In Sardegna con la BMW S 1000 XR 2017

Oltre 2.000 km di curve no-stop e una moto pronta a divorarseli, tutto condito da paesaggi e spiagge da sogno: ecco la vacanza in sella alla BMW S 1000 XR

26 settembre 2017 - 15:09

FINALMENTE VACANZA
Mi trovo seduto alla scrivania dell’ufficio, ma oggi di lavorare non se ne parla. È agosto inoltrato e mentre fisso lo schermo del PC, la mia mente naviga in altre acque: tra una settimana ho un traghetto da prendere, direzione Sardegna. 7 amici, strade che a vederle sulla cartina sembrano disegnate col compasso, asfalti più abrasivi di molte piste che ho frequentato. Se ancora non è chiaro, sono in trepidante attesa delle vacanze che farò rigorosamente in sella a una moto. Già, ma quale? La scelta non è facile. Tra i miei 7 compagni di merende molti possiedono moto sportive, di quelle vere. E sulle perfette strade della Sardegna i loro telai rigidi e le sospensioni rigorose possono essere armi letali. Ho bisogno di una moto sportiva anch’io. Già, ma i bagagli? Il viaggio dura 8 giorni, difficile stivare tutto in una borsa da serbatoio. La spunta delle moto papabili è diventata improvvisamente striminzita e ce n’è una che bramo in tutti i modi: la BMW S 1000 XR, nel contempo micidiale e confortevole arma da pieghe.
CHE MOTO SEI?

Ogni volta che l’ho parcheggiata, attorno alla BMW S 1000 XR si è sempre raccolta una piccola folla di curiosi. Puntualmente, dopo poche battute constatavo che la maggior parte di loro possedeva (o aveva posseduto) una sportiva ma si erano stufati dei semi manubri. “Ho letto che questa è una vera sportiva. È così? Sai, il GS non mi convince e comunque anche questa sembra comoda”… Potrebbe raccontarsi così la storia dell’XR.
Una moto che con le classiche “endurone” c’entra poco o nulla e che invece si guida come una sportiva fatta e finita: motore e telaio sono in buona sostanza figli della RR. A questa però BMW ha sapientemente aggiunto una posizione di guida eretta, una buona protezione aerodinamica e delle sospensioni un filo più morbide.
PICCOLI AGGIORNAMENTI
Per quest’anno poi, la BMW S 1000 XR si è sottoposta a qualche piccolo intervento: il motore ora è Euro4 ma ha 5 CV in più (165 a 11.000 giri) e due nuovi gommini sotto ai riser si occupano di smorzare le vibrazioni ad alta frequenza sul manubrio, tallone d’Achille della prima versione. Per il resto, alla moto che ho utilizzato non mancava proprio nulla: oltre alle borse laterali rigide con relativo telaietto, la “mia” XR era equipaggiata con pacchetto elettronico completo di controllo di trazione, ABS Pro, Riding Modes e sospensioni semi-attive. Un vero pezzo da 90, che senza le valigie (ma con il 90% della benzina) pesa 228 kg.
DOVE, COME, QUANDO
Di solito non mi piace seguire una traccia precisa, sono un po’ zingaro, ma questa volta mi sono lasciato guidare da Alessandro, compagno di mille avventure e ideatore della pagina Facebook “Le strade italiane più belle da percorrere in moto”, che raccoglie un’infinità di percorsi divisi per regione e scaricabili sul proprio smartphone.
Per quanto riguarda il nostro viaggio in Sardegna, l’itinerario che abbiamo scelto ha toccato tutti i punti cardinali dell’isola, passando pure per il centro (qui sotto la cartina, con le tappe giorno per giorno).
Quasi 2.000 km di curve mozzafiato, snodati a diverse altitudini: dalla strada che costeggia il mare a quella che attraversa il Parco nazionale del Gennargentu. Tra queste, mi sento di consigliarvi le più epiche, che ogni motocilista dovrebbe fare almeno una volta nella vita: la SS125 Orientale sarda, da imboccare all’altezza di Nuoro e percorrere fino a Barisardo; la SS126 da Iglesias a Guspini passando per Fiuminimaggiore e, infine, la SS392 da Oschiri a Tempio Pausania.

PRONTI, VIA
Finalmente il giorno della partenza. Carico armi (la BMW S 1000 XR) e bagagli (le mie vettovaglie). Bagagli che mi vengono piuttosto facili: le borse rigide da 31 litri ciascuna si staccano con facilità dal telaietto in acciaio e offrono spazi molto razionali, anche se la leggerezza non è il loro forte. Costume, biancheria, magliette a profusione, infradito e telo mare. Massì, anche una camicia, tanto ho tutto lo spazio che voglio. L’unico appunto riguarda la forma delle valigie: una volta appoggiate a terra non sono particolarmente stabili.
COMODA LA VITA

