Prova Aprilia Tuono Factory 1100 2017

4 aprile 2017 - 8:04

Ho ancora in mente quella visita, 15 anni fa, allo stabilimento Aprilia. All’interno di un capannone mi mostrarono una cosa “strana”. La base era una RSVMille, ma aveva un manubrio alto e un cupolino “strano” non fissato al manubrio ma direttamente al telaio. La aveva “pensata” un tedesco -Klaus Nennewitz-. Normale, perché in Germania era piuttosto comune montare un manubrio da cross su moto supersportive.

Con queste “streetfighter” i tedeschi ci viaggiavano in tutta Europa, unendo i vantaggi di una guida più rialzata, quelli del braccio di leva più favorevole offerto dal manubrio largo e quelli di una ciclistica sportiva. Nasceva così la Tuono Fighter, la prima Streetfighter di grande serie. Prima e allora unica, ha tracciato una strada che poi altri hanno seguito, ma nel frattempo lei si è sempre evoluta negli anni, ha cambiato forma e sostanza, è passata dal V2 al V4 ma non ha mai tradito la sua vocazione: emozionare nella guida stradale, andare molto forte in pista, unendo due mondi apparentemente inconciliabili.

Il percorso evolutivo della Streetfighter Aprilia non è ancora terminato, la nuova Aprilia Tuono 1100 2017 arriva a migliorare una moto che a detta di molti non poteva essere migliore. Anche in questo caso la “scusa” è l’aggiornamento all’Euro 4 e naturalmente molte delle novità sono in comune con la RSV4 2017, come è normale che sia, considerando che una è la declinazione non carenata dell’altra.
DUE VERSIONI
Le due versioni confermate RR e Factory, possono contare sul pacchetto APRC (Aprilia Performance Ride Control) evoluto e integrato: alle nuove mappature sviluppate per i principali controlli come il Traction e il Wheelie, riviste per migliorarne l’efficacia, si affiancano l’Aprilia Quick Shift (cambio elettronico) attivo anche in scalata e a gas aperto, l’esclusivo Aprilia Pit Limiter per limitare la velocità in corsia box (ma anche in altre situazioni), e l’Aprilia Cruise Control per i trasferimenti a velocità costante. Parte dei miglioramenti nella gestione dinamica dipende dalla posizione rivista della piattaforma inerziale (comune a quella della RSV4 2017). Collocata sotto la sella in posizione inclinata, riesce a leggere meglio il “pitch” (l’angolo di impennata in termini semplici) gestendo il wheelie in modo più preciso. Nuovi l’acceleratore Ride By Wire (-590 grammi perché non usa più cavi), la strumentazione digitale (comune con quella della RSV4 e la V4-MP (opzionale), il software di acquisizione dati che consente, tra le altre cose, di tarare in pista il traction control corner by corner ora accetta i comandi vocali e permette di gestire le telefonate in entrata e in uscita.
TRE MAPPATURE, TUTTE FULL POWER

Le mappe (Sport, Track e Race) del motore V4, offrono tutte la piena potenza dichiarata (175 cv a 11.000 giri), e sono state riviste soprattutto nella gestione del gas e del freno motore mentre, come per la RSV4, la centralina di controllo motore e l’impianto di scarico (con valvola a ghigliottina brevettata per gestire al meglio l’abbattimento del rumore per l’Euro4) sono nuovi. L’arrivo dell’ABS Cornering di Bosch garantisce frenate sicure anche in curva. Sulla versione Factory oggetto della nostra prova arriva di serie la forcella Öhlins NIX più leggera (-400 grammi) e con una idraulica evoluta e miglior controllo in compressione. Tutto questo consente di utilizzare molle con K inferiore e quindi gestire al meglio il lavoro sulle asperità dell’asfalto senza perdere il sostegno quando si spinge. La forcella completa un pacchetto comprensivo di ammortizzatore posteriore e ammortizzatore di sterzo sempre Ohlins. Dischi freno da 330 mm (altra novità), pinze Brembo M50 monoblocco e nuova pompa radiale sono in comune alle due versioni. La Factory in quanto modello elitario di elitario ha anche il prezzo: 18.190 euro, un sacrificio che pesa meno una volta che si prova la moto…

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RIDE
Semplicemente esaltante. Oppure, semplicemente frustrante. L’Aprilia Tuono può dare vita a sentimenti contrastanti tra loro. Esaltante perché quando la guidi, ti rendi conto di avere per le mani l’attrezzo perfetto, qualcosa che ridimensiona il termine “goduria” per come va e per quanto va. E, ve lo dico va da paura. La frustrazione è invece quella di avere per le mani un attrezzo del genere e delle strade inadeguate per sfruttarlo appieno. Sai che puoi fare grandi cose ma quei fastidiosi cartelli con i limiti stradali ti ricordano che basta tirare una seconda per vedere volar via la patente come una piuma portata dal vento. È un po’ come portare a cena una top model e poi riaccompagnarla a casa senza nemmeno dargli il bacino della buonanotte. Anche con lei potresti fare grandi cose… in ogni caso è meglio portarla fuori a cena che nulla, e anche con la Tuono, anche se sai che non la sfrutterai è meglio guidarla che non guidarla.
NATA PER LA STRADA, ESAGERATA IN PISTA

Per fortuna però esistono anche le piste, ambienti in cui la Tuono è libera di esprimersi al massimo ed è semplicemente inarrivabile per qualsiasi altra naked sul globo terracqueo. Risalirci dopo un po’ di tempo è come rincontrare la compagna di classe che ti provocava scariche ormonali da giovane e dopo anni (e sono 15 quelli che compie Tuono quest’anno) è pure migliorata.

