Prova Vespa Sprint

Scocca piccola, ruote grandi. Tradotto: stessa agilità ma più sportività, comfort e stabilità. La Vespa torna ad essere Sprint

Scarpe grosse, cervello fino. Il proverbio che parla dell’astuzia dei contadini ben si adatta alla Vespa Sprint. Il cervello fino è quello dei progettisti e designer Piaggio, che hanno pensato di abbinare la scocca piccola della neonata Primavera alle ruote da 12 pollici, caratteristiche dei “Vesponi”. Nasce così la nuova Vespa Sprint, nome storico per lo scooter di Pontedera che in passato indicava proprio i modelli più performanti, nati come la Vespa di oggi unendo un motore “pompato” nella scocca piccola.  Perché a pochi mesi dalla Primavera Piaggio lancia anche la Vespa Sprint? La risposta la dà Marco Lambri, responsabile del Centro Stile Piaggio dove nascono non solo le Vespa ma tutti gli scooter del marchio italiano. Nella testa di chi l’ha progettata, la Vespa Sprint – riconoscibile oltre che per le ruote anche per il faro anteriore di sezione rettangolare – non si sovrappone alla Primavera ma si affianca ad essa, cercando il consenso di un pubblico più sportivo e maschile. Primavera alle femminucce e Sprint ai maschietti, dunque? Può essere, anche se in realtà la Vespa è un prodotto del tutto unisex.L’importanza che la Vespa ha per Piaggio si legge nei numeri. Lo scooter toscano è ormai una icona venduta e riconosciuta in tutto il mondo; solo lo scorso anno sono state ben 190.000 le Vespa uscite dagli stabilimenti Piaggio. Tantissime, che hanno invaso il mondo tenendo alto, una volta tanto, l’onore del Made in Italy. Un successo che non è legato solo alla storia ormai quasi settantennale di questo scooter, ma anche alla capacità di Piaggio di rinnovarla continuamente, tenendo fede agli stilemi classici che hanno reso la Vespa famosa nel mondo e alla qualità costruttiva che la contraddistingue. La Sprint non fa differenza: è il primo “vespino” della storia con le ruote da 12 pollici, soluzione tecnica che non solo ne migliora la guida ma dà una bella mano anche all’estetica. Il risultato è che la Sprint pare essere più “importante” della Primavera, pur condividendo la stessa scocca e i medesimi ingombri.Scocca che rispetto a quella della LX è stata riprogettata completamente, con un diverso fissaggio del motore e una rigidità nettamente maggiore (154% in più longitudinalmente!) che migliora il feeling di guida, aiutato anche dalla nuova sospensione anteriore, anch’essa fedele alla tradizione ma progettata ex novo. La Sprint è nuova in tanti particolari, dalle luci di posizione a LED alla strumentazione completamente elettronica, al vano sottosella più grande (16,6 litri) perché la batteria è stata spostata sotto il pianale. Insomma, proprio come accade alle icone su ruote (come la Porsche) la Vespa continua a cambiare ed a evolversi, ma resta inconfondibilmente Vespa.Parlando di motori, la Sprint si “accontenta” per ora di tre motorizzazioni: 50 2T (2.890 euro), 50 4T (2.990 euro) e 125 3v (3.990 euro), quest’ultima caratterizzata dal nuovo motore a iniezione tre valvole capace di consumi ridottissimi (47 km/l nel ciclo WMTC). Peccato non averla anche con un motore più pimpante (magari un 180 cc?) che avrebbe reso ancor più giustizia al nome Sprint, offrendo quel “quid” in più di prestazioni che al cliente tipo di questo modello potrebbero piacere.Sì perché, in effetti, la Vespa Sprint mostra una guida mai così efficace per una Vespa piccola. L’agilità proverbiale di questo scooter non è venuta meno, in compenso basta affrontare un tratto sconnesso o di pavé per capire come la Sprint superi molto meglio questo tipo di superficie che è la protagonista delle nostre città. Anche la stabilità è migliore rispetto a quella della Primavera e questo fa sì che la guida della Sprint sia convincente nella maggior parte delle situazioni urbane. Il motore 125 è comunque ottimo per regolarità di funzionamento ed erogazione. Non deve girare alto per offrire una buona spinta e offre accelerazioni adeguate all’ambiente in cui la Sprint si trova ad operare.Silenziosissimo, del tutto privo di vibrazioni, il motore è complice del bel guidare della Vespa, che scivola nel traffico con una eleganza e uno stile che pochi altri mezzi a due ruote possono vantare. Immune al morbo delle prestazioni, capace di farti sentire a tuo agio sempre, modello dopo modello, anno dopo anno, la Vespa continua il suo percorso, iniziato nel 1946. In quasi settant’anni ha messo in moto milioni di persone, e non ha alcuna intenzione di smettere.

 

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