MV Agusta F3 800

Cresce la sportiva di media cilindrata MV che tocca quota 800 (cc) e 148 (cv) restando leggerissima. La nuova MV Agusta F3 800 sfida le maxi senza timori reverenziali. A un prezzo di 13.990 euro

4 giugno 2013 - 22:06

Qualche mese fa ero in MV: era da poco arrivata sul mercato la Brutale 800 e parlando con l’ingegner Cassinelli (responsabile dei motori) dissi: "Se mi date una F3 con questo motore io vado a correre contro le 1.000". Cassinelli mi guardò, si mise a ridere e se ne andò. Non capivo se mi stava prendendo in giro o se quella di fare una F3 800 non era solo una mia idea… Ora l’ho capito, e infatti eccola qui, la nuova midimaxi MV Agusta. Midimaxi perché nel corpo (e peso) di una Supersport, la F3 800 riesce a far stare le prestazioni di una (quasi) Superbike, con il gustoso condimento di una piattaforma elettronica di primo piano.

Ebbene sì, MV Agusta ne ha fatta un’altra. In un momento in cui sono le novità a tenere in piedi il mercato, MV ne sforna a raffica, con un impegno tecnico davvero mostruoso ma che è valso una crescita delle moto vendute del 90,5% nei primi mesi del 2013 rispetto a quelli del 2012 e un aumento del 2% di quota di mercato. Se si tiene conto del solo segmento moto, MV Agusta è, al momento, davanti a Suzuki, Aprilia, Moto Guzzi quanto a numeri di vendita. Per come è strutturata MV Agusta non è affatto poco!

La F3 800 non è che l’ultimo tassello di una gamma, quella delle tre cilindri, che sta dando enormi soddisfazioni (anche nello sport con il podio mondiale di Roberto Rolfo), e non sarà nemmeno l’ultimo, visto che a settembre è attesa la Rivale. Ma andiamo a bomba sul nuovo progetto MV. Nuovo in parte, ovviamente, perché la base ciclistica della F3 800 è condivisa con la 675, da cui la nuova moto eredita il compattissimo telaio (solo 1.380 mm di interasse), il monobraccio, le sospensioni e le ruote. Cambiano i freni, che per l’occasione si potenziano con l’arrivo delle pinze Brembo monoblocco.

Non cambiano le sospensioni: forcella Marzocchi con steli di 43 mm di diametro e monoammortizzatore Sachs, entrambi però con un settaggio specifico.  Non cambia, e non è poco, nemmeno il peso, che si ferma a 173 kg, cosa che rende la guida della 800 più simile a quella di una Supersport che a quella di una Superbike.

Il motore è un'altra storia: stessa leggerissima base, (il progetto è nato per arrivare fino agli 800 cc e il motore completo pesa 52 kg), cresce la corsa da 45,9 a 54,3 mm (invariato l’alesaggio a 79 mm) per un propulsore leggermente meno superquadro e più ricco di coppia, che infatti aumenta fino a 88 Nm a 10.600 giri. Soprattutto cresce la potenza fino a toccare quota 148 cv, 20 in più rispetto al motore 675, per una velocità massima di 269 km/h effettivi. La F3 800 naturalmente eredita dalla 675 tutta la piattaforma elettronica MVICS (Motor & Vehicle Integrated Control System), che prevede Ride By Wire integrale multimappa (una delle 4 è personalizzabile dal pilota), controllo di trazione tarabile su 8 livelli e cambio elettronico EAS, ovviamente con tarature ottimizzate per la nuova cilindrata.

Un cuore quasi da 1.000 in un corpo da “600”: la ricetta non è nuova ed è la stessa che ha creato il mito della Suzuki GSX-R 750 (molto più venduta della 600) e che ora MV ripropone con una moto che davvero su certi circuiti potrebbe infastidire le maxi. Perché con un rapporto peso potenza del genere (1,17 kg/cv-) la F3 800 si offre come moto estremamente performante ma più godibile su strada rispetto alle 600 e con prestazioni più a misura d’uomo rispetto alle furibonde 1.000. A molti, infatti, fanno gola i 200 cv, ma non tutti sono poi in grado di gestirli. Le moderne superbike vanno fortissimo, ma sono anche fisicamente e psicologicamente impegnative. Per questo motivo una 800 potrebbe essere la soluzione giusta per parecchi motociclisti sportivi, sensibili anche al fattore prezzo che per la F3 800 si ferma a 13.990 euro.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

BMW Motorrad On the Road 2020

Benelli TORNADO NAKED T 125, bianca e verde, still life con modelli davanti a murales

Mercato due ruote: torna il “+” ma la crisi è profonda

Museo Ducati, (ri)nato il 4 luglio