Ducati 1199 Superleggera

Perde il nome Panigale, ne guadagna uno molto più eloquente. È la moto più sofisticata, e performante mai costruita da Ducati. Oltre 200 cv su soli 155 kg, un trionfo di materiali sofisticati e componentistica racing. Ne faranno solo 500, a 66.000 euro

Se vi prudono le mani, se già sapete che non potrete fare a meno di lei, fareste meglio a staccare subito l’assegnino. Perché si, c’è la crisi, ma moto come la 1199 Superleggera vivono in un’altra dimensione in cui la parola crisi non è nemmeno inserita nel vocabolario, tant’è che pare che il 75% dei 500 esemplari previsti sia già stato prenotato. Già ad Austin in occasione della presentazione della 1199 Panigale R, Claudio Domenicali mi aveva avvisato “stiamo realizzando una cosa esagerata, vedrai”. La 1199 Superleggera era quindi in rampa di lancio, e ora che possiamo capire meglio di cosa di tratta possiamo dire che esagerata lo è sul serio.

A quanto pare a Borgo Panigale hanno lasciato la briglia sciolta agli ingegneri con una unica missione: costruire la Ducati più leggera e potente di sempre. Il progetto era quanto meno ardito, la Panigale ha già un peso da modella anoressia, ma evidentemente si poteva fare meglio perché ora, al cospetto della Superleggera pare una signora un po’ in carne.

Il progetto 1199 non è stato comunque stravolto, i pilastri cardine su cui si fonda sono i medesimi e ben noti, a partire dal bicilindrico Superquadro con funzione portante e che unisce forcellone e monoscocca. A cambiare sono i materiali, all’interno e all’esterno del motore, magnesio e carbonio compaiono ovunque a rimpiazzare il “volgare” alluminio e la aborrita resina termoplastica.  DI magnesio il monoscocca anteriore, e i cerchi forgiati, di carbonio il telaietto posteriore, tutta la carenatura e praticamente ogni particolare estetico. Volevamo trascurare il titanio? Sia mai, eccolo spuntare per l’impianto di scarico (completo) e per molta della viteria utilizzata. Il risultato sono soli 155 kg di peso per una potenza di oltre 200 cv con un rapporto peso/potenza mai visto su una moto di serie.

Perché, già che c’erano in Ducati hanno pensato bene di pompare un po’ anche il motore adottando nuove valvole di scarico in titanio (prima solo quelle di aspirazione erano realizzate in questo materiale), e pistoni con due soli segmenti (soluzione tipicamente racing) che hanno innalzato anche un po’ il rapporto di compressione. Anche le bielle sono in titanio, mentre l’albero motore è stato alleggerito e ribilanciato con l’utilizzo di pastiglie al Tungsteno, altra soluzione tipicamente racing. La potenza supera ora i 200 cv, ma può crescere di altri 5 se si sceglie di montare il Race Kit, composto da scarico completo Akrapovich (tra l’altro il peso scende di altri 2.5 kg…) plexiglass maggiorato, telo coprimoto dedicato, cavalletti racing, e kit per rimuovere targa e cavalletto.

La moto quindi è leggerissima e decisamente pregiata, ma non è tutto perché Ducati ha attinto a piene mani dal mondo racing montando sulla 1199 Superleggera la componentistica più evoluta. Ohlins firma, naturalmente le sospensioni, con l’ormai classico TTX 36 (ma la molla è in titanio) e la forcella FL916 con piedini ricavati dal pieno. La pompa radiale Brembo è siglata MCS 19.21 (consente il cambio di interasse, per avere differenti feedback alla leva) e ha la regolazione remota (un rinvio consente di regolare la distanza con la mano sinistra mentre si sta guidando, soluzione molto usata nel racing, mai su una moto di serie).

Potrebbe già bastare, ma la Superleggera compie un altro passo avanti anche per quello che riguarda l’elettronica. I sistemi di controllo conquistano ora la piattaforma inerziale (i giroscopi che “leggono” l’inclinazione della moto) diventando quindi molto più preciso, al corposo menù delle regolazioni  (controllo di trazione e del freno motore) si aggiunge anche il DWC (Ducati Wheelie Control) che gestisce l’impennata. Soluzioni, queste, comunque non esclusive, visto che Aprilia le offre già da un paio di anni sulle sue sportive top. La novità è invece il sistema di calibrazione automatica degli pneumatici che consente al sistema di “leggere” la circonferenza degli pneumatici e adattarsi di conseguenza ottimizzando quindi ogni tipo di controllo elettronico. Tutte queste regolazioni (DTC, EBC, DWC) cono comunque gestibili “al volo” con moto in movimento per mezzo di nuovi pulsanti sul manubrio.