BMW Tour Experience

6 stati europei in 6 giorni. Questa è l’idea del BMW Tour Experience, un viaggio documentato da un diario di bordo e che stiamo affrontando in sella a una maestosa K 1600 B.

2 ottobre 2017 - 9:10

LA MOTO
Ho quasi finito di stivare tutto in valigia. Sono in partenza per un lungo viaggio chiamato BMW Tour Experience: 6 stati europei in 6 giorni, una tirata da niente per la moto che ho a disposizione. Chiamarla semplicemente “moto” è riduttivo: la BMW K 1600 B è tra le tourer da crociera più complete che esistano al mondo. Più nera della notte (e disponibile solo in questa colorazione), di fatto è una K 1600 GT (stesso motore 6 cilindri in linea da 160 cv e 175 Nm), a cui però BMW ha voluto dare un piglio più radicale, USA oriented (B sta per Bagger).
COME HANNO FATTO?
L’hanno fatto innanzitutto con la nuova coda, rifatta da zero, e con le borse laterali basse, che integrano tra l’altro il gruppo ottico posteriore. Il cupolino è più raccolto, la sella decisamente più bassa (780 mm, che per controllare i 336 kg in ordine di marcia sono un bell’aiuto) grazie al nuovo telaietto, i terminali di scarico abbassati e cromati. Non mancano le pedane avanzate per rilassare i piedi nelle lunghe sgroppate autostradali e la comoda retromarcia. Oltre, ovviamente, a tutta l’elettronica di bordo, che comprende Riding Mode, cambio elettroassistito Pro (funziona anche in scalata) e sospensioni semi-attive Dynamic Esa, da impostare su Road o Cruise, con la seconda modalità che privilegia il comfort. Serve altro? Certo, la radio. Che ovviamente c’è.
DOVE SI VA?
Il giro: la prima tappa del BMW Tour Experience prevede la partenza dal concessionario BMW di Bussolengo (Verona) con destinazione Innsbruck, Austria. Non c’è solo autostrada: la Bagger è una nave da crociera autostradale, vero, ma è anche una moto che si guida. I passi dolomitici sono il primo banco di prova. A Bolzano Nord si esce per arrivare a Canazei e successivamente a Ortisei, percorrendo passi celebri come il Sella e il Gardena. Con me ci saranno i due fortunati vincitori del concorso istituito da BMW, Riccardo e Fabrizio, molto curiosi di guidare la nuova K 1600 B.

Segui il tour:
Day 1, da Verona a Innsbruck
Day 2, da Innsbruck a Monaco
Day 3, da Monaco a Vaduz
Day 4, da Vaduz a Lucerna
Day 5, da Lucerna a Grenoble
Day 6, da Grenoble a Milano

 
DAY 1, DA VERONA A INNSBRUCK
PRONTI, VIA!
Il nostro terzetto parte per il BMW Tour Experience poco prima dell’ora di pranzo, per una “pinta” da circa 130 km di autostrada. Che la K 1600 B “beve” come un assetato a un pozzo. La posizione di guida è ancora più comoda della già rilassante GT : la schiena rimane meno eretta, le pedane per appoggiare i piedi bene in avanti sono un plus niente male. Nel frattempo Riccardo e Fabrizio rimangono stregati dal motore e dalla guida, come mi confermano al primo Autogrill: “Davvero impressionante il motore! Potente ma gestibilissimo, accelera forte senza dare nemmeno l’impressione di farlo. E la sua guida! Se devo essere sincero ero un po’ intimorito prima di provarla, con tutti quei chili, ma ora devo dire che è stabilissima e allo stesso tempo agile. Come hanno fatto?”. Sono parole loro. Se a questo si aggiunge l’ottima protezione dall’aria – il plexiglas non è avvolgente come sulla GT ma si può regolare in altezza tramite il comando elettrico -, la totale assenza di vibrazioni, il cruise control e le manopole riscaldabili, non è difficile immaginare il livello di comfort che questa moto può garantire su una… highway, per dirla nella lingua della bagger.
DAI CHE SI PIEGA
Il BMW Tour Experience procede, arrivano le Dolomiti e con loro le curve dei passi alpini più belli del mondo. La K 1600 B le disegna con il pennello, scendendo in piega con una grazia e una leggerezza disarmanti. Precisa e molto stabile, non è (ovviamente) un fulmine a chiudere le curve ma è sempre molto sincera e attaccata all’asfalto. Merito del baricentro basso e delle sospensioni ben accordate. Il motore è glorioso: sotto i 5.000 giri è forte ma mansueto, oltre tale regime i 6 pistoni si scatenano in un urlo maestoso, proiettandosi in un allungo infinito. Meglio tenere tutti questi cavalli per le Autobahn tedesche che affronteremo domani.

