Ducati Desmosedici Stradale, il V4 dei sogni ora c’è

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Ducati mostra in anteprima il cuore delle sue nuove supersportive. V4 1103 cc, 210 cv e tanta tecnologia mutuata dalla MotoGP. Si chiama Desmosedici Stradale

7 settembre 2017 - 15:09

Keep Calm – Siamo ingegneri
In Ducati la nascita di un nuovo motore è spesso più importante di quella della moto che andrà a equipaggiare. Per gli ingegneri che abitano le mura di Borgo Panigale il cuore, l’essenza della moto, è lì. Quel meraviglioso insieme di pezzi di metallo (spesso pregiato) prende vita. Corre. Canta. Forse anche per questo al nuovo Desmosedici Stradale è stata dedicata “l’overture”, l’anteprima assoluta del lancio della nuova sportiva. Che una Ducati 4 cilindri stesse per arrivare era noto, ma ora che ne conosciamo il cuore possiamo addentrarci a scoprirne i segreti. Logica la configurazione V4 con cilindri aperti di 90°, con il motore che non è a L perché è ruotato all’indietro come sulla Panigale.
MOTOGP STYLE

L’esperienza MotoGP, da cui questo propulsore attinge copiosamente a partire dall’alesaggio di 81 mm dei pistoni, non è certo andata sprecata. Il V4 Stradale utilizza tra l’altro la fasatura cosiddetta “twin pulse”, ottenuta sfalsando i perni di biella di 70° che avvicina gli scoppi a due a due. Questa fasatura, che avvicina il comportamento del V4 a quello di un bicilindrico, in passato è stata utilizzata in gara: offre il vantaggio di una migliore sfruttabilità della potenza. Potenza che nel caso di questo motore tocca i 210 cv… La definizione “stradale” lascia aperta la porta all’arrivo di altre versioni dello stesso motore ed è sottolineata dal fatto che questo V4 non potrà essere utilizzato in gara. La cilindrata, infatti, è “fuori quota”, 1.103 cc, scelta secondo Ducati non solo per raggiungere una potenza record ma per ottenere una fruibilità d’uso superiore nella guida stradale. Vedremo alla prova dei fatti se questo corrisponde al vero.
V4, GRANDI NUMERI

I numeri di questo V4 Desmo sono molto interessanti: oltre ai già citati 210 cv erogati a 13.000 giri ricordiamo il regime massimo di 14.000 giri e la coppia massima di 120 Nm da 8.750 a 12.500 giri. Dato curioso: di solito c’è solo un picco mentre qui ci sono 4.000 giri in cui il motore eroga la coppia massima. Il peso è di soli 64,9 kg – solo 2,2 in più del Bicilindrico 1299, limite ottenuto grazie al largo utilizzo del magnesio -, mentre i corpi farfallati ovali con diametro equivalente di 52 mm respirano attraverso un airbox da ben 12,8 litri, praticamente una damigiana. Altre caratteristica interessante del motore Desmosedici Stradale è l’albero motore controrotante, soluzione ormai quasi universalmente utilizzata in MotoGP (e da MV Agusta per il suo tre cilindri di serie), che aiuta le inerzie “contrarie” nella gestione della moto in ogni situazione di guida. Svantaggi? L’adozione di un ingranaggio intermedio che “inverta” il moto prima di passarlo al cambio, che provoca un minimo assorbimento di potenza. Se però in MotoGP lo usano tutti è evidente che i vantaggi siano nettamente superiori rispetto agli svantaggi.

I cornetti di aspirazione (altra primizia per Ducati) sono ad altezza variabile e sfruttano due iniettori di cui uno a doccia, mentre la lubrificazione è a carter semisecco per contenere gli ingombri. Fa bene Ducati a celebrare la nascita di questo V4: non solo un cuore nuovo per le sue supersportive del futuro ma una pietra miliare nella produzione motoristica di Borgo Panigale. È anche un bellissimo esercizio di ingegneria. Dopo questa Overture non vediamo l’ora di vederlo… all’Opera.

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