I “ferri” speciali, l’altra faccia di EICMA

Ricco come sempre il padiglione dell’Esposizione dedicato alle moto speciali: da quella cesellata a mano a quella carrozzata con i bidoni dell’olio, si è visto davvero di tutto. Ecco le moto più belle secondo RED

11 novembre 2014 - 8:11

L’EICMA del centenario ha messo in mostra moltissime novità e ha segnato la rinascita di marchi storici importanti, come Matchless e SWM. Lontana da quella delle Case, però, c’è un’altra faccia dell’Esposizione, sempre più ricca e ogni anno più visitata: l’Area Custom, che accoglie il meglio dell’artigianalità italiana (e non solo) in materia di special. Qui non ci sono regole se non quella di partire da una moto classica, meglio se economica, e lasciar spazio alla fantasia e alla voglia di emozionarsi.

Uno degli ospiti più graditi di questa Esposizione è stato certamente Bobby Seeger del team newyorkese Indian Larry Motorcycles, che ha sede a Brooklyn e per la prima volta ha portato in Italia quattro modelli unici di motociclette custom provenienti dal suo shop. Bobby ci ha raccontato la sua storia e abbiamo scoperto che, come il suo compianto socio Indian Larry – che ha dato origine allo stile motociclistico hard-core, combinando classic chopper e moto da corsa hot rod -, anche lui è scultore del metallo e meccanico appassionato. Le trasformazioni infatti cominciano dal telaio, che Bobby è in grado di plasmare come fosse una scultura dando origine a delle vere e proprie opere d’arte su due ruote.


Stile dark, o semplicemente grezzo, come ci racconta il capo officina Matteo per le moto firmate da Punto di Fuga – PDF Motociclette. A ben guardare, però, di grezzo tra le due ruote esposte c’è ben poco. Anzi, spiccano veri e propri gioielli tra cui carrozzerie cesellate a mano e una rarissima Vincent del 1951 (che per anni con i suoi 183 km/h di velocità massima è stata la moto di serie più veloce al mondo) a cui è stato aggiunto un cilindro, passando da 500 a 1000 centimetri cubi, e dotata di bellissimi cerchi in alluminio a raggi senza nippli.

“Dammi un bidone e ti faccio la moto”: potrebbe essere questo lo slogan di Vibrazioni Art Design, che realizza le scocche e le sovrastrutture delle moto dei clienti con le latte ricavate da vecchi bidoni dell’olio. Tutto a mano, lasciando originale il colore delle latte per un risultato davvero di effetto. Come quello della Honda CB750 esposta, dalle linee aggressive e corsaiole, frutto della lavorazione di un pezzo unico di lamiera che va dal serbatoio fino al codino.

 

La sfida di Andrea di Radical Chopper era di realizzare un “prodotto di livello” partendo da una base modesta come può essere quella di una BMW R 65. A noi sembra proprio che ci sia riuscito, visto che di carrozzerie in alluminio ribattute completamente a mano e impreziosite da componenti in ottone non se ne vedono in giro molte. Belle, poi, le piastre forcella e la ruota posteriore lenticolare ricavate dal pieno.

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