ARRIVO IN CITTÀ
La prima tappa del BMW Tour Experience è terminata: arriviamo a Innsbruck accompagnati da una pioggerella fastidiosa. Non che la K 1600 B ne soffra: rimane facile da gestire anche su asfalti bagnati. Il traffico della città non è il suo ambiente, ma riusciamo ad arrivare in albergo senza troppe difficoltà. Parcheggio, bagagli, doccia al volo e via a cena: mentre trangugiamo un piatto tipico austriaco (che ha un nome con troppe consonanti), ripassiamo l’itinerario di domani. E ridiamo felici. Poi guardiamo il meteo. E non ridiamo più…

Ecco l’itinerario che abbiamo seguito:

 
DAY 2, DA INNSBRUCK A MONACO
TEMPO DI EMME

È mattina presto, le 07:30 circa, quando la sveglia suona crudele. Devo partire per la seconda tappa del BMW Tour Experience. Stropicciando gli occhi mi alzo e cammino verso la tenda della finestra. La scosto e… scopro un tempo peggiore anche delle previsioni meteo di ieri. Piove con insistenza e il cielo è grigio cenere. La BMW K 1600 B è mi aspetta in garage e so che farà di tutto per coccolarmi come un re: con questo tempo, accessori come le manopole e la sella riscaldabili, il plexiglass regolabile in altezza e un buon impianto audio possono svoltarti la giornata.
FERNPASS
Tra l’altro oggi la strada del BMW Tour Experience non è niente male: dopo la partenza da Innsbruck, imposteremo il navigatore su Passo di Fern, un vero e proprio toboga con asfalto molto grippante. Destinazione finale: Monaco di Baviera, dove ci aspetta una visita al museo BMW e qualche birra la sera, che berremo rigorosamente all’Oktoberfest. Sono un po’ perplesso per via del tempo che non accenna a migliorare, Riccardo e Fabrizio invece pare non vedano l’ora di gettarsi nel diluvio. “Ma dai, tanto con la K 1600 B siamo nel burro!”. E allora, andiamo!
MANI AL CALDO


Dopo pochi chilometri di autostrada sotto una pioggia battente, la K 1600 B mi conferma essere che è un’eccellenza tra le moto da turismo. Grazie alla sua protezione, inzuppo giusto i guanti (un paio di paramani non guasterebbero): il resto è quasi asciutto. Mani e terga sono ben al caldo grazie al riscaldamento, anche a temperature prossime ai 7°. Non è poco.
PASSO CHE TI PASSA
Imbocchiamo l’uscita per il Fernpass. La temperatura si abbassa, la nebbia scende: mancano solo Fracchia e Dracula all’appello. La Bagger si lascia condurre a velocità “vecchio-col-cappello” senza fare un plissé, grazie soprattutto alla dolcezza del suo 6 cilindri in linea che la rende, tra l’altro, molto bassa di baricentro. Solo nei tornanti stretti richiedere un minimo di perizia e decisione nei comandi.
COME UN FUSO
Il passo finisce e con lui la nostra voglia di procedere sulle uova. Torniamo in autostrada e ci fiondiamo nelle autobahn tedesche, direzione Monaco. Ha anche smesso di piovere. Quando arriva il fatidico cartello di “termine limite di velocità”, io, Riccardo e Fabrizio giriamo tutta la manetta e… lasciamo i 6 pistoni finalmente liberi di galoppare. La spinta di questo motore non è mai selvaggia ma è perentoria, infinita. Come un aereo al decollo, l’impressione è di avere una grossa mano che vi spinge con costanza, fino a poco prima della zona rossa. A stupire è anche l’assetto: a oltre 200 km/h la 1600 B rimane stabile come un fuso. Al pilota non arriva nemmeno tanta aria, così che accucciarsi dietro il cupolino diventa superfluo.
WILLKOMMEN

