Harley-Davidson Softail il mondo si evolve

Le Harley del nuovo corso sono più moderne, divertenti e anche più belle. Ma il meglio deve ancora venire.

FAT BOB

La Softail di rottura. Quella che i puristi guardano con sufficienza, se non con fastidio… Quella che ha invece più personalità. Quella che, pian piano, anche gli harleysti più fondamentalisti impareranno ad apprezzare e, magari, si metteranno in garage accanto alla Road King o all’Electra. L’avantreno è possente, con la forcella a steli rovesciati, il doppio disco e il ruotone da 16″ gommato 150/80, sovrastato dal farone rettangolare. Nella culla del telaio Softail, si può scegliere se alloggiare il V-twin da 107 oppure da 114 ci. La Fat Bob che ho guidato nell’entroterra andaluso era la versione più corposa: 114 ci (1.868 cc) per 155 Nm a 3.000 giri e 306 kg di peso in ordine di marcia. Comincio subito con quello che meno mi è piaciuto, ossia un avantreno non così ubbidiente nel seguire le traiettorie che hai in testa, soprattutto quando l’asfalto diventa più contorto e “guidato”. Niente da dire sulla sua solidità e sul feeling che trasmette, frenata compresa: è una questione di misure della ruota. La Fat Bobo è una vera bobber, di nome e di fatto. La sua indole sportiva viene a galla quando il raggio di curva cresce in ampiezza. La sella è a 710 mm da terra, le pedane sono piuttosto avanzate, ma il manubrio largo e i riser abbastanza corti garantiscono un buon controllo e permettono di godere di tutta la coppia erogata dal nerboruto bicilindrico (occhio che il controllo di trazione non c’è…). Per aiutare la guida sportiva si può intervenire sul precarico del mono. Regolandolo con il pomello posto sotto la fiancatina sinistra, si può ridurre l’affondamento e rendere più stabile il retrotreno quando si guida allegri e accucciati. La Fat Bob equipaggiata con il Milwaukee Eight da 114 costa a partire da 20. 300 euro.STREET BOBLOW RIDER SSPORT GLIDEHERITAGE CLASSICLIVEWIREKING OF THE HILL