Vyrus Alyen Ascanio Rodorigo

Vyrus Alyen
L’aliena made in Italy

Ennesima follya di Ascanio Rodorigo, la Alyen esapera il concetto tecnico di nato con la Bimota Tesi e grazie al genio di Adrian Morton esaspera anche il design. Moto Alyena per chi cerca qualcosa di assolutamente unico e di extraterrestre ha anche il portafogli

5 aprile 2020 - 19:53

BOTTEGA HI-TECH

Se parlate con Ascanio Rodorigo (fondatore e project manager della Vyrus) o semplicemente visitate il sito della piccola factory italian, vedrete che il suo atelier viene definito una bottega di artigianato motociclistico. Definizione corretta, perché a Coriano le moto non si costruiscono, si creano proprio come nelle botteghe di un tempo falegnami e fabbri creavano pezzi unici. Solo che nella bottega di Ascanio si lavora su materiali come alluminio, magnesio, carbonio. Creando moto uniche, su misura, fatte a mano, una per una, per clienti che non hanno problemi a spendere cifre ben superiori ai 50.000 Euro per guidare qualcosa di italiano e di unico.

DUE FORCELLONI

Unico non solo da vedere, ma anche per il tipo di guida visto che la Vyrus che riprende ed evolve il brevetto che l’ingegner Marconi sviluppò per la Bimota, marchio oggi in orbita Kawasaki che ha presentato lo scorso Eicma un nuovo progetto di Tesi. Il suo forcellone anteriore, capace di separare completamente la funzione sterzante da quella ammortizzante offre sensazioni di guida totalmente differenti da quanto attualmente c’è in circolazione. Ma l’idea non è certo così visionaria se in passato anche Honda (con il brevetto Elf se ne occupò correndo anche nei GP).

UN PO’ DI STORIA

Fino ad oggi la storia della famiglia Vyrus è raccontata da quattro modelli: la 984 C3 2V motorizzata con il bicilindrico Desmodue ad aria da 100 cv, la 985 C3 4V con motore il Testastretta 999 cc da 155 cv , la 987 C3 4V motorizzata con il Testastretta Evoluzione da 1198 cc e 185 cv. Unico “tradimento” al mondo Ducati, la 986 M2 motorizzata Honda CBR 600 con cui Vyrus si è cimentata nel CEV Moto2.

PRIMO AMORE

La Alyen torna al primo e forse unico amore di Vyrus: il bicilindrico Ducati. Questa volta arriva nella sua configurazione più “Hard Core” ovvero il Superquadro 1285 cc della Panigale 1299 che in questa configurazione -realizzata appositamente per Vyrus in 20 unità e omologata Euro 5- arriva ad erogare 205 cv. Il che pensando che la Alyen butta sulla bilancia un peso di 165 kg in ordine di marcia (senza benzina nel serbatoio) fa ben capire di cosa stiamo andando a parlare.

LA VYRUS PIÙ ESTREMA

Come detto la Alyen estremizza il concetto Vyrus non solo per le prestazioni, ma anche per i materiali. Quasi tutti gli elementi funzionali comprese le due “omega” che fungono da collegamento tra forcellone anteriore e monobraccio sono realizzate in magnesio (materiale molto delicato ma ultimamente più utilizzato perché si riesce a renderlo meno sensibile a con trattamenti particolari). Soluzione che consente un risparmio di peso del 30% rispetto alle leghe di alluminio.

UNO STERZO RIVOLUZIONARIO

Anche il sistema di sterzo rappresenta una evoluzione. Il meccanismo sviluppato da Vyrus combina un sistema con due condotti idraulici e cavi in acciaio legati alle estremità del manubrio e collegati rispettivamente ai lati della ruota. I cavi viaggiano un una guaina riempita con un fluido a base di nano particelle. Il sistema è ridondante e se anche si rompesse un elemento, il suo opposto è in grado di svolgere le stesse identiche funzioni mantenendo quindi inalterata la sicurezza.

ESOTERICA

Il festival del materiale di pregio non finisce certo qui, i cerchi sono realizzati in materiale composito, hanno razze di solo 5 mm di spessore, tutte le sovrastrutture sono in carbonio UD (tessuto ottenuto con filamenti unidirezionali), perfino la sella, insolitamente bassa per una Vyrus, solo 800 mm da terra, è cucita a mano sul una base di carbonio. Per capire la maniacalità con cui è stata concepita questa moto basti pensare che il manubrio nasconde al suo interno tutti i tubi olio e i cavi elettrici, ha funzione di comando della ritrasmissione del moto ai cavi dello sterzo.

CARBOCERAMICA

E se dire che Öhlins firma gli ammortizzatori (con un inedito posteriore di tipo Thru-Rod), e Brembo i freni appare in questo caso quasi scontato, l’elemento di interesse sono ancora una volta è il livello di performance dei materiali che trovate sulla Alyen. Potete scegliere se montare dischi in materiale carboceramico oppure i T-Drive a pista bassa derivati che si utilizzano nel mondiale Superbike, anche le pinze sono racing realizzate con tecnologia CNC. Tutto questo senza dimenticare l’elettronica che sfrutta ride by wire piattaforma inerziale e, ovviamente, ABS.

ALIENA IN TUTTO E PER TUTTO

Di normale sulla Alyen non c’è proprio nulla, normale che Adrian Morton (designer a cui si devono molte belle moto italiane) abbia pensato a qualcosa di estremo disegnando per la nuova Vyrus linee veramente spaziali, di certo fuori a ogni logica a cui siamo abituati a pensare. Ma del resto di logico, in una Vyrus c’è ben poco. Nemmeno il prezzo. Che non c’è, se siete interessati chiedetelo direttamente a loro.

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