Finisce che a Monaco ci arriviamo con largo anticipo sulla tabella di marcia, che adesso prevede una visita al museo BMW, situato proprio al di sotto della sede centrale. Ed è una visita illuminante: qui sono contenuti tutti i pezzi più pregiati, auto e moto, che hanno fatto la storia del Marchio fin dai primi anni del ‘900. Se siete in vena c’è anche la possibilità di prenotare una visita guidata, per non procedere a casaccio.

Ecco l’itinerario che abbiamo seguito:

 
DAY 3, DA MONACO A VADUZ
POCHE EMOZIONI
Monaco-Vaduz (Liechtenstein), passando per il lago. Questo è l’itinerario del terzo giorno del BMW Tour Experience. Una tratta non particolarmente emozionante per la tipologia di strade (è quasi tutta autostrada) ma comunque meritevole, se non altro per il lago di Costanza. Si arriva a Meersburg, un piccolo paesello affacciato sul lago, per prendere il traghetto che porta in poco tempo a Costanza, sulla sponda opposta. E non dimenticate di pranzare lì in zona: il pesce locale non è niente male.
FINALMENTE SOLE!


Monaco, ore 08:00 del mattino. Mi risveglio con la testa vagamente indolenzita per le birre bevute ieri sera: io, Riccardo e Fabrizio abbiamo cenato all’Oktoberfest. Ci eravamo ripromessi di partire per le 8 e 30 ma oggi la mezzora accademica è obbligatoria. Però a svegliarci c’è un sole scintillante: dopo l’acqua presa finora, vedere tutta questa luce è quasi strano. Percorriamo con calma le vie del centro che ci portano fuori da Monaco, ancora assonnati. La K 1600 B ci culla, comoda come una poltrona: le sospensioni settate su cruise assorbono tutto e il motore sonnecchia senza strappare anche sotto i 2.000 giri.

MUCCHE E PRATERIE
Ci scoliamo l’autostrada e il traghetto come se nulla fosse, godendoci i paesaggi quasi surreali tra Germania e Svizzera: il verde dell’infinita pianura ricorda campi da golf e i bovini sembrano essere considerati animali domestici. Non è difficile trovarli pascolare nel prato di qualche villetta dispersa. Più ci avviciniamo a Vaduz, però, e più il cielo torna a coprirsi: meglio accelerare.
ARRIVO NELLA RICCHEZZA
Arriviamo a Vaduz per l’ora di cena e capiamo subito che le voci che girano non sono poi così infondate. Paradiso fiscale di molte aziende, il Liechtenstein è considerato da alcuni una Svizzera ancora più ricca e cara come il fuoco. Ce ne accorgiamo: la maggior parte di negozi vende orologi preziosi, altri ancora gioielli e i ristoranti hanno menù che riportano cifre a due zeri. In questo contesto la K 1600 B si trova bene: ha un aspetto maestoso, i suoi fari a led un’espressione severa ma comunque moderna e tecnologica.
Tra supercar e auto di lusso, la Bagger fa comunque scena: in tanti ci fermano per avere informazioni sulla moto, o semplicemente per scattarle una foto. Facciamo i signori con moto che non ci appartengono: sì, un po’ ce la stiamo tirando!