È carica come un mulo la mia BMW S 1000 XR, ma grazie al precarico regolabile (con un pulsante) non mi accorgo di nulla. In sella sto comodo, con la schiena dritta e le braccia larghe e allungate, mentre le gambe sono abbastanza raccolte. Mi bevo l’autostrada come un tedesco all’Oktoberfest farebbe con un litro di birra: la protezione dall’aria non è male anche per uno alto un metro e novanta come me, ho il cruise control e, settate su Soft, le sospensioni semi-attive surfano sui dossi. Arrivo a Genova fresco come una rosa, godendomi il tramonto che accompagna me e i miei amici fino al traghetto. Un momento magico: sul ponte della nave siamo carichi di speranze e aspettative per ciò che ci attende; le spiagge bianche, il mare azzurro e le strade come un biliardo che la Sardegna avrà da offrirci. L’XR dorme sottocoperta, non può godersi il tramonto, ma so che è pronta a divorarsi tutto quello che le darò in pasto.
CAMBIO FACCIA

Attracchiamo alle 08:00 del mattino a Olbia, con i volti smunti dalla nottata in bianco trascorsa accartocciati sul traghetto. Ad accoglierci troviamo un sole pieno di luce e un’aria fresca: meglio di una doccia. Pochi chilometri di statale dritta e imbocchiamo subito una strada tutta curve con un asfalto che mi ricorda la pista di Misano. Davanti a me, gli amici con le moto sportive hanno cambiato andatura, dalla modalità “appena-sveglio” a “ultimo-giro”. Io invece passo da Road a Dynamic (due dei 4 Riding Mode disponibili) e come un centometrista ai blocchi di partenza, la Sport Adventure di BMW scatta sull’attenti. Ogni comando è reattivo, ogni azione eseguita rigorosamente, seguendo uno schema che ha come obiettivo farvi procedere più velocemente possibile.
LAMA TEDESCA

Anche carica come un pullman indiano, l’XR ha una caratteristica curiosa: va maledettamente forte con una semplicità disarmante. Si disegnano traiettorie come in pista, si apre il gas in anticipo, si fanno pieghe da mal di testa: non teme comportamenti maleducati mantenendo rigorosa la traiettoria impostata. E facendovi credere che tutto questo sia semplice. È una sensazione strana su questo genere di moto: mentre altre sport tourer chiedono una guida sportiva ma pur sempre fluida e pulita, sulla XR l’avantreno è sempre granitico, quasi feroce per come scava l’asfalto alla ricerca di grip. Ondeggiamenti strani o traiettorie allargate non sono previsti. Una confidenza del genere nella guida sportiva l’ho trovata solamente guidando moto con ben altra destinazione d’uso e ho l’impressione che sulla XR questa sensazione sia addirittura accentuata perché con lei non si deve faticare, mai.
AMALGAMA VINCENTE
Un comportamento del genere è merito di un mix azzeccato tra meccanica ed elettronica. Motore, telaio e sospensioni sono infatti gestiti dal cervellone centrale, che ogni millisecondo regola qualche parametro. E facendolo così rapidamente, al pilota non arriva nessuna sensazione di castrazione o limite al proprio divertimento, solo tanta sicurezza e confidenza. Si va più veloci di un fuso, sentendosi sicuri e coccolati. Semmai, il limite arriva dalle gomme: le Bridgestone Battlax T30 di primo equipaggiamento sono sincere e capaci di ottimi chilometraggi, ma l’XR è una moto che chiede tanto grip, soprattutto su asfalti molto abrasivi come quelli sardi. Casomai dovesse capitarvi, quindi, vi do un consiglio: prima di partire montate gomme un po’ più sportive, ne vale la pena.
4 CILINDRI GLORIOSI
Un capitolo a parte lo merita il motore: nonostante la recente castrazione all’Euro4, il 4 cilindri di Monaco non ha perso nemmeno un grammo di cattiveria. Forte fin dai bassi regimi ma perfettamente calibrato dalla manopola destra, furibondo agli alti ma mai ingestibile, ha anche una voce allo scarico rabbiosa e un po’ indemoniata. Lucifero soffia nelle canne dei suoi cilindri e se siete abbastanza sciolti, non saranno in molti a starvi attaccati alla ruota posteriore. Non bastasse la sua forza, a rendere tutto ancora più rapido ci pensa il cambio elettro assistito (funziona sia in scalata sia a salire), che infila le marce come un fucile di precisione.
CIAO CIAO SARDEGNA
Dopo quasi 2.000 km dei quali, forse, 22 percorsi a moto dritta, si torna sul traghetto, ma questa volta con la prua in direzione opposta: da Olbia a Genova. Sfiniti da questa settimana full-immersion, io e i miei compagni osserviamo il porto dall’alto del ponte. Come dopo ogni vacanza il clima è piuttosto sconsolato, ma in questo caso anche un po’ di più: troppo intensi i colori che la Sardegna lascia impressi in un motociclista, troppo perfette le curve a disposizione. Ma, come un giuramento tra i membri di una tribù, ci ripromettiamo che in questo paradiso ci torneremo. Chi lo sa, magari ancora in sella a una XR…

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Moto Guzzi Open House 2019

Prova Rieju NUUK 110
L’anticonformista

Promozioni moto: Suzuki lancia la campagna estiva per GSX-S750