Prova Aprilia RSV4 R ABS 2013

Più potenza, più coppia. Un’elettronica incredibile, ai limiti della perfezione. E l’ABS sportivo, così efficace che in pista… sparisce! Benvenuti sul pianeta RSV4 R ABS. A 18.390 euro

L’oceano è una brezza. Il rombo del motore una melodia. Estoril, Portogallo: a pochi chilometri da Lisbona ci attende per un test rapido e inatteso la Aprilia RSV4 R ABS model year 2013, l’ultima nata a Noale. Schierata ai box, con le Pirelli Supercorsa SP avvolte nelle termocoperte, c’è anche la versione Factory ABS, provata poche settimane fa ad Aragon, in un appassionante confronto con la moto ufficiale di Max Biaggi. Il nuovo anno porta con sé una grande novità, l’ABS sportivo, accompagnato però da miglioramenti che definire di contorno sarebbe decisamente riduttivo. Gli interventi, infatti, si sono estesi all’impianto frenante, alla forma e alla capienza del serbatoio, al controllo di trazione e in generale alla gestione elettronica, per finire con il terminale di scarico rivisitato nei passaggi interni. Il risultato? Una RSV4 ancora più veloce, potente, sicura e bella da guidare, quindi al massimo delle sue potenzialità, culmine di un progetto che ha permesso alla Casa veneta e al Gruppo Piaggio di conquistare quattro titoli mondiali, suddivisi tra classifica costruttori e classifica piloti. Proposta come è ormai tradizione in due versioni, Factory e R, le nuove RSV4 ABS costeranno rispettivamente 22.390 euro f.c. e 18.390 euro f.c.LIVEIl motore quattro cilindri a V di 65° cresce in potenza (+4 cv) e coppia (+2 Nm), conquistando quota 184 cv (135,3 kW) e 117 Nm, valori identici per entrambe le versioni, a dispetto della presenza sulla Factory dei cornetti di aspirazione ad altezza variabile. Il V4 è stato abbassato nel telaio di 5 mm, sfruttando la possibilità di regolazione di serie sulla versione più esclusiva e costosa, definita in fabbrica sulla R; anche il fulcro della forcellone è stato abbassato di 5 mm e di consueguenza la sella è ora posta a 840 mm da terra. Comune è il nuovo impianto frenante con pinze Brembo M430 monoblocco a fissaggio radiale e 4 pistoncini, riferimento assoluto per le supersportive. Differenti, invece, forcella e ammortizzatore: Öhlins sulla Factory, Sachs sulla R, con le stesse regolazioni possibili, compresa la variazione dell’interasse.L’esperienza nelle competizioni ha portato a disegnare un nuovo serbatoio, con la parte posteriore, quella a contatto con il pilota, più alta e verticale, in grado quindi di offrire un maggior sostegno in staccata; la ridefinizione dei volumi ha permesso di ottenere 1,5 litri in più di capienza del serbatoio, raggiungendo i 18,5 litri. Nella stessa zona, ma sotto al serbatoio stesso, è collocato l’ABS, incentrato sull’unità Bosch 9MP, leggera e compatta: l’aggravio di peso è di 2 kg soltanto. Disinseribile in ogni momento direttamente dal cruscotto, l’ABS sportivo della RSV4 2013 offre tre livelli di intervento:- Track (livello 1): nato per la pista ma omologato anche per l’impiego stradale, sfrutta criteri di intervento definito per ottenere le migliori prestazioni assolute;- Sport (livello 2): introduce il sistema RLM (Rear Lift-Up Mitigation, anti-ribaltamento), che verifica il sollevamento della ruota posteriore e mette in atto le opportune “contromisure”, modulate in base alla velocità. Ad esempio oltre i 140 km/h, in staccata, permette il sollevamento della ruota posteriore;- Rain (livello 3): l’obiettivo è la guida più sicura possibile su fondi a bassa aderenza.Il pacchetto di controlli elettronici APRC (Aprilia Performance Ride Control) è stato ulteriormente ottimizzato, in una ricerca instancabile della massima efficacia: l’ATC (Aprilia Traction Control, 8 livelli), regolabile direttamente anche in movimento tramite i due pulsanti