Non è la prima volta. KTM aveva messo il piede nel Mondiale agli albori della MotoGP, quando forniva i motori alle KR del team di Kenny Roberts. Un’esperienza non felicissima ma che è servita ai motoristi di Mattighofen per acquisire conoscenze tecnologiche poi riversate nella produzione. Quel V4 è ancora esposto all’interno degli uffici dell’headquarter austriaco.

Ora KTM ha intenzione di tornare e, come sua abitudine, vuole farlo da protagonista, restando però fedele a scelte tecniche radicate. Niente alluminio, ad esempio: in Austria sono convinti da anni che si possa fare a meno del telaio in alluminio, vincendo comunque. Hanno continuato con l’acciaio nell’off road (e tutti sanno come vanno le moto arancioni), hanno riportato l’acciaio nella velocità con la Moto3 (che ha vinto al debutto) e sono convinti che il telaio a traliccio in acciaio possa essere vincente anche nella massima categoria. Cosa del resto già dimostrata  dalla Ducati Desmosedici. I vantaggi dell’acciaio? Versatilità estrema e possibilità di realizzare in tempi brevissimi ciclistiche diverse (più elastiche o rigide) semplicemente cambiando diametro e spessore dei tubi. Non male quando occorre assecondare le richieste dei piloti e adattare la moto alle specificità dei tracciati.

Il motore sarà un V4, molto probabilmente a V stretta come da tradizione KTM, il che rende chiaro perché la RC16 per certi versi assomigli molto a Honda e Ducati: con un layout motoristico del genere certe scelte sono inevitabili.
Le prime foto ufficiali della RC16 la vedono sul tracciato (manco a dirlo) austriaco del RedBull Ring di proprietà del marchio che sarà al fianco di KTM in questa avventura. Gli austriaci partono con il piede giusto: avere uno sponsor ancor prima di iniziare un’avventura come questa (chiedere ad Aprilia e Suzuki per conferma) non è cosa da poco; inoltre da sempre i tecnici KTM hanno dimostrato di sapere il fatto loro quando si tratta di gare.

L’esordio è stato emozionante: la RC16 guidata da Alex Hoffman ha compiuto diversi giri senza problemi. È già previsto un prossimo test invernale quando ad Hoffman sarà affiancato Mika Kallio, scelto come tester ufficiale. E già si parla di piloti di primo piano, ad esempio di Dani Pedrosa. A fine 2016 scadranno tutti i contratti e nel frattempo KTM avrà tempo di lavorare e dimostrare ai candidati a impugnare il manubrio la competitività della moto. Di sicuro l’intenzione non è quella di esserci per fare numero.