Kawasaki, torna il turbo sulle moto

A sorpresa (ma non troppo) Kawasaki presenta al Tokio Motor Show il prototipo di un motore turbo per moto. Tornano alla memoria le moto sovralimentate degli anni 80, ma sarà tutta un’altra storia

Non è una boutade, un colpo ad effetto, uno show da salone. Quello esposto al Tokio Motor Show da Kawasaki è il motore del futuro. Piccolo, compatto, leggero e… turbo. Sì, proprio così: effettivamente pare che i tempi siano maturi per una nuova generazione di motori turbo per le moto. Del resto il mio insider in Kawasaki lo andava dicendo da tempo che ad Akashi stavano lavorando su una soluzione del genere: il traguardo sembra essere più vicino di quel che si creda. La sovralimentazione sulle moto non è mai realmente decollata ma nemmeno è mai stata completamente abbandonata, soprattutto dai preparatori, che con le turbine ci hanno sempre giocato. Dalle Gilera con compressore degli anni ‘30 siamo passati alle moto turbo degli anni 80, che non erano esattamente il massimo della guidabilità.

Allora era una moda, più che altro (e la Kawasaki fu una delle migliori esponenti con la sua GPz 750 da ben 112 cv…), ma anni dopo la tecnologia della sovralimentazione ha compiuto passi da gigante. Il turbo torna di prepotente attualità, ovunque, anche in Formula 1 (dall’anno prossimo sui motori delle monoposto), ma soprattutto sulle auto di prodizione (leggi qui l'articolo sulle nuove compatte turbo).

Basti pensare ai nuovi piccoli motori sovralimentati che già alloggiano sotto i cofani delle auto dei giorni nostri e che hanno nel turbocompressore un fido alleato. Ford Ecoboost su tutti (se non lo avete provato, fatelo), i nuovi motori benzina turbocompressi dimostrano con i fatti che se si cercano alte prestazioni in dimensioni e cilindrate compatte questa è l’unica strada percorribile. Percorribile anche dalle moto? Anche dalle moto, molte delle quali ormai sono malate di gigantismo a causa di motori che rincorrendo prestazioni “asciugate” da limiti di emissuoni sempre più stringenti e da carburazioni sempre più magre non trovano altro modo che crescere di cilindrata. 

Fateci caso: le 600 sono diventate 800, le 750 sono diventate 1.000, le 1.000 sono diventate 1.200, poi ci sono le 1.500, 1.700 e così via. E in futuro sarà pure peggio perché l'Euro4 incombe minacciosa. Ma un limite ci deve essere, perché le moto non sono come le auto e se cresce il motore crescono i pesi. E poi anche nelle auto lo hanno capito, il downsizing imperversa, le cilindrate scendono e le potenze salgono.

Un motore più piccolo con un turbocompressore non impone rinunce e offre molti vantaggi. Le nuove tecnologie consentono di annullare il turbo-lag (il ritardo nella risposta che ha ucciso auto e moto turbo degli anni ‘80), mentre le evoluzioni dell’iniezione elettronica e del Ride by Wire possono rendere l’erogazione gestibile. L’idea di Kawasaki è quindi tutt’altro che campata in aria: un motore 4 cilindri 600 cc, che pesa come un 600 cc ma offre prestazioni e coppia come e meglio di un 800-900 e consente di realizzare una moto leggera e molto performante. Il Turbo sta per tornare…