Le migliori moto elettriche

Il mondo dell’elettrico si sta espandendo a macchia d’olio: ogni azienda prova a dire la sua adottando soluzioni innovative e uniche. Ecco le migliori moto elettriche.

27 febbraio 2019 - 10:00

Il mondo dell’elettrico è in continua effervescenza: ogni giorno compaiono nuove aziende, modelli inediti e tecnologie innovative, che permettono di utilizzare batterie e motori sempre più efficienti. Tempo fa abbiamo analizzato i migliori scooter elettrici, ora invece è il turno delle moto. Accolte con giustificata reticenza dai motociclisti vecchia scuola, le moto elettriche attualmente sono un terreno tutto da scoprire: ogni azienda prova soluzioni diverse, alcune mai viste prima, altre volte ispirandosi a chi è nel settore da più tempo. Abbiamo raccolto le migliori moto elettriche e le abbiamo elencate in rigoroso ordine alfabetico: buona lettura.

Arc Vector – 105.000 euro

Arc è una startup inglese (ha sede a Coventry, nel Regno Unito) nata in collaborazione con il gruppo Jaguar – Land Rover. Il loro primo prodotto (ancora in fase di sviluppo) si chiama Vector e oltre a essere elettrica, è la prima moto al mondo capace di connettersi all’abbigliamento (realizzato da Arc) del pilota. Un esempio? Il casco è equipaggiato con head-up display e su questo possono essere visualizzati tutti i dati sullo stato del veicolo e altro (indicazioni del navigatore, notifiche dello smartphone, chiamate, musica,…). Per quanto riguarda la meccanica, il motore è capace di ben 103 kW ed è alimentato da una batteria al Litio Samsung da ben 16,8 kWh, che garantisce un’autonomia di oltre 430 km in un ciclo urbano (200 km in autostrada). Il tempo di ricarica è di appena 30 minuti in modalità FastCharge. Sei le modalità di guida: Road, Rain, Sport, Track, Eco e Euphoric. Il gruppo motore-batteria è abbracciato da un monoscocca in carbonio estremamente leggero e abbinato a due forcelloni (uno davanti, uno dietro). I due monoammortizzatori sono Ohlins di alta gamma, come anche l’impianto frenante: due dischi da 320 mm lavorati da pinze Brembo Stylema. I cerchi sono in carbonio e non mancano ABS Continental e piattaforma inerziale. Il dato relativo al peso è molto interessante: appena 220 kg, che permette alla Vector di superare i 200 km/h.

Energica Eva EsseEsse9 – 21.600 euro

L’Energica Eva EsseEsse9 sfrutta il pacchetto meccanico (ed elettronico) della sorella naked, la Eva. Il motore è un potente sincrono a magneti permanenti con raffreddamento a olio da 109 cv e 180 Nm. Quattro le mappature motore (Urban, Eco, Rain e Sport), altrettante le modalità di frenata rigenerativa (Low, Medium, High, Off). La batteria al Litio garantisce secondo Energica 150 km di autonomia media, che varia a seconda dell’utilizzo e delle mappature. Si carica fino all’85% in soli 30 minuti grazie al sistema FastCharge; per la ricarica completa servono 3 ore e mezza. Il telaio è a traliccio in tubi di acciaio e ha misure compatte, come evidenzia l’interasse di 1.465 mm. Le sospensioni sono di qualità: davanti c’è una forcella Marzocchi USD con steli da 43 mm, dietro un mono Bitubo. Ai freni pensa Brembo con due imponenti dischi da 330 mm e pinze ad attacco radiale; l’ABS è disinseribile. La strumentazione è incentrata sullo schermo TFT a colori. Suggestive le scelte estetiche, che tra le altre cose prevedono una sella con cuciture a vista.

Fantic Cabellero elettrico – prezzo n.d.

