Ducati Hypermotard V2, la quarta generazione è più potente e leggera

Vent’anni dopo il prototipo che fece la storia, Ducati rinnova la sua moto più istintiva. La nuova Hypermotard V2 nasce da zero, più leggera, potente e tecnologica, ma con lo stesso spirito ribelle che ne ha fatto a.

Vent’anni fa, al Salone di Milano del 2005, Ducati presentò un prototipo destinato a cambiare per sempre il concetto di supermotard. Quella moto, la prima Hypermotard, vinse il “Best of Show” e inaugurò una nuova categoria: estrema, leggera, fatta di equilibrio precario e puro divertimento.
Oggi, due decenni dopo, la storia continua con la nuova Hypermotard V2, affiancata dalla versione SP: due moto che raccolgono l’eredità di un modello leggendario e la proiettano nel futuro, tra design radicale, tecnologia evoluta e una ciclistica ripensata da zero.

| Leggi la prova delle Ducati Hypermotard 950 e 950 SP |

La Hyper più futuristica di sempre

La quarta generazione di Hypermotard nasce con un obiettivo preciso: essere la migliore Hyper di sempre.
Il suo design riprende i tratti inconfondibili del prototipo originale del 2005 – il doppio scarico alto sotto la sella, il serbatoio con doppia ala, il faro posteriore sospeso – e li reinterpreta in chiave moderna.
Il risultato è una moto aggressiva ma compatta, leggera alla vista come al tatto, essenziale e priva di qualsiasi elemento superfluo.
Il frontale è affilato e “robotico”, dominato da un doppio DRL incastonato in un proiettore scuro lucido, mentre la coda, corta e rastremata, è un concentrato di tensione e dinamismo.

La versione SP, ancora più audace, sfoggia una livrea celebrativa per i vent’anni della prima Hyper, cerchi forgiati bianchi, dettagli racing come il parafango in fibra di carbonio e le sospensioni Öhlins, che impreziosiscono con il loro colore. È una moto che si riconosce subito, anche da ferma: muscolosa, nervosa, pronta ad aggredire ogni curva.

Motore Ducati V2: più leggero, più potente, più Hyper

Al centro di tutto pulsa il nuovo bicilindrico Ducati V2 da 890 cc, il più leggero mai costruito a Borgo Panigale. Pesa appena 54,4 kg – 6 in meno rispetto al precedente Testastretta 11° – e adotta il sistema IVT (Intake Variable Timing), la fasatura variabile delle valvole di aspirazione che rende l’erogazione fluida ma rabbiosa.
La potenza massima è di 120 CV, la coppia di 94 Nm, con il 70% già disponibile a 3.000 giri. Numeri che, uniti alla riduzione complessiva di 13 kg (14 per la SP), dovrebbero rendere la nuova Hyper la più brillante e reattiva di sempre.

La spinta, assicurano gli ingegneri, è piena e progressiva, con un allungo fino a oltre 11.000 giri e una risposta immediata a ogni apertura del gas.
Il motore, accoppiato a rapporti più corti, promette accelerazioni brucianti e un sound pieno e gutturale.
E come da tradizione Ducati, la manutenzione è da riferimento: il controllo gioco valvole è previsto ogni 45.000 km.

Anche i neofiti possono sognare: la nuova Hyper V2 è infatti disponibile in versione depotenziata a 35 kW, per patente A2.

Telaio monoscocca e ciclistica da riferimento

La Hypermotard V2 è una moto completamente nuova anche dal punto di vista tecnico.
Il telaio monoscocca in alluminio, unico nella categoria, integra il motore come elemento portante e include l’airbox, garantendo rigidezza e compattezza.
Il telaietto posteriore in acciaio è un omaggio alla prima Hyper, mentre il forcellone bibraccio si ispira alla Panigale V4, con il suo disegno cavo e simmetrico che combina leggerezza e rigidezza torsionale.

La versione standard monta sospensioni Kayaba regolabili, mentre la SP adotta il meglio di Öhlins, con forcella NIX30 con steli da 48 mm e mono STX46, ovviamente completamente regolabili.
In pista come su strada, Ducati promette una risposta precisa, una discesa in piega fluida, una guida moto neutra e poco affaticante.
La SP monta anche cerchi forgiati e più leggeri di 1,56 kg, che riducono l’inerzia e migliorano la chiusura in curva.

Ergonomia da supermotard, controllo totale

La posizione di guida è quella tipica di una motard: manubrio largo, sella alta, moto stretta tra le ginocchia.
Il rivestimento antiscivolo, ispirato alla Panigale V4, offre più grip, mentre la sella ribassata e le sospensioni regolabili rendono la moto più accessibile, anche a piloti di statura media.
Il risultato è un equilibrio perfetto tra controllo, agilità e sensazione di totale sulla moto.

Elettronica di ultima generazione

A gestire la potenza e il carattere ci pensa la nuova piattaforma inerziale a 6 assi, cuore del pacchetto elettronico Ducati.
Include ABS Cornering, Traction Control, Wheelie Control ed Engine Brake Control, tutti regolabili su più livelli.
I quattro Riding ModeRace, Sport, Road e Wet – consentono di adattare la risposta del motore e dei controlli a ogni contesto, dalla pista alla pioggia.
Il nuovo cruscotto TFT da 5” offre tre interfacce (Road, Road Pro e Track) e cambia automaticamente da modalità diurna a notturna.

Sulla SP debutta inoltre il Ducati Power Launch per partenze da dragster e il Pit Limiter per la guida in circuito.
In entrambi i modelli, il nuovo Quick Shift 2.0 bidirezionale assicura cambiate più dirette e fluide.

Accessori e disponibilità

Per chi vuole rendere la propria Hyper ancora più personale, Ducati propone una gamma di accessori firmata Ducati Performance.
Dal doppio silenziatore Termignoni in titanio e carbonio omologato, fino allo scarico completo racing, che regala 3,6 CV in più e toglie 4 kg.
Disponibili anche accessori in fibra di carbonio e alluminio ricavato dal pieno, oltre al Ducati Multimedia System, al navigatore Turn by Turn e al sistema di autocronometraggio Lap Timer Pro con GPS integrato.
Le nuove Ducati Hypermotard V2 e V2 SP arriveranno nelle concessionarie ad aprile 2026 e costeranno, rispettivamente, 15.590 euro e 19.890 euro, franco concessionario.

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