: benché si avverta un inevitabile on-off – l’iniezione elettronica si porta dietro questa caratteristica – l’erogazione è fluida a partire dai 2.000 giri indicati fino ai 9.000, quando conviene cambiare marcia nonostante il grosso bicilindrico possa spingersi più su di altri 500 giri prima dell’intervento del limitatore.

La Rain è il maniglione antipanico nelle condizioni difficili. Ti libera da ogni preoccupazione in caso di asfalto liscio come il ghiaccio, ma c’è qualche piccola controindicazione. Se la lancetta del contagiri stuzzica quota 2.000, l’elettronica soffoca ogni velleità di guida costringendo la Dorsoduro a un’andatura da “pascolo”. Sorpassato il confine della “Emergency room” i 100 cavalli ci sono ma, paradossalmente, sembrano troppi e inutili per l’utilizzo per cui è stato concepito questa modalità di “sicurezza”.

Aprilia Dorsoduro 1200 2012 è cambiata tanto, più di quel che si pensi: è più equilibrata, stabile, con un telaio e un comparto sospensioni che sottolineano quanto siano bravi a Noale a fare le moto. Promuovo, sapendo di non poter essere smentito, la guida, la qualità dell’impianto frenante e la sua modulabilità unita all’efficienza dell’ABS; trovo, invece, troppo duro il comando della frizione: è vero, parliamo di un Milledue, ma bisogna pensare al continuo utilizzo in un percorso guidato e quanta fatica ne deriva. Allo stesso modo ho trovato dura la sella, soprattutto per chi userà la Dorsoduro per fare anche un po’ di turismo.

Un ultimo appunto lo faccio sulla sigla: la numerazione 1.2 riportata sui convogliatori non rende giustizia a una moto che proprio nella cilindrata 1200 ha il suo punto di forza, cilindrata che merita di essere evidenziata in stampatello maiuscolo. Infine il prezzo, che per la nuova Aprilia Dorsoduro, nonostante le evidenti migliorie, non aumenta ma si riduce di 1.500 euro, planando a quota 10.990 euro.

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