Ecco l’itinerario che abbiamo seguito:

DAY 4, DA VADUZ A LUCERNA
TORNO IN CASA
Non ricordo un meteo così infame per salire in moto: piove che sembra novembre e le nuvole grigie oscurano ogni angolo di cielo. Mentre preparo per l’ennesima volta il completo antipioggia, penso che avrei preferito un camino e un buon libro da leggere, oggi. Però lei, la K 1600 B, sembra invitarmi sul suo comodo sedile. Anche perché oggi a me, Riccardo e Fabrizio tocca la tappa più breve del BMW Tour Experience: da Vaduz (Liechtenstein) a Lucerna, in Svizzera, per un totale di circa 140 km. Bazzecole per la Bagger a 6 cilindri.
BEVE ARIA
Sotto le luci del garage mettiamo in moto i maestosi 18 cilindri dei nostri motori. E la strumentazione ci ricorda che mancano solo quattro tacche (su 10 totali) alla fine del serbatoio. Ma non serve rabboccare: il mix tra consumi tutto sommato ridotti (non è difficile arrivare a 18 km/litro) e serbatoio XL (26,5 litri) permettono un’autonomia degna di una nave da crociera, quasi 500 km. Milano-Ascoli Piceno senza soste, volendo.

PRANZO CON VISTA (E CONTO)
Dopo aver lasciato l’oscuro Liechtenstein, la prima sosta del BMW Tour Experience è prevista a Zugo, dove pranzeremo in riva al lago Zugersee. Un posto da sogno, anche perché Giove Pluvio ci ha finalmente dato tregua e il sole torna a farsi vivo. Stuzzichiamo salmone e pesce di lago come fossero patatine, ma quando arriva il conto ci va tutto di traverso: il conto è l’equivalente di un buon pranzo per dieci persone…
LUCERNA MIA
Riprendiamo la via costeggiando il lago. Arrivati a Lucerna ci accoglie un tramonto commovente che tinge di rosso gli splendidi edifici storici del centro. Centro che tra l’altro è fantastico da girare a piedi, come scopriamo girovagando alla ricerca di un posto per la cena… con un prezzario ragionevole.
MI PIACI SEMPRE PIÙ
La Baggerona di Monaco mi convince sempre più. Pur essendo dedicata a una nicchia di persone (molto facoltose, peraltro: si parte da 23.200 euro), può stregare potenzialmente un sacco di motociclisti. Poche moto al mondo offrono un comfort di così alto livello e allo stesso tempo una guida così dinamica. E poi c’è il motore: lui da solo è un motivo sufficientemente valido per mettersela in garage. Solamente la trasmissione rumorosa e non priva di giochi -difetto cronico delle 6 cilindri solo parzialmente mitigato dall’arrivo del quickshifter- e la protezione aerodinamica non completa guastano un po’ il risultato finale, ma in un contesto che definirei sontuoso è davvero poca cosa.

Ecco l’itinerario che abbiamo seguito:

 
DAY 5, DA LUCERNA A GRENOBLE
FINALMENTE IL SOLE!
La tappa di oggi del BMW Tour Experience è felice, soprattutto perché il completo anti-pioggia lo lasciamo nelle borse laterali per tutta la giornata. Tra l’altro la tratta non è niente male: da Lucerna a Grenoble (Francia), fermandosi a pranzo sul lago di Losanna. Al momento di partire, per non fare solo autostrada serve ricordarsi di inserire nel navigatore Entlbuch, paesino situato all’interno del Parco Biosphare dell’Unesco. Un’oasi verde a sud di Lucerna che gli svizzeri hanno soprannominato il “selvaggio west” per il suo mix di colline, ruscelli e abitanti per km quadrato compresi tra 1 e 10.
FINALMENTE LE CURVE!
Dopo due giorni di sola autostrada e pioggia battente, trovarsi sui tornanti dei colli illuminati da un sole accecante è un vero toccasana. Una strada, quella che passa per Entlebuch, non particolarmente larga o adatta a pieghe mirabolanti, ma capace di conquistare per i suoi paesaggi aperti e la totale assenza di traffico.
LA BIG B SI PIEGA

