Italjet Dragster, lo scooter che si sente una Superbike

Non è moto, non è scooter… Per Italjet è una Urban SuperBike. Le prime consegne sono previste per la fine dell’anno.

Dopo aver sfilato nel 2018 a EICMA come concept e nel 2019 in veste di prototipo, l’Italjet Dragster torna ad animare l’edizione 2021 della kermesse milanese, in veste stavolta definitiva. Il modello di serie mantiene in tutto e per tutto le forme audaci del prototipo. Le linee richiamano subito alla memoria l’omonimo mezzo che fece scalpore negli Anni 90.

A GRANDE RICHIESTA

La Casa bolognese si è decisa a rompere gli indugi, spinta dall’entusiasmo degli addetti ai lavori e del pubblico, stregati dalle sovrastrutture minimaliste. L’Italjet Dragster lascia ben poco all’immaginazione e mette in bella mostra il telaio a traliccio, integrato da piastre in alluminio pressofuso. Il vero pezzo forte è però l’avantreno, che segna un’evoluzione dell’esclusivo SIS di antica memoria. Questa sigla identifica il Sistema Indipendente di Sterzo, che divide appunto l’azione sterzante da quella ammortizzante con uno spettacolare braccio in alluminio a sorreggere la ruota anteriore.

Italie Dragster 2021 red

AL VIA GLI ORDINI ONLINE

La produzione dell’Italjet Dragster è iniziata da qualche settimana e i primi esemplari arriveranno su strada già prima della fine dell’anno. Due le versioni previste, da 125 e 200 cc, spinte da motori bialbero Euro 5, rispettivamente con 13 e 18 CV. I loro prezzi sono fissati rispettivamente a 5.499 e 5.799 euro. In Italia la commercializzazione sarà affidata a una rete di cinquanta concessionari mentre all’estero e dealer ufficiali saranno una quarantina. In questo periodo è possibile prenotare lo scooter direttamente sul sito della Casa, con tempi di consegna stimati di circa novanta giorni. Tre sono  le colorazioni a catalogo: Red, Yellow e Black. Alla fine del 2022 arriverà poi una versione elettrica, il Dragster#e01.

Italie Dragster 2021 giallo nero

SU MISURA

Per dare ai clienti la massima libertà di personalizzazione la Casa bolognese in via di definizione un vasto catalogo di accessori originali e ha stretto una partnership con aziende di componentistica molto blasonate. Akrapovic ha per esempio studiato due terminali di scarico ad hoc, uno omologato e uno racing, mentre Malossi propone frizioni, gruppi termici ed elettronica ad alte prestazioni. Brembo e Öhlins firmano poi impianti frenanti e sospensioni degni di vere moto sportive stradali. Non c’è insomma da stupirsi del fatto che la Italjet usi per il suo scooter la definizione di Urban Superbike.