Lanciate lo scorso anno (leggi la prova), le Moto Guzzi V9 sono state aggiornate in pochi dettagli, affinamenti per modelli già ben riusciti alla loro prima “edizione”. Il bicilindrico trasversale a V di 90° di 850 cc con distribuzione a due valvole è al centro del progetto. Pur derivato dallo “Small Block” della V7 ha tanti componenti diversi e va considerato di conseguenza un motore del tutto nuovo: cilindri, pistoni, bielle, testata – ridisegnata con camere di combustione progettate per ottenere l’omologazione Euro4, risultato interessante per un motore raffreddato ad aria -, frizione a secco irrobustita, cambio con nuovi rapporti per prima e sesta, trasmissione con albero a doppio giunto disassato per lasciare spazio a pneumatici di sezione maggiorata.La distribuzione è ad aste e bilancieri, con due valvole per cilindro. Ad abbattere le emissioni inquinanti concorre il sistema di immissione d’aria nei condotti di scarico, abbinato al catalizzatore trivalente e a due sonde Lambda. La frizione monodico a secco (diametro 170 mm) è abbinata al cambio a sei marce e alla trasmissione finale ad albero cardanico.

Il bicilindrico raggiunge 62 Nm di coppia a soli 3000 giri/min, con la potenza che si attesta a 55 cv a 6250, valore interessante se si considera che il peso in ordine di marcia si ferma a 199 kg. Non manca la versione depotenziata per la guida con patente A2.

V9 Roamer – 9.990 euro franco concessionario

A prima vista meno carismatica della V9 Bobber, la Roamer punta sulla polivalenza e sulla facilità di guida. Sviluppata in collaborazione con il PADC (Piaggio Advanced Design Center), il centro stile guidato da Miguel Galluzzi che dalla California intercetta tendenze e anticipa il futuro, ha un aspetto classico ed elegante, a cui concorre in modo determinante il motore bicilindrico. I cerchi sono di 19 pollici davanti e 16 dietro, verniciati in nero opaco e trattati con finitura diamantata. Semplice ma d’impatto la strumentazione con singolo quadrante a sezione tonda.

Per il 2017 la V9 Roamer cresce nel comfort, con la posizione in sella rivista per essere più rilassata e comoda. La sella è nuova, più imbottita; le pedane sono state spostate in avanti e alzate, per aumentare lo spazio a disposizione di chi guida. L’ampio manubrio rialzato e l’altezza della seduta di 785 mm danno un’idea degli obiettivi di progetto, volti a garantire quella versatilità che ha permesso ad esempio alla Nevada di spaziare dal traffico ai viaggi, e che la V9 Roamer vuole replicare.

Buone notizie anche per il peso dichiarato in ordine di marcia: 199 kg, sotto la soglia di una moto di media cilindrata e in contro tendenza rispetto a tanti modelli custom, che hanno proprio nel peso elevato uno dei limiti. Tre le versioni di colore: Giallo Solare con grafica nera su parafanghi e serbatoio; Bianco Classico con grafica rossa e Rosso Rubino con grafica bianca.

V9 Bobber – 10.390 euro franco concessionario

In Moto Guzzi la definiscono “custom sportiva”, ma la V9 Bobber non soffre certo delle cinematografiche “allucinazioni competitive”: al contrario punta tutto sul piacere di guida, sull’approccio rilassato e senza stress tipico delle custom. E sulla colorazione quasi integralmente nera opaca, denominata Nero Massiccio, per una delle due versioni di colore; l’altra è Grigio Sport. Perché eleganza e carattere sanno essere sobri. Avanti quindi con il “dark Matt” sul gruppo di scarico, gli specchi retrovisori e i parafanghi metallici. Sui fianchetti e sui cerchi, entrambi da 16 pollici e con l’anteriore che monta lo pneumatico con spalla maggiorata (130/90). Nere le molle della coppia di ammortizzatori. Solo il serbatoio stacca, con un bell’argento che nella zona superiore lascia spazio a motivi grafici in rosso opaco.

Rispetto alla V9 Roamer è diversa la posizione di guida, con il manubrio basso di tipo drag bar, ovviamente nero opaco, e le pedane in alluminio arretrate di 100 mm e rialzate di 35; tra gli optional non manca il kit per avanzarle, sottolineando l’origine custom di questo modello. La sella propone un’imbottitura più ricca, a vantaggio del comfort, ed è a soli 785 mm da terra, quindi accessibilissima. C’è spazio anche per il passeggero, che però può essere sacrificato in nome dell’estetica rimuovendo le pedane dedicate e trasformando la V9 Bobber in monoposto.

Gli accessori meriterebbero una specifica prova, vista la quantità e la varietà delle proposte. Per la V9 Roamer, ad esempio, è possibile valorizzare le potenzialità turistiche con il set di borse laterali in pelle e la borsa da fissare al portapacchi cromato. Tanti gli accessori in alluminio ricavati dal pieno, tra cui il tappo del serbatoio completo di serratura, le manopole, le leve freno e frizione, gli specchi retrovisori.

Sulla V9 Bobber uno degli accessori più interessanti è la sella monoposto, che contribuisce a valorizzare il design. Non manca l’impianto di scarico più sportivo ma comunque omologato e tantissimi particolari in alluminio, ricavati dal pieno. Cupolino e portapacchi, invece, guardano a chi cerca capacità di carico e comfort.

Su entrambi i modelli figura tra gli optional la piattaforma multimediale MG-MP, che tramite smartphone (sistemi operativi iOS e Android) permette di accedere a una vasta serie di informazioni e di visualizzarle, tra cui tachimetro, contagiri, potenza istantanea, coppia istantanea, consumo istantaneo e medio, velocità media e voltaggio batteria, accelerazione longitudinale e trip computer esteso. Interessante la funzione “Eco Ride“, che aiuta a mantenere uno stile di guida quanto più possibile attento ai consumi. La funzione “Grip Warning” informa sulle condizioni di aderenza, mentre è possibile impostare una soglia di inclinazione della moto, velocità di percorrenza e giri motore. La MG-MP è utile e strizza l’occhio all’intrattenimento, grazie alla facilità di fruizione e all’interfaccia smartphone.

Della dotazione elettronica fa parte l’ABS a due canali, e il MGCT (Moto Guzzi Controllo di Trazione) su due livelli, disinseribile, che interviene sull’anticipo. Di serie l’immobilizer e la presa USB di ricarica sotto il cannotto di sterzo, per ricaricare dispositivi di vario genere. Semplice la strumentazione, con il tachimetro analogico integrata dal display digitale che fornisce tutte le altre informazioni utili, tra cui il regime di cambiata che può essere personalizzato.

 

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