Dopo aver passato tutti quei chilometri a ruote verticali, la “big B” di Monaco non vedeva l’ora d’inclinarsi un po’. La sua naturalezza a piegarsi fino a grattare le pedane (quelle anteriori piatte) torna a stupirmi: difficile capire come una moto così pesante riesca a essere anche facile e naturalmente portata a buttarsi in un toboga di curve. Lo è anche più della sorella GTL, più confortevole e spaziosa ma anche più pesante e alta di baricentro. Il problema, semmai, è farsi prendere troppo la mano: se si esagera, la notevole massa della B (oltre 300 chili) inizia a scalciare.
ELETTRONICA OK
Meno male che l’elettronica è sempre vigile ed evoluta: il Traction Control è di tipo dinamico grazie alla piattaforma inerziale, sistema che permette alla centralina di centellinare la coppia trasmessa alla ruota posteriore in base all’angolo d’inclinazione. Tradotto: prima di andare in crisi, assetto e gomme sono controllati dal cervellone centrale che gestisce ABS, ripartizione della franata, traction control e idraulica delle sospensioni. Al pilota però non arriva una sensazione di “castrazione” ma di controllo totale. E questa è la differenza tra un’elettronica ben accordata e un’altra invece più rudimentale.
ANCORA CURVE

Ci facciamo prendere dalla foga delle curve: io, Riccardo e Fabrizio pieghiamo senza sosta, assorti dall’entusiasmo che la Bagger mostra per le strade tortuose. All’albergo di Grenoble finisce che arriviamo in anticipo, giusto il tempo per farsi una passeggiata prima di cena in questa magnifica città ai piedi delle Alpi francesi.

 
DAY 6, DA GRENOBLE A MILANO
QUINDI CHE SI FA?

Come tutte le cose belle, anche il nostro viaggio è quasi giunto al termine: oggi è l’ultima tappa del BMW Tour Experience. Grenoble- San Donato Milanese, sede di BMW Italia. Io però non mi rassegno e la sera prima a cena chiacchiero con i miei compagni di viaggio sull’itinerario da farsi. Ormai siamo tutti entrati nella modalità “Never Ending Season” e stiamo pensando di arrivare a Milano passando per Oz, Briancon e il Monginevro, svalicando in Italia percorrendo esclusivamente i passi alpini a cavallo tra Francia e Italia. Siamo carichi come molle, non vediamo l’ora ma una telefonata dai piani alti smussa le nostre intenzioni: dobbiamo presentarci entro le 15:30 alla sede di BMW Italia. Le alternative sono due: o facciamo l’autostrada direttamente da Grenoble, oppure ci alziamo alle 4 del mattino e seguiamo il nostro itinerario.
TOCCA ADATTARSI

Finisce che la mattina dopo, tutti mogi, imbocchiamo l’autostrada direttamente da Grenoble, direzione confine, pronti a infilarci nel lungo tunnel del Frejus (caro come l’oro: le moto pagano quasi 30 euro, le auto anche più di 40) che porta alla Milano-Torino. Prima di partire però, facciamo visita alla bastiglia della città: un piccolo castello sul cucuzzolo di una collina, dove iniziano le prealpi della Charteuse. Si raggiunge in moto, in macchina (attenzione però: gli ultimi tornanti sono ripidi e ad angolo acuto) oppure in funivia. Merita una visita.
FINITO TUTTO

San Donato milanese, ore 16 circa. Le nostre Bagger si stanno infilando nello sterminato parcheggio della sede di BMW: il viaggio è terminato. Io, Riccardo e Fabrizio siamo piuttosto stanchi, mentre la Bagger pare non veda l’ora di cominciare un altro viaggio. È stata un’esperienza intensa, che non dimenticherò facilmente. Tantissimi chilometri, molti luoghi mai visti prima e… tante secchiate d’acqua, che a pensarci ora hanno dato anche colore al viaggio. La Bagger non si è mai dimostrata impacciata o inadeguata, in qualunque situazione. Quando si riparte?

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