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Tu vai forte. Vuoi andare più forte? Un monoammortizzatore “buono” vale almeno un secondo, i rapporti giusti un altro secondo. Si possono migliorare tante cose più spendi montando componenti giusti più vai. La frase è attribuibile a Pere Riba oggi team manager di Jonathan Rea ma ai tempi del lancio di quella Kawasaki ZX-10R a Losail ancora pilota in attività e mia “lepre” mentre vado alla ricerca del giro veloce sul tracciato Qatariano.

Come tu la vuoi

La cito perché in questo caso casca a fagiolo, visto che la moto di cui parliamo è una di quelle “migliorate”. Il programma Factory Works di Aprilia ha proprio questo scopo, migliorare la già ottima base di partenza (la RSV4 RF), personalizzandola sulle esigenze del cliente/pilota.

Tutte le parti speciali sono realizzate direttamente da Aprilia Racing e, come sempre, in questi casi il limite è il vostro portafogli, perché nel catalogo di parti Aprilia Racing si parte dal parafango in carbonio per arrivare alla RSV4 R FW-GP da 250.000 euro dotata di motore con valvole pneumatiche e con tanto di team in pista ad assistervi. Di questo programma fanno parte da qualche mese anche le “winglets” le ormai superdiscusse alette aerodinamiche che Aprilia ha introdotto anche per la produzione di “massa” che abbiamo potuto provare al Mugello su una RSV4 che oltre alle ali montava anche qualche pezzo interessante .

Pezzo per pezzo

Parlare di kit, non è corretto, perché attingendo al catalogo Factory Works ognuno può costruirsi la RSV4 che preferisce. Così ha fatto Aprilia per questa moto speciale, che miscela componenti meccanici per il motore ad altri funzionali alla riduzione del peso.

Lista della spesa

Il V4 adotta per l’occasione pistoni monofascia (3.500 euro), e una nuova testata a cui viene dedicata anche la centralina (5.900 euro). Lo scarico abbandona il catalizzatore per sposare un completo Akrapovic (3.000 euro) per un totale di 12.400 euro di preparazione motore che porta la potenza a 215 cv. Fanno parte della cura estetica/funzionale invece le alette aerodinamiche in carbonio (fornite non verniciate 610 euro) la batteria al litio (195 euro) il serbatoio alleggerito (viene fornito non verniciato a 650 euro) e la piastra superiore di sterzo ricavata dal pieno (421 euro) così come le leve freno e frizione (152 euro l’una). In carbonio anche il parafango anteriore 361 euro e posteriore (216 euro) e i paratacchi (76 euro). Calcolatrice alla mano fanno 15.233 euro di modifiche che valgono però i suddetti 215 cv e 194 kg in ordine di marcia con il pieno di carburante, 10 kg in meno della versione di serie.

Quindi secondo l’equazione di Pere Riba (+spendi + vai) questa Aprilia dovrebbe andare fortissimo, pilota permettendo ovviamente.

Ali di serie

Niente di meglio che scendere al Mugello per comprendere appieno il valore di questo lavoro e soprattutto per capire se le alette aerodinamiche hanno qualche effetto anche su una moto “normale”.

Già, le alette. Attorno a questo particolare componente si sta scatenando un putiferio. Fino a pochi anni fa eravamo ferma convinzione di tutti i tecnici che le appendici aerodinamiche sulle moto fossero impossibili da utilizzare. Ma i tempi cambiano e ora in MotoGP pare che le ali valgano parecchi decimi al giro, in certe condizioni. Ovviamente in MotoGP si possono costruire ali specifiche per ogni situazione e circuito secondo quando è richiesto maggiore o minore carico aerodinamico trovando quindi il giusto compromesso. Su un componente “di serie” invece occorre essere piuttosto accorti. Per questo le ali dell’Aprilia RSV4 non sono molto “spinte” tanto che secondo le dichiarazioni dei tecnici e collaudatori Aprilia non hanno richiesto modifiche di assetto. Ma non sono nemmeno un’astuta mossa di marketing, il loro lavoro lo fanno eccome.

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