La sigla ufficiale è E-Cab e proietta l’azienda veneta nel futuro: attualmente è ancora un concept, ma è molto simile a quella che sarà la versione definitiva, in arrivo a metà del 2019. Il Fantic E-Cab è affine al gemello con motore endotermico ma qui lo spazio dedicato al motore è occupato dal pacco batterie. Queste hanno una capacità di 7,5 kWh e assicurano un’autonomia di 150 km nel ciclo urbano, che scendono a 110 nel ciclo misto e a 90 in autostrada. Il motore è un’unità brushless capace di 11 kW e spinge il Fantic Caballero E-Cab fino a 120 km/h. Valore notevole, figlio anche del dato relativo al peso dichiarato: 147 kg. Il telaio è un monotrave in acciaio e davanti c’è una forcella a steli rovesciati da 41 mm. I cerchi sono a raggi e hanno diametri di 19 e 17 pollici. La sella è a 820 mm, in media con le attuali scrambler.

Harley-Davidson LiveWire – 34.200 euro

Chiacchierata, discussa e immaginata per molti anni, ma ora (forse) finalmente realtà: è l’Harley-Davidson LiveWire, comparsa anni fa in veste di concept ma finalmente all’EICMA 2018 in veste definitiva. Di lei, attualmente, si conoscono il prezzo (elevato) e alcune caratteristiche tecniche: da 0 a 60 mph (96,6 km/h) in 3,5 secondi grazie al motore elettrico chiamato H-D Revelation (di cui tuttavia non si conosce la potenza…in tipico stile Harley). L’autonomia dichiarata è pari a 180 km “di strade urbane”, e questo è quanto: il peso è ignoto. Tra le peculiarità di questo nuovo modello figura il sistema H-D Connect, per collegare il motociclista e la moto attraverso la tecnologia LTE e i servizi cloud, tra cui i promemoria sulla manutenzione programmata e alcuni consigli sulla cura del veicolo. Della dotazione di serie fanno parte la frenata assistita, il controllo di trazione e ovviamente l’ABS. Si parla anche di un sistema di controllo elettronico dell’assetto, gestito sfruttando la piattaforma inerziale.

Kymco SuperNEX – prezzo n.d.

Tra le superbike elettriche, una menzione speciale la merita la nuova Kymco SuperNEX, presentata come concept all’EICMA 2018. Sotto l’aerodinamica carena c’è tanta tecnologia: i dati tecnici sul motore non sono dichiarati, ma si può dire che la SuperNEX sfrutta un possente telaio perimetrale in alluminio e pregiate sospensioni Ohlins. C’è di più: il motore lavora con un cambio a 6 rapporti e le prestazioni della moto sono tenute a bada da quello che Kymco chiama FEP (Full Engagement Performance), di fatto una piattaforma che include ABS (con controllo del sollevamento della ruota posteriore in staccata) e controllo di trazione e dell’impennata. Non è tutto: la Kymco SuperNEX mette a disposizione del pilota 4 diversi riding mode chiamati Adaptive Machine Personalities, che regolano tutti i parametri di motore ed elettronica. Si chiamano Poised, Assertive, Bold ed Extreme, in ordine di potenza erogata e regolazione del freno motore (che ricarica la batteria). Dulcis in fundo, la SuperNEX emula il suono di una classica moto a combustione grazie a delle vere e proprie casse, per soddisfare i nostalgici e farsi sentire nel traffico. Queste le prestazioni dichiarate: 0-100 km/h in 2,9 secondi, 0-200 km/h in 7,5 e 0-250 km/h in appena 10,9 secondi.