In effetti, questo è quello che hanno fatto in Aprilia: hanno ulteriormente affinato un progetto (molto apprezzato perché la Tuono è nella top tre per vendite tra le supernaked in Europa) che era già ai vertici per prestazioni rendendolo ora ancora più fruibile. Apprezzo il lavoro dei tecnici Aprilia perché, aggiornando la moto, hanno voluto mantenere inalterato il carattere viscerale e le prestazioni fuori della norma della Tuono cercando però un’usabilità ancora maggiore e una gestione del gas ancora più raffinata. Il risultato è che, per la prima volta, mi trovo ad apprezzare la V4 naked Aprilia anche andando a spasso. Godibile, e non è cosa da poco.

Dare giudizi sulla Tuono su strada è facile. Va benissimo, va forte in modo svergognato, ha una ciclistica al top e riesce a “parlare” con il pilota come poche altre moto. Non a caso la avevo scelta per il mio Blind Test con Pirelli per scoprire alla cieca che gomme montava la moto. La chiesi appositamente per la sua sensibilità e non mi tradì.
TANTI CAMBIAMENTI
La sceglierei ancora oggi che ha ricevuto parecchi cambiamenti. Cambiamenti che hanno modificato i fattori, non il risultato. Con il nuovo acceleratore a joystick la gestione del gas è più amichevole; il gradiente di apertura delle farfalle è stato ben studiato, soprattutto nell’apri chiudi e nelle primissime aperture c’è una gestione migliore il che ti rende la vita più facile quando non guidi con il coltello tra i denti.

Perché la Tuono era così: te la godevi andando a tutta e godevi così tanto che “soffrivi” volentieri della sua rigidezza, del poco sterzo (che è rimasto), del calore cacciato dal motore (che non riesco a giudicare perché oggi non faceva caldissimo) dei consumi da supercar (che sono man mano diminuiti un po’). Ora però la Tuono si gusta anche andando meno forte, è più “completa”.
CAMBIO ELETTRONICO
Le mappature non cambiano in modo inverosimile il carattere del motore: la sport ha un attacco leggermente più aggressivo e una gestione successiva più morbida, la Race ha la risposta dei primi gradi di apertura più morbida, poi c’è più aggressività e un freno motore più libero, la Track sta nel mezzo. Ma non sono differenze abissali. Il passo avanti arriva dal cambio con quickshifter e downshift. Eccellente il secondo, un po’ meno veloce dei migliori il primo, che ha un “cut” a mio parere leggermente superiore alla media.

Alla fine l’Aprilia Tuono 1100 dimostra che sono tanti dettagli a fare la differenza, la forcella è un pezzo da novanta, scorrevolissima, controllatissima, dimostra con i fatti una qualità superiore alla media: “parte” alla minima asperità, ti dà più feeling, e copia meglio il fondo stradale migliorando il rigore della moto sullo sconnesso. La pompa radiale richiede meno sforzo per esser azionata e si modula meglio e le pastiglie Brembo BRM10B montate di primo equipaggiamento sono state scelte non solo per la loro performance ma anche perché offrono un “bite” (il primo “morso”) meno aggressivo, cose che si percepiscono con una migliore gestione della frenata. Tanti spigoli smussati che, alla fine, consegnano al cliente un prodotto migliore.
FORTE PIÙ FORTE
Poi, quando alzi il ritmo ritorna la solita Tuono quella che tu pensi e lei fa, quella che offre un feeling esagerato quella che ha una ciclistica da riferimento, apparentemente ancora migliorata, a sensazione ancora più “acquattata” sulle sospensioni. E più vai forte, più lei ti fa capire di poter andare ancora più forte. In questo la Tuono non è cambiata, dimostrando tutte le capacità di Aprilia nel realizzare moto sopraffine, in cui l’abbinata motor/ciclistica offre un bilanciamento che pochi sono in grado di eguagliare. Bilanciamento ed emozione, tradotta in accelerazioni perentorie appena sfiori il gas e in un sound che l’Euro4 non è riuscito a mortificare e merita l’oscar per la miglior colonna sonora motociclistica. Limiti? Chi li trova è bravo, su strada ha troppo di tutto per essere messa sotto scacco. Diciamo che il passeggero è tollerato a malapena, e che la posizione, di assoluto controllo, resta piuttosto sportiva e caricata sui polsi. Ecco, sì, un limite la Tuono lo ha: sono le strade che sono diventate strette per lei, perché va così bene e così forte che serve allenare occhio e mente e non affrontarla a cuor leggero. Moto per molti, non per tutti, ma se vi piace il genere e non ci avete mai messo il sedere sopra… beh, non provatela, perché sappiate che poi non esiste antidoto per togliervela dalla testa.

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