sul blocchetto sinistro, offre una sensibilità ancora maggiore nell’area di intervento più critica, quella dal livello 5 al livello 1, il meno invasivo; parliamo, in pratica, dell’impiego più sportivo. Inoltre il sistema “riconosce” se il pilota si trova a percorrere una curva stretta o un veloce curvone in appoggio, variando la risposta. L’AWC (Aprilia Wheelie Control) garantisce ora impennate più controllate, con la ruota a pochi centimetri dal suolo, e la moto che fa (tanta) strada, proprio come l’Aprilia ufficiale di Laverty e Guintoli. Un altro passo, l’ennesimo, verso la prestazione pura.RIDELa R è elegante e allo stesso tempo grintosa, nella sua livrea nero opaco, novità 2013 che si affianca al bianco e al giallo già in gamma. L’AQS (Aprilia Quick Shift, cambio elettronico) è di serie, come la copertura posteriore 200/55, fino allo scorso anno riservata alla Factory. Le prime impressioni: minor rumorosità meccanica, grande fluidità di erogazione, in generale una messa a punto eccellente. Dopo il primo turno sulla Factory, che pesa 5 kg in meno della R grazie essenzialmente ad alcune parti in fibra di carbonio e ai cerchi forgiati invece che pressofusi, la R colpisce soprattutto per la maneggevolezza, incredibile se consideriamo che si tratta d una 1.000 da 184 cv e 186 kg di peso a secco, ma associata a una duttilità persino superiore rispetto a quella della Factory, più nervosa perché estrema.Ai più pigri non è richiesto nemmeno di spostare il peso in sella o spingere sulle pedane: per far svoltare la RSV4 R, infatti, basta poco. Talmente poco che chi si trova per la prima volta alla guida di questa ultra-compatta Superbike replica rischia di rimanere sconcertato. Chi, invece, ha avuto come me la fortuna di guidare le due versioni e i diversi model year, la R 2013 è il coronamento di un progetto nato benissimo ed evoluto con determinazione e costanza. Il paradosso? Numeri di vendita alla mano,  il mercato delle supersportive in Europa non esiste quasi più: per fortuna altri Paesi, come gli Stati Uniti, cominciano ad apprezzare la capacità di Aprilia di creare moto dalla guidabilità eccezionale, un vero e proprio tocco magico.E l’ABS?Come se non ci fosse! Per un pilota di media capacità ed esperienza è davvero difficile o addirittura impossibile arrivare alla soglia di intervento del sistema, per lo meno nelle condizioni di questo test in pista, con il sistema impostato sul livello 1 (Track). Il risultato è tanta sicurezza in più: non solo quella oggettiva garantita da spazi d’arresto identici alla moto senza ABS, ma anche quella psicologica – da non sottovalutare – di sapere che l’elettronica veglia su una staccata “eccessiva” o su un potenziale errore, sempre in agguato. Anche il traction control è migliorato, ristabilendo le distanze rispetto alla concorrenza, che si era avvicinata senza peraltro mai eguagliare le prestazioni dell’APRC: l’intervento è ancora più progressivo che in passato e se possibile più efficace, al punto che le tracce lasciate dal lungo e veloce curvone che immette sul rettilineo del traguardo restano tutte e soltanto sulla gomma Pirelli Supercorsa SP, senza scalfire sicurezza e self-control di chi guida.La scelta di non proporre per il 2013 versioni prive di ABS la dice lunga su due punti: gli acquirenti sono sempre più attenti a questo “accessorio” di sicurezza, che peraltro diventerà obbligatorio nel 2016. E ancora: le prestazioni non ne risentono per nulla, altrimenti in Aprilia non ci avrebbero pensato due volte e avrebbero mantenuto in gamma una RSV4 senza ruote foniche e più leggera di 2 kg. Che poi questa “ABS 2013” sia la miglior RSV4  di sempre è dimostrato dai riscontri sul campo, con i collaudatori di Noale che al Mugello hanno abbassato il loro tempo record di mezzo secondo.