Prova Borile Multiuso

Supercompatta, superleggera. Essenziale all’ennesima potenza. La Multiuso è la proposta Borile di una moto eccezionalmente versatile

Multiuso, come il famoso coltellino svizzero con cui si può fare davvero di tutto. Il nome sembra molto azzeccato per la nuova proposta di Umberto Borile, l’artigiano di Vò Euganeo che fino a oggi ci ha deliziato con le sue produzioni di alto livello. Ma la Multiuso è diversa: è una moto che potremmo definire “da lavoro”, che non nasce con l’obiettivo di pavoneggiarsi al bar ma di servire il “padrone”. Per questo Borile ha deciso di dotarla di optional a dir poco curiosi: al posto delle sospensioni pluriregolabili c’è il gancio di traino per muoversi in campagna; invece del bauletto troviamo il supporto per la motosega e così via, con tante accortezze che piaceranno moltissimo ai boscaioli.LIVELogico che la destinazione “rurale” della multiuso sia un’estremizzazione del concetto. E va da sé che probabilmente di Multiuso ne vedremo più in città che in campagna, anche perché grazie alla sua essenzialità e al peso ridottissimo (88 kg in ordine di marcia), alla sella bassa e a un raggio di sterzata degno di un carrello del supermercato (gira in un metro quadrato), la Multiuso sembra proprio essere il mezzo perfetto per sconfiggere il traffico. Non a caso Borile sta pensando anche a una Multiuso equipaggiata da motoambulanza per il pronto intervento medico in città.Il motore è un monocilindrico 4T da 230 cc, fornito dalla cinese Zongshen: distribuzione ad aste e bilanceri, potenza e coppia massime rispettivamente di 15 cv e 16,5 Nm; i consumi dichiarati si attestano sui 30 km/l nel ciclo extraurbano. Telaio e sovrastrutture sono ovviamente in alluminio, il materiale con cui Borile costruisce tutte le sue moto: il telaio medesimo – che avvolge il motore, elemento portante – fa anche da serbatoio e da cassa filtro, contribuendo a contenere ulteriormente il peso complessivo del veicolo. Anche lo scarico, con due camere di compensazione e catalizzatore, è inserito nella struttura del telaio, mentre un’altra scelta volta a ridurre i pesi è quella della leggera batteria al litio. La forcella Marzocchi con steli di 34 mm di diametro ha le piastre di sterzo in alluminio ricavate dal pieno; al retrotreno la coppia di ammortizzatori è di provenienza Mountain Bike (Down Hill), con elementi regolabili nel precarico della molla e in compressione. I freni Braking specifici per la Multiuso sono a disco: da 220 mm quello anteriore, montato sulla ruota da 21″; da 190 quello posteriore, su ruota da 18″.A metà strada tra una scrambler e una moto da alpinismo, la Multiuso è l’essenzialità fatta moto anche nel prezzo, che si ferma a 4.700 euro. Proposta in due colorazioni, verde militare e sabbia, è disponibile in altrettanti allestimenti: motoalpinismo con pneumatici da trial e rapporti corti; strada con pneumatici dual e rapporti allungati.RIDELeggera come nessuna: lo si avverte subito, appena saliti in sella, e non potrebbe essere diversamente. La Multiuso dà l’impressione di poter andare ovunque e senza sforzo, grazie alla snellezza dell’insieme, sottolineata anche dalla larghezza  contenutissima della zona anteriore della sella, al peso da trialista, al motore non potente ma brillante nella risposta al gas. Tutto è così immediato che in pochi minuti comincia un vero e proprio show, che non tralascia le impennate… Abbiamo avuto modo di gustare la Multiuso gomito a gomito con il suo ideatore Umberto Borile, che ha guidato con noi tra le vigne nei dintorni dell’azienda. Ed è stato proprio Borile a illustrarci i segreti di un modello che, grazie al prezzo tutto sommato contenuto, all’indiscutibile originalità, alla cura costruttiva delle parti in alluminio e soprattutto alla facilità di utilizzo, potrebbe (e dovrebbe, secondo noi) trovare spazio anche nel contesto cittadino, dove l’agilità nel traffico è tutto. Agilità, l’abbiamo detto, ma anche capacità di carico: la Multiuso, come si apprezza nella gallery fotografica, trasporta senza problemi una cassetta di pregiati vini (locali) veneti, e può essere equipaggiata con due portapacchi laterali e uno anteriore in acciaio, che affiancano i vani ricavati nelle fiancatine. Del motore colpisce l’erogazione pronta, aiutata dalla corretta spaziatura dei cinque rapporti del cambio – corti o allungati a seconda dell’allestimento motoalpinistico o stradale, e dalla trasmissione finale a catena, molto efficiente e diretta.L’appuntamento, dunque, è nei punti vendita Borile, dove ci auguriamo di incontrare non soltanto tutti coloro che sfrutteranno la Multiuso in campagna, come moto da lavoro, ma i tanti potenziali clienti cittadini: proprio in città, infatti, questo modello potrebbe guadagnarsi visibilità e apprezzamento, sia per l’indiscutibile originalità sia per il comportamento esemplare nel traffico.