Prova Kawasaki J300

Tanti dettagli sviluppati ad hoc sulla base del Kymco Downtown: così Kawasaki entra di slancio nel mondo degli scooter. Prezzi a partire da 4.730 euro franco concessionario

20 gennaio 2014 - 9:01

Perché comprare il nuovo Kawasaki J300 invece del Kymco Downtown da cui deriva? Domanda legittima, considerato che la base tecnica – telaio e motore in primis – sono quelli del commuter taiwanese, uno scooter affidabile e apprezzato. La risposta potrebbe spaziare dalle valutazioni sulla notorietà del marchio alle suggestioni racing, che alla Casa giapponese sono particolarmente affini. In realtà, più semplicemente, il J300 è frutto di un percorso d’evoluzione durato circa 18 mesi, che ha permesso di migliorare il Downtown in piccoli ma significativi aspetti.

Che Kawasaki entri nel mercato degli scooter, dopo anni in cui ha orgogliosamente negato alcun interesse in tal senso, lo spiegano i numeri: in Europa parlano di una ripida parabola discendente per le moto, tanto più significativa in Italia, dove in passato sono stati raggiunti risultati eclatanti, con la stessa Kawasaki assoluta protagonista, grazie a modelli-simbolo come la naked Z750 e le bicilindriche ER-6n e ER-6f. Ora che l’eco di quei successi si è purtroppo spenta, avere uno scooter in listino – il primo di una gamma, questa è una certezza – è una necessità più che una scelta. Con approccio pragmatico la Casa giapponese ha ritenuto di evolvere un prodotto già collaudato, piuttosto che partire dal pur affascinante concept presentato al Salone di Tokyo e trovarsi a gestire progettazione e sviluppo da zero, con tempi e costi che sarebbero inevitabilmente cresciuti. Ecco, allora, l’accordo con Kymco, costruttore di Taiwan che si è affermato sul mercato europeo e italiano in particolare, e che vanta altre prestigiose collaborazioni, ad esempio con BMW Motorrad per la realizzazione del motore degli scooter C 650 GT e C 600 Sport.

Pragmatici in Kawasaki, l’abbiamo detto, ma non superficiali. Ci è voluto un anno e mezzo per completare il progetto, che ha visto la divisione europea con sede in Olanda e soprattutto la filiale italiana in primissima linea: vengono da Milano, infatti, buona parte delle specifiche che hanno (in parte) trasformato il Downtown nel J300. Dettagli che puntano a fare la differenza: ad esempio forma e imbottitura della sella, mappatura del motore di 299 cc da 28 cv, leve al manubrio regolabili, strumentazione, regolazione di forcella e ammortizzatori, pedane di ispirazione motociclistica per il passeggero. Anche le finiture risultano nel complesso più curate rispetto a quelle del modello di partenza: insomma, se è vero che la sostanza non cambia radicalmente, è altrettanto vero che il J300 riesce a farsi apprezzare proprio in virtù della maggior attenzione dedicata ai particolari. Anche la linea beneficia degli affinamenti: il citato concept del Salone di Tokyo è ancora molto lontano per fascino, ma lo stile che distingue le sportive Ninja fa capolino, almeno come ispirazione, affiancando colorazioni tradizionali quali quelle argento e nero, alla Special Edition bicolore che collezionerà senz’altro più ordini, grazie agli inserti in verde Kawasaki. 

RIDE
Per provare il J300 l’appuntamento è quello, imperdibile, con spiagge e scogliere dell’Oceano Atlantico, in Portogallo. Il percorso del test prevede numerosi tratti cittadini ma si snoda anche lungo belle strade collinari: l’occasione è propizia, quindi, per verificare il comportamento del nuovo scooter Kawasaki al limite. La posizione in sella lascia parecchio spazio alle gambe; la pedana piatta, opportunamente svasata nella parte centrale, consente il facile appoggio dei piedi a terra. Il manubrio ha un look specifico, con un rivestimento che aggiunge grinta motociclistica, al pari delle manopole dall’aspetto sportivo. Buona la leggibilità della strumentazione marchiata Kawasaki e completa di contagiri.

L’avviamento è pronto, al pari dello spunto da fermo, una delle qualità irrinunciabili per uno scooter di media cilindrata come il J300. Che è anche piuttosto maneggevole: si muove bene nelle svolte tipiche dei percorsi cittadini, evidenziando fin dai primi chilometri un assetto più equilibrato rispetto al Kymco Downtown. Alla rigidità probabilmente eccessiva di quest’ultimo si contrappone, infatti, la capacità del J300 di mantenere rigore direzionale senza rinunciare al comfort. Tra i miglioramenti introdotti da Kawasaki quello dell’assetto è, insieme alle finiture migliorate, il più sensibile, almeno se il confronto è con il modello 2013 del Downtow. Lasciata alle spalle la città, il J300 permette di mantenere medie autostradali interessanti, grazie alla discreta protezione dall’aria, alle vibrazioni tutto sommato ridotte per questa tipologia di veicolo e alla posizione in sella indubbiamente ben riuscita. Per chi cerca qualche gratificazione anche quando guida uno scooter, il nuovo Kawasaki offre divertenti cambi di direzione tra le curve di medio raggio, dove dimostra di apprezzare un approccio “sportivo”; sui curvoni, invece, bisogna lavorare di gas per evitare qualche piccolo ondeggiamento, magari innescato dall’asfalto ondulato. I freni sono stati oggetto di uno specifico intervento, con pinze marchiate dalla Casa e ABS opzionale, montato sugli esemplari in prova: la risposta alla leva è meno spugnosa della concorrenza e offre, quindi, maggior confidenza, consentendo di ritardare la frenata, come è stato possibile verificare durante il test, caratterizzato da lunghi tratti umidi o bagnati.

Spazio alla praticità con lo sportello posto sul lato sinistro del retroscudo: privo di serratura, ospita una presa di corrente 12V a cui collegare un adattatore per la ricarica di apparecchi elettronici come smartphone e lettori MP3; sul tunnel centrale trova posto il tappo del carburante (con serratura), protetto da uno sportello incernierato con una certa superficialità. Anche il vano sottosella è stato reso più funzionale, con la batteria spostata nella zona posteriore per renderla più accessibile e la luce di cortesia a filo del vano stesso, in modo che sia utile anche a pieno carico. La capacità di carico è discreta: casco integrale e portadocumenti formato A4.

E i prezzi? Il J300 nelle colorazioni Silver Metallizzato e Nero Metallizzato costa 4.730 euro f.c.; la versione Special Edition con fregi verde Kawasaki è in listino a 4.880 euro. L’ABS è optional per tutte le versioni e costa 400 euro in più: da notare che il J300 è l’unico modello della gamma Kawasaki 2014 che non preveda l’antibloccaggio di serie. Rispetto al Kymco Downtown, offerto a 4.200 euro f.c., il prezzo è superiore; va considerato, inoltre, che molte delle modifiche sviluppate per il J300 presumibilmente sono state introdotte sulla gamma 2014 della Casa taiwanese. Di conseguenza i potenziali clienti si troveranno di fronte a una scelta non facile, che dovrà considerare numerosi aspetti.

Per partire con il piede giusto, fino al 15 febbraio 2014 Kawasaki include nel prezzo 2 anni di estensione della garanzia ufficiale e il bauletto completo di cover in tinta. Come stanno andando gli ordini? Le concessionarie della Casa hanno apprezzato il nuovo arrivato, ordinando già 1.000 esemplari per il mercato italiano.

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