Davanti alla Suzuki SV-7S non è facile scegliere le parole giuste. Nel listino di Hamamatsu non è mai esistita una moto con questo nome, ma parlare di modello completamente nuovo pare eccessivo: non serve infatti essere grandi fisionomisti per vedere che si tratta di una SV 650 aggiornata. Interventi e migliorie sono però così importanti che liquidare l’operazione come una banale restyling sarebbe invece riduttivo. La cosa migliore da fare è quindi risparmiarsi la fatica inutile di appiccicare un’etichetta alla moto e andare alla sua scoperta.

Vediamoci chiaro
“Vediamoci chiaro” deve essere stato letteralmente anche quello che si sono detti i tecnici Suzuki, visto che la novità più evidente della SV-7S è proprio la fanaleria a LED. Il proiettore mantiene comunque una forma circolare, il linea con lo stile della moto. Per trovare una seconda primizia non ci si deve spostare molto. Alle sue spalle c’è infatti un nuovo display TFT a colori da 4,2 pollici, sicuramente più appagante e ricco d’informazioni della vecchia strumentazione. Il cockpit può essere collegato allo smartphone tramite Suzuki Ride Connect+ e può mostrare tra le altre cose la navigazione turn-by-turn e notifiche varie.


Iniezione di tecnologia
Questa non è altro che la punta dell’iceberg tecnologico che fa la maggior differenza tra la SV-7S e la SV 650. Grazie all’adozione di un acceleratore ride-by-wire e di corpi farfallati a controllo elettronico, questa Suzuki è dotata di Suzuki Drive Mode Selector con tre modalità di guida e di traction control regolabile su tre livelli e disattivabile. A completare il pacchetto hi-tech arriva anche il Quick Shifter bidirezionale.

Un cuore d’oro
Cuore della SV-7S è il ben noto motore bicilindrico a V seiemmezzo Suzuki che in circa ventisette anni di onorato servizio è stato venduto in oltre mezzo milione di unità, equipaggiando anche la V-Strom. In questa configurazione sviluppa 73,4 CV (o 54 kW che dir si voglia) e 64 Nm di coppia. Tra le voci della scheda tecnica spicca anche il consumo, pari a 4,1 litri per i canonici 100 km, che corrispondono a 24,4 km/litro. A fargli da spalla c’è puntualmente un cambio a sei marce.

Un pacchetto collaudato
Altre vecchie conoscenze si trovano sul fronte ciclistico, a partire dal telaio a traliccio in tubi d’acciaio. Il reparto sospensioni conta su una forcella da 41 mm e su un mono regolabile nel precarico. Le ruote sono entrambe da 17 pollici, con il pneumatico posteriore da 160, scelta ormai non comune ma che privilegia la maneggevolezza. E proprio nell’ottica della facilità di guida e della accessibilità meritano di essere sottolineati i 785 mm di altezza sella, quota che farà la gioia di chi è diversamente alto e ama poggiare comunque bene i piedi a terra.
La Suzuki SV-7S si può scegliere in tre colori, nero, grigio e blu.