KTM Freeride E-XC – 11.746 euro

La KTM Freeride E-XC è una piccola moto da enduro rinnovata sotto molti aspetti per il 2019. Sfrutta un motore brushless da 18 kW, più efficiente rispetto al passato grazie a un nuovo rivestimento termico posizionato tra lo statore e il carter. Nuovo anche il PowerPack (compatibile con le precedenti versioni), che grazie alle nuove celle agli ioni di Litio prodotte da Sony raggiunge i 3,9 kWh. Cresce di conseguenza l’autonomia, che con mappa Economy arriva a 1 ora e mezza di utilizzo. Oltre alla Economy, sono disponibili altre due mappe: Enduro (potenza massima 16 kW) e Cross (potenza massima 18 kW). Per una carica totale della batteria servono 110 minuti, 75 minuti invece per una ricarica all’80%. La potenza nominale è di 9 kW, per rispettare le direttive della patente A1.

Super Soco TC-Max – 4.599 euro

Tra le moto ideali per districarsi nella giungla urbana c’è anche la Super Soco TC-Max, una naked ricca di stile e tecnologicamente sul pezzo. Possiede prestazioni paragonabili a una moderna 125: se spinta al massimo raggiunge i 100 km/h, mentre la batteria al Litio (asportabile) garantisce 110 km di autonomia alla velocità media di 45 km/h. Per ricaricarla servono 4,5 ore. Il motore brushless, che muove la ruota attraverso una cinghia, è capace di 3 kW (5 kW di picco) e ben 170 Nm (!) e permette di affrontare pendenze estremamente ripide, fino al 17%. Le modalità di guida sono diverse, per massimizzare le prestazioni o l’autonomia a seconda delle esigenze. Massa e dimensioni sono contenute: appena 89 kg per 1.963 mm di lunghezza totale. Il telaio è in tubi con telaietto reggisella smontabile, il monoammortizzatore garantisce progressività attraverso lo schema Cantilever. Le ruote hanno un diametro di 17”, con la possibilità di scegliere cerchi in lega oppure a raggi. I dischi (uno davanti, uno dietro) hanno un diametro di 240 mm e sfruttano un sistema di frenata combinata CBS. Il fanale anteriore è adattivo.

Yamaha TY-E – prezzo n.d.

Presentata al Tokyo Motorcycle Show, la Yamaha TY-E è stata tra le protagoniste del campionato di Trial elettrico. Considerato dove si svolgono le gare di trial (in mezzo ai boschi o nei palazzetti) viene piuttosto naturale pensare che l’adozione del motore elettrico sia una evoluzione logica. Ancor più naturale se si considerano le caratteristiche richieste a un motore per essere efficace in questa particolare disciplina. Tanta coppia, tutta subito. Esattamente le caratteristiche di qualunque motore elettrico. Resta l’incognita del peso, perché le moto da Trial devono essere delle piume e le batterie potrebbero essere un problema. Non per Yamaha che per la TY-E annuncia un peso inferiore ai 70 kg grazie a una compatta batteria (le trial non hanno esigenza di grandi autonomie, stanno più tempo ferme che in movimento…) alloggiata all’interno del telaio monoscocca in carbonio. A differenza della maggior parte delle moto elettriche la TY-E utilizza anche una frizione, per aiutare il pilota a gestire le condizioni di equilibrio tipiche del Trial.

Zero Motorcycles SR/F – 20.990 euro

 

La nuova Zero SR/F, taglio estetico da naked moderna, ha una scheda tecnica chiara: 110 cv, 190 Nm di coppia per una velocità massima di 200 km/h e autonomia (con il range extender) che permette di raggiungere i 320 km. Il tutto condito da un peso massimo nell’ordine dei 220 kg. I tre moduli della batteria sono indipendenti e permettono di raggiungere la capacità del 95% in un’ora. A contribuire al progetto Zero SR/F c’è Bosch, che con la piattaforma MSC gestisce i livelli di controllo di trazione e i vari Riding mode – quattro di serie. Della partita sono anche sistema il operativo Cypher III per la gestione della connettività e le sospensioni marchiate Showa completamente regolabili. Si continua con un telaio a traliccio in tubi d’acciaio, forcellone asimmetrico, freni con pinze ad attacco radiale e trasmissione a cinghia.

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